
Diamo un voto alla stagione del Napoli
Le promesse e le premesse iniziali, gli infortuni e gli obiettivi raggiunti e mancati: al momento è un Napoli da 8.5. Secondo posto e Coppa Italia varrebbero un 10.

Le promesse e le premesse iniziali, gli infortuni e gli obiettivi raggiunti e mancati: al momento è un Napoli da 8.5. Secondo posto e Coppa Italia varrebbero un 10.

di - Il nuovo contratto di Insigne: un potenziale affare per tutti, che riconoscerebbe a Lorenzo un ruolo importante, tecnico e narrativo, nel Napoli.

di - Da Tavecchio a Bergomi fino a Sconcerti: è un tripudio per il ritorno del potere milanese e una bocciatura per Napoli Roma. Che devono imparare a giocare di sponda, come ha fatto Sarri domenica. Un assist non raccolto il suo.

Rispetto allo scorso anno, la media è peggiorata quasi di mezzo gol a partita. La media della Juventus è 0,59 gol subiti a partita.

di - «La Serie A è un campionato poco allenante», disse un giorno Fabio Capello. Oggi, durante Empoli-Napoli, abbiamo capito cosa significasse questa frase.

Meglio tardi che mai. Sarri cambia registro e riconosce che questa rosa è più forte del Napoli dello scorso anno. È un segnale della ritrovata unione con De Laurentiis?

di - A Napoli, a giudicare dall'odio per De Laurentiis, non ci sono infiltrazioni. Quando la Fiat, in un processo alla mafia catanese, ammise di pagare il pizzo.

di - De Laurentiis sa ascoltare e sa anche tacere. E non è certo l'unico cattivo carattere nel Napoli. Sarri nemmeno scherza. Lo ribattezzerei Ismaele.
Dall'eliminazione di Luis Enrique ai preliminari di Europa League del 2011 fino alla doppia sconfitta con Porto e Lione: la Roma e l'allergia all'Europa.

Una lettura degli ultimi fatti intorno al Napoli: le dichiarazioni di Adl e lo status di presidente, il pubblico e i calciatori ormai solo attori.

di - Il principale punto debole del Napoli di Sarri è la lettura agonistica della partita. Ibrahimovic ce l'ha dentro proprio come Obelix che da piccolo è caduto nella pozione magica.

di - Una rilettura letterario-filosofica delle recenti esternazioni del presidente che puntualmente accende il dibattito mediatico attorno al Napoli.
di - Il campionato più bello del mondo produce solo due club su sedici nei quarti delle coppe europee: un fallimento sportivo, che però "non conta".

Napoli mai vittorioso al Castellani, ma reduce da un ruolino eccellente in casa delle piccole: sei vittorie, due pareggi e zero sconfitte.

di - Gli ultimi episodi e una sentenza del 97 (pre-Calciopoli) inducono a delle riflessioni. La sudditanza psiologica non può esistere. C'era un sistema. Oggi continuiamo a non sapere nulla degli arbitri.

di - In tv ieri sera l'arbitraggio di Napoli-Crotone è stato affiancato a quello di Juventus-Milan. Sancito il principio “mal comune, mezzo gaudio”. E il Napoli è rimasto a guardare, a parlare d'altro.

Lorenzo e Arkadiusz rappresentano il futuro a lungo termine di questa squadra. E Mertens? Vorremmo che rimanesse ma dobbiamo ragionare con la testa.

di - Napoli-Crotone, l'analisi tattica: la squadra di Sarri domina, ma non è brillante nella costruzione offensiva e offre ancora occasioni nitide agli avversari.

di - Ora Lorenzo è un calciatore decisivo, e non solo per i gol. La differenza è nella testa. E tutto è cambiato dopo il rigore sbagliato con il Besiktas: da lì, ha saputo ricostruirsi.

di - Non avrò cultura della sconfitta, ma a Barcellona e Real Madrid - pur sei aiutati - viene riconosciuta una superiorità sul campo. Alla Juventus no