“Il coraggio ce l’ho, è la paura che mi frega”: la Gazzetta cita Totò per l’Italia di Mancini che stasera sfida la Francia

Contro Zidane l'Italia ha meno da perdere e dovrebbe giocare più libera. Mancini prova a ritrovare la sua prima Nazionale: un 4-3-3 che in attacco diventa il 3-2-5 di Wembley.

“Il coraggio ce l’ho, è la paura che mi frega”: la Gazzetta cita Totò per l’Italia di Mancini che stasera sfida la Francia

Mg Roma 25/09/2026 - Nations League / Italia-Belgio / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Roberto Mancini

Francia-Italia, stasera alle 20.45 a Parigi, è prima di tutto una partita contro la paura. Lo scrive la Gazzetta dello Sport, che apre la presentazione con una battuta di Totò:

“Il coraggio ce l’ho, è la paura che mi frega, diceva Totò. Come se si stesse rivolgendo a questa Italia spaventata dai Mondiali persi per strada, dalle sconfitte senza alibi, dai successi strappati soltanto con l’orgoglio: la paura è il tuo nemico”.

La terapia, per la Gazzetta, l’aveva cominciata Gattuso. Poi Mancini, prima della Turchia, ha scosso gli azzurri urlando “non ha senso avere paura”. E a Bursa è finita 4-1, con un primo tempo da lezione di calcio:

“A Bursa s’è visto tanto coraggio, e da quello è disceso il bel gioco. Ora è il momento di ripetersi contro la Francia, avversario che decuplica il coefficiente di difficoltà e proprio per questo dovrebbe dare più leggerezza agli azzurri, più libertà mentale. C’è meno da perdere da un punto di vista psicologico”.

Francia-Italia, la forbice si è allargata

Il quotidiano non nasconde la distanza tra le due Nazionali:

“La forbice tra le due nazionali, un tempo assieme nell’élite mondiale, s’è divaricata. Nell’immaginario, nei ranking, nei risultati, siamo oggi una media. E in teoria non è la Francia il nostro avversario nel gruppo. In teoria”.

Il precedente, però, invita a non partire sconfitti. Due anni fa, in Nations League, la Francia era una collezione di fuoriclasse e l’Italia veniva dal disastro con la Svizzera all’Europeo 2024. Eppure, ricorda la Gazzetta, “l’Italia di Spalletti impartì una lezione principesca“: 3-1 a Parigi. Poi i francesi restituirono il 3-1 a San Siro e si presero il primo posto del girone. Da lì i quarti con la Germania, la sconfitta, la Norvegia nel girone di qualificazione al Mondiale. “Il resto è apocalisse”. Per la Gazzetta è “una catena da spezzare fin da stasera, come dice Mancini, giocando da squadra. Oltre il risultato”. La corsa vera nel girone, però, si fa con la Turchia e possibilmente con il Belgio, “tra un desiderabile secondo posto e un utile terzo”.

Mancini contro Zidane, due 10 in panchina

Francia-Italia è anche la sfida tra due grandi numeri 10. Zidane “uno dei più forti di tutti i tempi”, ma “anche Mancini aveva colpi da fuoriclasse assoluto”. Tutti e due hanno portato in panchina il gusto per il bello: “La prima Italia del Mancio era stata bellissima, il Real Madrid di Zidane aveva incantato, adesso sono tutti e due in cerca di identità”. Zidane, che aveva detto no al Belgio, ha una squadra più definita: doveva solo aggiustare l’impianto di Deschamps, non rivoluzionarlo. Mancini invece riparte quasi da zero, con le due versioni opposte delle prime partite: il brutto con il Belgio, il bello con la Turchia. “La Francia ci dirà tanto di noi“, ha ammesso il ct.

Da Wembley a Parigi: il 4-3-3 che diventa 3-2-5

L’idea, per la Gazzetta, è chiara: Mancini sta cercando di recuperare la sua prima Italia.

“Possesso, attacco, spettacolo, palleggio meno raffinato ma più fisico, perché questa Nazionale ha una carrozzeria diversa. Un 4-3-3 flessibile che in fase d’attacco può modellarsi nel 3-2-5 di Wembley, con Kayode che diventa ala e la coppia Tonali-Fagioli in cabina di regia”.

Meccanismi che, avverte il quotidiano, non nascono in due giorni. Anche nel 2018 Mancini partì con un 4-3-3 più semplice e abbandonò subito il 4-2-4 affondato in Portogallo. Poi passò al tridente che ruotava (Chiesa, Bernardeschi, Insigne) e infine al 4-3-3 vincente fino a Wembley. “Si riparte da Parigi. Senza paura”.

Tra le novità possibili c’è il nostro Vergara, che secondo Sky potrebbe partire titolare nel tridente con i fratelli Esposito. Qui i convocati di Mancini. Kayode, scelto dalla Gazzetta come ala del 3-2-5, ha esordito proprio in Turchia: ci voleva Mancini per farlo esordire in Nazionale. E Scalvini lo ha detto chiaro: “Mancini ci ha chiesto di divertirci”.