Frattesi non dimentica Gattuso: “Mi chiama tutti i giorni perché gli manco”
Dopo il gol nel 4-1 dell'Italia in Turchia, Davide Frattesi si racconta ai microfoni Rai e Sky. E dedica un pensiero forte al suo allenatore alla Lazio, Gennaro Gattuso: un rapporto quotidiano, nato in un momento in cui il centrocampista dubitava di sé stesso

Db Milano 06/05/2025 - Champions League / Inter-Barcellona / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Davide Frattesi
Le parole di Frattesi su Gattuso, nel dopo Turchia-Italia, sono un abbraccio al suo allenatore alla Lazio. Reduce dal gol del 2-0 nella serata azzurra — quella in cui la Nazionale di Mancini ha vinto e dato spettacolo — il centrocampista ha spiegato quanto conti, per la sua rinascita, il tecnico calabrese.
Prima il campo. Frattesi ha ritrovato il gol azzurro che gli mancava da tempo, correggendo in rete una ribattuta:
“Era tanto che non segnavo, ci tenevo a dare una risposta sul campo come tutti gli altri dopo il brutto esordio dell’altra sera. Abbiamo fatto le cose per bene e abbiamo fatto divertire i nostri tifosi. Rischiavamo di perdere l’entusiasmo che si era creato intorno a questa gestione: oggi era fondamentale.”
Sul gol c’è anche lo zampino del ct: il consiglio giusto al momento giusto, dopo che il turn over di Mancini con i fratelli Esposito e l’esordiente Kayode aveva ridisegnato l’Italia.
“Il mister mi aveva detto: ‘Mi raccomando sulla ribattuta’. Mi ha dato un bel consiglio (ride, ndr). Sapevo che quello che dice non è mai a caso.”
Frattesi su Gattuso: “Mi ha ridato fiducia quando dubitavo di me”
Il passaggio più sentito, però, riguarda l’allenatore che lo ha convinto a sposare la Lazio: Gennaro Gattuso, che dalle nostre parti ricordiamo bene come ex ct azzurro travolto dalla mancata qualificazione col Belgio… anzi, con la Bosnia, oltre che ex allenatore del Napoli.
“Gattuso? Ha parecchio merito, mi chiama tutti i giorni perché gli manco. È stato fondamentale e lo sarà nel corso dell’anno. Mi ha ridato fiducia in un momento in cui anche io dubitavo delle mie capacità.”
Un legame che spiega anche il “fuoco dentro” con cui Frattesi è ripartito dopo un’annata difficile all’Inter, in cui era arrivato a non divertirsi più. Un tema che il centrocampista aveva già toccato parlando di una Nazionale piena di giovani in cui si sta creando qualcosa.
“Essere decisivo qui passa dal giocare nel club”
Frattesi è onesto anche nell’analisi del suo momento: la titolarità in azzurro passa dalla continuità ritrovata a Roma.
“Essere decisivo qui passa dall’essere decisivo con il club e soprattutto dal giocare. Era il mio obiettivo, ero parecchio motivato, avevo il fuoco dentro dopo l’ultimo anno. Se prima ho giocato a intermittenza la colpa è anche mia, ma se un giocatore è in fiducia ti dà il 100%. Voglio togliermi questa etichetta e lavorerò ancora più forte.”
Poi una battuta sulla rimessa lunga dell’esordiente Kayode — “Appena l’ho visto con l’asciugamano ho detto: ‘Ma che fa…’. Era uno schema” — e un pensiero per Sebastiano Esposito, all’esordio dal 1′. Una serata che, come ci si aspettava, ha finito per far discutere più l’ambiente Nazionale che il campo, visto che lo stesso Mancini ha voluto spegnere i toni dei singoli premiando il gruppo.