Le piroette della Gazzetta: “Siamo e restiamo tutti manciniani” (gli hanno tolto la pelle quattro giorni fa)
Dopo il 4-1 alla Turchia. Meglio di una danza dei dervisci rotanti. Quattro giorni fa l'hanno definita più brutta, sporca e impresentabile di quella di Gattuso (doppio sigh carpiato)

Db Bursa 28/09/2026 - Nations League / Turchia-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Roberto Mancini
Oggi la Gazzetta dello Sport è quanto di più prossimo alla danza dei dervisci rotanti. Piroette in successione fino a far venire mal di testa perfino allo spettatore, figuriamoci ai ballerini. Eppure non era nemmeno quattro giorni fa che il giornale sportivo di Milano – uno dei capisaldi del giornalismo italiano e non solo sportivo – si era lanciato in una stroncatura a reti unificate per la prima uscita di Mancini. Il ct saudita (perché il peccato originale resta quello, restano i soldi sauditi, oltre a Malagò e soprattutto la nostalgia maladiniana) era stato letteralmente fatto a pezzi per la sconfitta contro il Belgio che è l’ottava Nazionale più forte del mondo. Noi – ricordiamolo – saltiamo i Mondiali da tre edizioni di fila. Mancini è stato massacrato anche per aver fatto giocare il ventenne Alessandro Romano.

Avevamo definito l’Italia di Mancini più brutta di quella di Gattuso
Oggi in prima pagina, elogiano il ct per la scelta dei giovani.
Ma il top è nel pezzo di analisi dove Fabio Licari scrive la frase copertina: “Siamo e restiamo tutti manciniani”.
Ma come? Gli avete tolto la pelle tre giorni fa.
Solo tre giorni fa, la Gazza scriveva:
“Ma quale ripartenza. Ma quale riconquistare i tifosi. Ma quale bel gioco e divertimento. Sono solo slogan, al momento. La prima Italia di Mancini è più brutta, sporca e impresentabile di quella di prima. Niente da salvare, tutto da rifare. Il Mancini-bis è in linea con tutto quello che abbiamo sofferto negli ultimi anni”.

Però, attenzione, non illudiamoci: ma chi è Mancini, Harry Potter?
Oggi invece:
“Questo calcio capovolge tutto in un giorno: la Germania ko con la Grecia, la Norvegia con il Portogallo, e succede che gli azzurri prendano a schiaffoni la Turchia dentro il coccodrillo in lacrime di Bursa. Un 4-1 che non racconta tutta la partita. Un primo tempo da “final four” di Nations, e il 3-0 ci stava stretto tanto era il dominio. (…) Siamo e restiamo tutti manciniani, viaggiando a vista perché non siamo i peggiori del mondo, ma non illudiamoci di aver risolto tutti i problemi”.
È un altro leit motiv: non sono risolti tutti i problemi. Chi è Mancini, Harry Potter? In due partite doveva risolvere i problemi che ci hanno portato a saltare tre Mondiali.