Zidane era il sogno del Belgio dopo Tedesco: disse no, e arrivò Rudi Garcia

Un retroscena raccontato dalla DH / Les Sports+ svela le manovre della federazione belga dopo l'addio a Domenico Tedesco: il primo nome sulla lista era Zinedine Zidane. Il francese rifiutò, con un solo obiettivo in testa — la panchina della Francia.

Zidane era il sogno del Belgio dopo Tedesco: disse no, e arrivò Rudi Garcia

Former French international football player Zinedine Zidane arrives at the press conference to present him as the new head coach of France national football team at the French Football Federation headquarters (FFF) in Paris on July 28, 2026. The former France playmaker, who won the 1998 World Cup and the 2000 European Championship as a player, has been appointed head coach of the French national team, succeeding Didier Deschamps, the French Football Federation (FFF) announced. Zidane takes over from his former teammate Deschamps, who had been in charge since 2012; Deschamps' tenure ended with a fourth-place finish at the 2026 World Cup, following a title win in 2018 and a final appearance in 2022. (Photo by LOU BENOIST / AFP)

Il retroscena su Zidane Belgio racconta di una trattativa mai davvero decollata. Come rivela il quotidiano belga La DH / Les Sports+, all’inizio del 2025, dopo la separazione da Domenico Tedesco, la federazione dei Diavoli Rossi aveva individuato in Zinedine Zidane il profilo d’élite ideale per avviare il nuovo ciclo verso il Mondiale.

Zidane Belgio, perché la trattativa non decollò

A muoversi in prima persona, secondo il giornale, fu Vincent Mannaert, direttore sportivo della federazione belga, che di Zidane si era convinto osservandolo da vicino:

“Mi aveva convinto durante un allenamento degli Under 19 di Rik De Mil.”

Tra le parti ci sarebbero stati contatti concreti per verificare la fattibilità dell’operazione. Ma il francese avrebbe rispedito al mittente la proposta senza troppi tentennamenti: la sua priorità era una sola, la panchina della Francia, incarico poi effettivamente rilevato al termine del Mondiale. Non a caso, oggi si parla già della prima Francia di Zidane, con Mbappé esterno e Diouf terzino.

Da Tedesco a Garcia (e poi van Bommel): la panchina che nessuno voleva mollare

Registrato il no di Zizou, i vertici di Bruxelles avrebbero dovuto ripiegare rapidamente su una soluzione alternativa: la scelta cadde su Rudi Garcia, chiamato a raccogliere l’eredità di Tedesco e a riordinare le idee di una rosa ricca di talento ma in cerca di identità. Un percorso che, come noto, avrebbe poi lasciato spazio a un nuovo corso: quello dell’attuale ct Mark van Bommel, di cui abbiamo scritto quando la stampa italiana sosteneva che avesse “liberato” De Bruyne dalle catene di Conte, Garcia e Allegri.

Il filo che tiene insieme tutta questa storia, per noi del Napoli, ha un nome: Kevin De Bruyne. È il gioiello di quel Belgio conteso tra allenatori, ed è lo stesso che a Napoli fa discutere: dopo l’ultima sfida azzurra ci si continua a chiedere quale sia il vero De Bruyne, quello brillante in nazionale o quello a corrente alternata in maglia Napoli. Del resto lo avevamo visto da vicino nell’ultima Italia-Belgio, con Di Lorenzo e De Bruyne in campo. Curiosità del calendario: dopo tutte queste manovre, alla fine Zidane la Francia l’ha avuta davvero — e con la Francia si è ritrovato ad affrontare proprio quel Belgio che un anno prima lo aveva corteggiato.