Dal Brasile in lacrime
“Dai, ragazzi, non mollate”

Come si sta in Brasile da napoletani e Napolisti? Bella domanda. Ultimamente piuttosto male, in verità. La popolazione padana residente qui ti guarda con immutata se non maggiore aria di sufficienza. Così la maggior parte degli “italiani” del nord qui in vacanza. Qualche europeo e sudamericano ti dice “gioca bene il Napoli però!”, e subito dopo: “Ma che orrore quella spazzatura ovunque, com’è possibile”. E noi fino a pochi annetti fa ci arrabattavamo in giustificazioni, arrampicandoci sugli specchi. Oggi con maggiori cognizioni di causa e con tanta rabbia in più.
Grazie alla rete abbiamo a poco a poco svelato nuove pagine della nostra storia, rimanendo sempre più attoniti con il passare del tempo e l’acquisizione di nuove conoscenze. La Rete come un genitore, a spiegarci le cose da una prospettiva completamente nuova. E noi con lo stupore dei bambini abbiamo appreso cose mai udite prima. Credo che nulla come la Rete sia riuscita in un’impresa miracolosa come questa: agganciare i fili delle vite di chi ha dovuto reciderli per andar via, con quelli della propria Terra e di tutto quello che ha lasciato. Se questo da un lato ti fa vivere ancor di più in un limbo, (una pianta sradicata e trapiantata altrove se sopravvive cresce sempre con maggiore difficoltà) dall’altro forse rafforza ancora di più i legami, i valori, le caratteristiche e l’amore per la realtà che hai abbandonato.
Forse è vero quello che qualcuno del nostro gruppo una volta ha scritto: che noi “emigrati” abbiamo un occhio più amorevole e sicuramente molto differente nei confronti delle vicende (anche calcistiche) della nostra Terra, perché viviamo ogni giorno un mondo parallelo, che sfiora e condiziona ogni gesto, ogni pensiero, ogni sentimento del nostro quotidiano. Vedo i miei amici napoletani prostrati in un dolore e un torpore che da qui, sinceramente ci appare insopportabile, vorremmo abbracciarli con tutto il nostro essere e implorarli di non cedere, di credere, di insorgere. Noi continuiamo la nostra battaglia di parole quotidiana con tutti quelli che incrociamo, per sensibilizzare, informare, per non abbassare la testa e la guardia. E tutto quello che possiamo fare e vi assicuro che lo facciamo con un amore e una passione totale, convinti che serva moltissimo, e che se questa é la nostra parte, noi continueremo a farla con tutti noi stessi da qui.
Pensiamo a una grande mobilitazione, che parta da piccole cose, con la creatività che contraddistingue il popolo partenopeo, e che attraverso la Rete possa far aderire anche le persone emigrate ogni dove, per iniziare uno Tsunami di indignazione e risurrezione che diventi impossibile non ascoltare. Pensavo a una raccolta di firme per chiedere al Calcio Napoli di giocare col lutto al braccio finché non si faccia un piano chiaro, a breve, medio e lungo termine per risolvere il problema rifiuti in Campania soprattutto quello dei rifiuti TOSSICI tombati nelle nostre campagne e sotto le nostre strade. Vogliamo un Commissariamento stabile da parte Comunità Europea e dell’Unesco, di Amnesty e di Greenpeace, perché quello che si è fatto per 20 anni è UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’. Vogliamo proporre di sostituire la proprio foto del profilo di fb e gli altri Avatar con simboli di lutto in solidarietà per Napoli, la ns.Regione e la nostra Gente. Inventarci ogni forma possibile di protesta civile per attirare l’attenzione e sensibilizzare quante più persone possibili – tanto purtroppo sui TG di tutto il mondo ci siamo comunque, da anni. Ho scritto di getto e con le lacrime agli occhi.
Un caro saluto a tutti dal Brasile Forza Napoli IN TUTTI I SENSI
Lisa

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