In faccia ai maldiniani e agli anti-Malagò, la Nazionale di Mancini vince e dà spettacolo
Vittoria per 4-1 in Turchia. Con Kayode, Ruggeri e altri ignorati da Gattuso. Oltre ai fratelli Esposito. Primo tempo show, ripresa con troppa leggerezza difensiva. Senza Malagò, non ci sarebbe mai stato Mancini. E ora vogliono farlo fuori

Db Bursa 28/09/2026 - Nations League / Turchia-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Pio Esposito col fratello Sebastiano Esposito
L’Italia di Mancini e Malagò domina e vince in Turchia per 4-1 nella seconda partita del girone di Nations League. Un primo tempo sontuoso, perfetto. E una ripresa così così: di carattere ma caratterizzata da una imperdonabile superficialità difensiva che ci ha fatto correre seriamente il rischio di veder riaperta la partita. La fase difensiva va rivista. L’Italia è seconda nel girone con tre punti, pari merito col Belgio. Prima la Francia con 6 punti (che ha vinto 1-0 in Belgio con gol di Olise nel finale). La Turchia è a zero. Prossima partita: Francia-Italia venerdì 2 ottobre alle 20.45. Tutti bravissimi ma una menzione speciale va a Tonali e al debuttante Kayode.
Assurdo il livore della critica contro Mancini dopo appena una partita
Prima di commentare il match, non possiamo esimerci da una riflessione che riteniamo doverosa.

È assurdo lo spettacolo cui abbiamo assistito in questi giorni. Non avevamo mai visto, mai, un ct messo sulla graticola dopo la prima partita. Dopo una sola partita. Peraltro alla guida di una Nazionale disastrata, reduce da tre Mondiali saltati. Il livore con cui buona parte dei media si è accanita su Mancini, è stato quantomeno sospetto. Impossibile non pensare alla malafede. Un mix di combinazioni. Quelli che detestano Mancini per i suoi soldi sauditi. Quelli che non vogliono Malagò alla guida della Figc. Quelli – e sono tanti – che avrebbero voluto che fosse la Nazionale di Paolo Maldini. E poi i gufi, gli incompetenti, i disfattisti: quelli che già recitavano il de profundis per la retrocessione agli azzurri. È assurdo quanto l’Italia scateni sentimenti anti-patriottici. Quanto ci divertiamo nell’esercizio dell’autolesionismo. Anche perché porta consenso sui social. A tutto questo va aggiunto l’assurdo golpe del cavillo con cui il Coni di Buonfiglio e il governo (col ministro Abodi) stanno per commissariare Malagò. Senza Malagò, è bene ricordarlo, non ci sarebbe mai stato Mancini. Ora avremmo la Nazionale di Pirlo o di Grosso (sigh).
Primo tempo da lezione di calcio con calciatori ignorati da Gattuso
Era davvero da tanto che non si vedeva un’Italia così. È stato un autentico show quello della Nazionale di Mancini che in Turchia ha fatto strame della squadra di Montella (temiamo sia stata la sua ultima partita sulla panchina della Turchia). L’Italia – presa a randellate mediatiche dopo la sconfitta col Belgio – ha reagito come si conviene alle squadre vere allenati da allenatori veri. Mancini ha mandato in campo calciatori ignorati da Gattuso: da Kayode a Ruggeri, con una spruzzata di Sebastiano Esposito e di Fagioli. L’attacco con i fratelli Esposito (più Raspadori) è un manifesto per il Sud. Il primo tempo è stato una lezione di calcio, con tocchi di prima, triangolazioni, sovrapposizioni, movimento continuo. La Turchia – che è come se non fosse mai scesa in campo – è rimasta subito intontita, disorientata.

I tre gol sono arrivati sono in meno di trenta minuti: dal 9’ al 27esimo. Prima Bastoni da corner, il gol della resurrezione. Lui che si porta la coscienza la serata di Zenica in cui si fece espellere a fine primo tempo. Poi, Frattesi che riprende una goffa respinta del portiere su tiro di Kayode. E poi la terza rete firmata proprio da Kayode al termine di un’azione da scuola calcio. Lui, Kayode, 22 anni, di Borgomanero, che gioca in Premier League con il Brentford. Ci voleva Mancini per convocarlo in Nazionale. Ha giocato una partita straordinaria.
La Turchia ha giocato senza Yildiz e Calhanoglu. Ma aveva giocato senza di loro anche nell’ottima partita contro la Francia persa per 1-0.
Primo tempo da dieci, secondo tempo da cinque.
Ora arriviamo alle dolenti note. L’inizio ripresa della Nazionale è stato all’insegna dell’autolesionismo puro. L’Italia ha rischiato di aprire la partita. Ha preso un gol assurdo dopo due minuti su una dormita generale della difesa. Ovviamente i turchi hanno preso coraggio. Era cominciato un altro match. Per fortuna gli azzurri hanno subito segnato il quarto con Pio Esposito e il suo tap-in di testa sul palo colpito da Tonali servito da Cambiaghi (che ha sostituito Raspadori). Piano piano, la gara è tornata sui binari della normalità anche se il secondo gol lo avevamo preso ed è stato per fuorigioco. Vergara è stato un paio di volte sul punto di entrare ma non è mai entrato. È entrato invece l’incredibilmente bistrattato Romano al minuto 75.
Primo tempo da dieci, secondo tempo da cinque. Forse anche meno. Mancini ha ancora da lavorare. Per fortuna, l’Italia è tornata ad avere un ct. Speriamo che possa continuare ad avere un presidente della Federcalcio.