Se solo smettessero
di credersi dei fuoriclasse

Se solo gli attaccanti del Napoli smettessero di pensare di essere dei fuoriclasse. Se solo riuscissero a capire che sono dei giocatori normali che potranno, un giorno, diventare dei campioni. Hamsik è un ottimo giocatore, ma è una perenne via di mezzo e lo ha dimostrato anche a Udine. Errore da scuola calcio sul gol del tre a zero. Eurogol per il 3-1. Poi quel rigore sbagliato che tutti sapevamo che avrebbe fallito. E vi sfido a dire il contrario. Perché nel calcio certe cose si capiscono immediatamente. Come Lavezzi che domenica ha fatto delle cose che non faceva da un anno: andarsi a prendere il pallone nella sua metà campo e pretendere di smarcare tutti. Poi perdere palla a centrocampo banalmente, come spesso gli accade, lanciando l’azione che ha portato all’uno a zero. Come dire: io sono Maradona, ci penso io, datemi il pallone.
Umiltà. Questa squadra ha bisogno prima di tutto di umiltà. Non riesce a dare continuità alla sua azione perché pensa di poter avere la partita in pugno prima di giocarla. A Udinese è accaduto così. Con la testa a Capodichino, un buon inizio e poi due schiaffi dai quali non si è ripresa. Mazzarri in questo c’entra poco perché domenica la voglia di ribaltare il risultato proprio non c’era. E se ci aggiungiamo che ci ha girato anche male, beh, teniamoci questo terzo posto, la notizia migliore della giornata. Contro il Palermo scommettiamo che faremo il partitone? Perché il Napoli quest’anno è così: sull’ottovolante e noi con lui.
Paolo Carafa

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