La riabilitazione postuma di Conte non ci convince – PODCAST
Mal sopportato per due anni nonostante i titoli, oggi l'ex allenatore è diventato il profeta che "aveva visto tutto". Nella nuova puntata di Antifútbol ci riuniamo in tre, un laico e due contiani di ferro, per capire quanto pesa davvero la sua eredità tecnica. Mercato compreso.

Ni Napoli 24/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Udinese / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte
“In amore vince chi fugge”. Se l’adagio valga nelle relazioni sentimentali lo lasciamo decidere a voi. Ma a guardare il dibattito su Conte e il Napoli, abbiamo l’impressione che la ritirata tempestosa funzioni benissimo nel calcio. Per due anni Antonio Conte è stato mal tollerato da una parte della piazza, malgrado i titoli vinti. Oggi che se n’è andato, assistiamo a una specie di riabilitazione postuma.
Le sue frasi girano sui social come profezie di chi aveva visto più lontano di tutti: “Mi sono reso conto che a Napoli certe cose non si possono fare”, “Non voglio accompagnare il morto“. La nuova vulgata dice che la squadra non aveva prospettive, e che lui lo aveva capito prima degli altri.
Perché la nuova vulgata su Conte e il Napoli non ci convince
A noi di Antifútbol, il podcast che il team di Viale De Laurentiis 29 realizza per il Napolista, il discorso non torna, per due motivi.
Il primo: questa riabilitazione ci sembra a dir poco strumentale. In questa lettura Conte ha una sola virtù, quella di aver incarnato, rimettendo il mandato a fine stagione, l’eterna diffidenza verso la gestione De Laurentiis e verso l’aziendalismo del suo successore, Massimiliano Allegri. Un’etichetta su cui avevamo già ragionato in una puntata estiva: “Aziendalista a chi?”. Conte usato come bandiera, insomma, più che giudicato come allenatore.
Il secondo: ci sembra strano sostenere che chi ha almeno cofirmato una sessione di mercato non abbia alcuna responsabilità se quella sessione non funziona e anzi ingolfa la macchina. Soprattutto in un calcio dove managerialità e progettualità contano sempre di più. Basta guardare a che punto è la rosa: Lucca e Lang dovrebbero andare via già a gennaio, e su Lucca ci siamo chiesti se non sia il peggior acquisto della storia recente del Napoli. E il centrocampo di McTominay e Anguissa, quello che c’era e che Allegri non ha mai avuto, è l’altra faccia della stessa eredità.
Un laico e due contiani di ferro
Non vogliamo picconare quanto di buono Conte ha fatto a Castel Volturno. Per questo, insolitamente, ci siamo riuniti in tre: un membro laico e due contiani di ferro. Lo scopo era capire, pur partendo da posizioni diverse, come valutare davvero l’eredità tecnica di Conte.
Le domande sul tavolo:
- il Napoli che ha lasciato era una squadra senza prospettive, o una squadra a cui mancava solo lui?
- quanto delle difficoltà di Allegri nasce dalle scelte dell’estate precedente?
- la sua fuga è stata lungimiranza o il modo più comodo per uscire di scena prima del conto?
Già a maggio raccontavamo che tra Conte e il gruppo non c’era più la coesione di prima. E dopo Bologna ci siamo chiesti se Allegri potesse davvero fare come Conte. Le risposte, e anche i disaccordi, sono tutti nella puntata. Mettetevi comodi, scegliete da che parte stare e premete play.
Buon ascolto!