
Messi torna al Barça? Il candidato alla presidenza Font: “Vogliamo si ritiri dal calcio con noi”
di - "Messi è un punto di riferimento, non può concludere il suo legame con il Barça in una sala chiusa. Con Laporta non tornerebbe mai".
Il mondo del calcio raccontato dal Napolista: articoli, analisi e opinioni sul calcio italiano e internazionale. Tattiche, regolamenti, polemiche arbitrali, storie di campo e riflessioni su come il gioco più amato al mondo evolve dentro e fuori dal terreno di gioco.

di - "Messi è un punto di riferimento, non può concludere il suo legame con il Barça in una sala chiusa. Con Laporta non tornerebbe mai".

di - L'Italia è un Paese in cui per tre giorni si discute anche in Parlamento di una simulazione, scomodando la mafia, e poi ci si impappina a raccontare la furbata di Fabregas con Saelemaekers.

di - È Espn a dare la notizia. Rischia una squalifica di almeno dieci giornate, come da regolamento. L'argentino del Benfica era stato accusato di insulti razziali

di - Sul Giornale: logica vorrebbe che si adeguasse alla realtà, al pentimento-confessione di Bastoni, ma sarebbe stato un colpo di intelligenza e di coraggio: troppo per il calcio italiano

di - La Gazzetta: la Nazionale sta seguendo con grande attenzione l’ascesa nel calcio dei grandi di Antonio Vergara. Il 26 marzo la prima dei play-off mondiali

di - Nel Napoli esiste un buco nero degli infortunati. Tutto è avvolto dalla privacy o presunta tale. Spariscono e non ricompaiono più.

di - Alla Gazzetta: "La sfilata del secondo scudetto è stata struggente, un’immagine potente veicolata in ogni continente. Io presidente? Sarebbe un onore"

di - L'intervista al direttore esecutivo Calzada: "Siamo alla pari con i 20 club con il maggior fatturato in Europa. Ci piacerebbe partecipare alla Champions europea; al Mondiale per club abbiamo battuto il Manchester City".

di - Il gruppo brasiliano OutField è azionista di maggioranza del club. I primi obiettivi saranno acquistare un centro sportivo e riaprire l'Academy. Sono attualmente quinti in Ligue 2.

di - L'intelligenza artificiale ha creato una partita leggendaria. Capitan Tsubasa, Holly e Benji da una parte; dall'altra Ibrahimovic, Cristiano ROnalo, Messi Pelé e Maradona (Mundo Deportivo)

di - In conferenza: "Dobbiamo usare il dolore come carica per la prossima partita. A Istanbul dovevamo evitare di farci cacciare fuori dopo 10 minuti. Vorremmo essere giudicati su partite giocate 11 contro 11"

di - Il tecnico del Manchester United alla Bbc: “Dimentichiamo quanto sia ancora giovane. Gli ho dato un paio di piccoli consigli, qualche indicazione sulla posizione e qualche altra piccola cosa”

di - Non c'era nessuna delle due ammonizioni a Kalulu (contrariamente a quanto detto a Open Var smentito dalla stessa Dazn). Il precedente riguarda l'Inter e Lukaku che contro la Juve fu ammonito ed espulso per aver reagito ai cori razzisti degli juventini. La Figc lo graziò per arrestare l'ennesima figuraccia internazionale

di - Al Guardian sul caso Vinicius-Prestianni: "Io stesso ho subito insulti razzisti. Quando vieni giudicato per qualcosa di cui dovresti essere orgoglioso, è la peggior sensazione che si possa mai immaginare".

di - A Radio Crc: "Le partite di trent'anni fa sembrano al rallentatore. Non si può valutare lo stato fisico di un atleta al 100%, le visite possono durare anche 48h"

di - In Premier non è titolare dal 6 dicembre e ha segnato un gol in 14 presenze. Ha giocato in Europa League a gennaio

di - POSTA NAPOLISTA - Sette punti per non morire. Questa gestione dilettantesca del calcio ha prodotto figuracce e fallimenti. I dirigenti nazionali che perdono, devono andare a casa

di - Il mito che gli argentini non siano razzisti. Un articolo scritto due anni fa per El Diario dal sociologo Alabarces. Non è cambiato granché. “Ho un amico nero, quindi non posso essere razzista”. Come ogni buon argentino, si potrebbe aggiungere.

di - Alla Gazzetta: "La Premier League è un altro pianeta. Oggi i più forti del mondo vanno in Inghilterra. E appena abbiamo qualcuno bravo ce lo portano via"

di - È finita l'era dei grandi onnipotenti, ora i club si affidano ai funzionari. E il pubblico (ossessionato dalla tattica) riesce a capire che il "mio gioco" è spesso un bluff