Ecco Cavani, nello stadio che lo può fare re

<em>De Sanctis, Grava, Cannavaro, Campagnaro, Maggio, Gargano, Pazienza, Dossena, Hamsik, Lavezzi, Cavani. Per la prima volta il san Paolo sentirà domenica sera lo speaker parlare del volto nuovo degli azzurri. Per Yebda, Sosa, e forse Dumitru, sarà soltanto panchina.  E’ il giorno del San Paolo per l’attaccante uruguagio che , se non ci fosse stato l’affaire Quagliarella, sarebbe già stato dipinto come nuovo re di Napoli. Pensiamoci: tre gol in due partite. Una doppietta a Boras ed un gol a Firenze premiato dall’arbitro più per il gesto tecnico che non per la regola secondo la quale il pallone passi interamente la linea bianca. Napoli aspetta di applaudirlo a dispetto di uno stadio che non si presenterà sicuramente tutto esaurito. Diecimila abbonamenti, più o meno altrettanti biglietti. Probabilmente Cavani meritava un’atmosfera migliore, ma la crisi economica, le polemiche sulla tessera del tifoso e una campagna acquisti non proprio faraonica hanno determinato questi risultati. L’affetto dei napoletani, quello vero, Edinson lo ha saggiato qualche giorno fa. Il poverino aveva espresso il desiderio di fare una passeggiata in un centro commerciale. Nemmeno il tempo di mettere la testa dentro che è stato immediatamente riconosciuto e speolto da richieste di autografi, fotografie ed abbracci. Ora arriva la prova dello stadio san Paolo e se dovesse nuovamente segnare i titoli di lunedì saranno nuovamente per lui e non per questa o quella cessione.
<strong>Paolo Carafa</strong></em>

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