Napoli bello e generoso
Che ingenuo Pazienza

La rabbia e la tristezza di stanotte non ha eguali. Per smaltire la prima avrei bisogno di un pungiball su cui sfogare il mio istinto assassino attuale, mentre per la seconda sto meditando di uscire, nonostante la pioggia, per una camminata di almeno una ventina di chilometri, per assentarmi da tutto, stare da solo e ritrovare la serenità che è andata a farsi benedire. Non è bastato un Napoli bello e generoso per riacciuffare un partita già compromessa nel primo tempo. L’ ingenuo doppio fallo di mani di Pazienza infatti, ci ha costretto a giocare per più di un tempo in inferiorità numerica contro la squadra che, a livello di palleggio, in Italia, non ha rivali. Regalare un uomo e almeno 30 minuti al Milan, hanno creato i presupposti per un prevedibile capitombolo. Per mezz’ ora di fatto, gli azzurri non sono stati capaci di fare 2 passaggi di fila e di superare la metà campo, se non con rilanci disperati un pò come si faceva all’ oratorio ed hanno subito la costante pressione degli avversari. La cornice meravigliosa di un San Paolo stracolmo, l’ importanza della gara, il blasonato avversario, hanno denotato un limite che già da qualche tempo è risultato evidente. Il panico, il maledetto panico. Solo dopo il gol di Robihno si è rivista la squadra che piace a noi, grintosa e determinata e, scrollatasi dalla schiena e dalle gambe quella terribile paura, ha iniziato a spingere e a cercare il pari con tutti i mezzi. Prima Cavani, poi Yebda(entrato al posto dell’ infortunato Maggio) e infine Lavezzi per un niente non sono riusciti a buttarla dentro e con l’ amaro in bocca si è tornati negli spogliatoi sotto di un gol e di un uomo. Nella ripresa, gli azzurri hanno gettato il cuore oltre l’ ostacolo e con azioni in velocità, soprattutto sulla sinistra con Dossena che avrà buttato in mezzo all’ area almeno 8 palloni, hanno dato a tutti l’ impressione che il gol poteva materializzarsi da un momento all’ altro. E invece, dopo un paio di contropiedi falliti, su un cross di Oddo, Ibra, solo in aera, insaccava di testa a pochi metri da De Sanctis. Due a zero e mazzata terribile. Solo il grandissimo cuore di questa formazione ci ha regalato un finale al cardiopalmo. Un gol, quello del Pocho(migliore in campo), che non sarà ricordato, solo perchè realizzato in una gara persa, ma letteralmente incredibile, realizzato contro le leggi della fisica, ha riacceso la speranza di un’ altra rimonta simile a quella della passata stagione. La spinta forsennata e ossessiva alla fine, però, non ha prodotto ciò che noi speravamo. Grande cuore, grande impegno e tanta corsa non sono bastati. Seconda sconfitta in casa e fantasmi
del passato che si ripropongono. C’ è rabbia e tristezza dicevo. Sarà perchè tra poco è il suo giorno, ma dopo questa sfortunata partita, ho pensato a Lui. Con Lui in campo, avrebbe potuto arbitrarla anche Galliani, il Diavolo non
l’ avrebbe mai vinta. E’ solo un attimo di debolezza nostalgica, lo so, poi mi passa. In campo non c’ era Lui e c’ era invece il chierichetto di Modena in tenuta gialla che ha preservato il match clou del prossimo turno (Milan-Giuve), tenendosi tutti i cartellini in tasca, permettendo teatrini meneghini da campi di III categoria. Rizzoli, la domenica, può solo portare le ostie all’ altare del suo dio.
Non molliamo.
Forza Napoli Sempre
Gianluigi Trapani
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