Condò: “La migliore Italia degli ultimi cinque anni l’abbiamo vista proprio contro la Francia. Stasera non serve vincere, serve tenere il campo”

Ricorda il 3-1 di Spalletti a Parigi del 2024 come "memento" per Mancini. Il divario è profondo, ma col coraggio si può competere. E si dice curioso di vedere Doumbia dal primo minuto.

Condò: “La migliore Italia degli ultimi cinque anni l’abbiamo vista proprio contro la Francia. Stasera non serve vincere, serve tenere il campo”

Db Milano 17/11/2024 - Nations league / Italia-Francia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: gol Adrian Rabiot

L’ultima volta che l’Italia ha giocato davvero bene era contro la Francia. Lo ricorda Paolo Condò sul Corriere della Sera alla vigilia di Francia-Italia, stasera a Parigi:

“La migliore prestazione della Nazionale negli ultimi cinque anni, vale a dire dal titolo europeo a oggi (58 gare), è arrivata da un Francia-Italia. Il 6 settembre 2024 gli azzurri di Spalletti sbancarono il Parco dei Principi: 3-1 in rimonta dopo il gol a freddo di Barcola, uno spettacolo di gioco, personalità e occasioni, l’illusione che dopo il flop all’Europeo il ct avesse trovato la quadratura del cerchio”.

L’illusione però è durata poco. Scrive Condò: “Breve impennata e poi il diagramma della Nazionale è tornato a scendere, fino a Zenica”.

Condò e Francia-Italia: competere non vuol dire vincere

Per il giornalista quella serata può servire a Mancini come promemoria:

“Anche se il divario tecnico è profondo — e in questo periodo soltanto con la Spagna sarebbe più profondo — una condotta di gara coraggiosa portata avanti dagli uomini giusti può permetterci di competere, che non vuol dire vincere né fare risultato (dovesse venire, viva) ma tenere il campo contro avversari forti”.

Condò spiega che la ricostruzione dell’Italia deve correre su due binari: risultati migliori subito e una semina che riporti la Nazionale ai livelli più alti col tempo. Ci sono partite che accelerano tutte e due le corse, e Francia-Italia è una di queste. Per tre motivi: “il fascino storico, la quantità di campioni — peccato manchi Mbappé, e diciamo sul serio — e la presenza di Zidane in panchina”.

Le conferme attese e la curiosità per Doumbia

Dopo “la falsa partenza col Belgio”, scrive Condò, l’Italia ha dimostrato in Turchia “di possedere della qualità anche in una generazione priva dei Totti e dei Del Piero”. Da Mancini si aspetta diverse conferme: Kayode, Bastoni, Tonali e Pio Esposito, alla terza partita. Poi il rientro di qualche senatore: “Calafiori senza dubbio, Barella se il ct lo ritiene pronto a reagire, perché il suo sostituto ha fatto bene”.

Infine un nome:

“Un aspetto sano di questa ripartenza azzurra è il ritorno della concorrenza, noi per esempio siamo curiosi di vedere una volta Doumbia dal primo minuto. Sono ancora piccole cose, ma comunque più di quelle che avevamo a luglio sul divano, seguendo un altro Mondiale che non ci riguardava”.

Doumbia è il rimpianto del Napoli che ora è il pupillo di Mancini. Kayode, altra conferma indicata da Condò, era stato scartato dalla Juve a 14 anni e ha esordito proprio in Turchia. In Germania, dopo il 4-1 di Bursa, non erano stati teneri con Bastoni: “Non è un leader”.

Anche la Gazzetta, stamattina, ha chiesto all’Italia di non avere paura. Tra le possibili sorprese di Mancini c’è anche il nostro Vergara, che secondo Sky potrebbe esordire da titolare nel tridente con i fratelli Esposito.