Caso Rocchi, l’Aia nomina Dino Tommasi designatore ad interim: era uno dei vice di Rocchi insieme a Gervasoni
L'ex arbitro di Bassano del Grappa sarà all'opera in questo delicato rush finale di A e B

Md Livorno 22/08/2010 - campionato di calcio serie B / Livorno-Sassuolo / foto Maurizio Di Ciuccio/Image Sport nella foto: Dino Tommasi
L’Aia ha scelto il sostituto di Rocchi, almeno fino a fine stagione. Come riporta Sportmediaset, il Comitato Nazionale riunito oggi ha nominato Dino Tommasi designatore arbitrale ad interim per Serie A e Serie B. Tommasi era uno dei cinque vice di Rocchi dal 2021, insieme a Maurizio Ciampi, Elenito di Liberatore, Mauro Tonolini e Andrea Gervasoni — lo stesso Gervasoni oggi indagato per concorso in frode sportiva nell’ambito della stessa inchiesta che ha travolto il designatore.
Chi è Dino Tommasi
Tommasi compie 50 anni il 6 maggio, è associato della sezione di Bassano del Grappa. La sua carriera nelle serie professionistiche comincia nel 2003, con la promozione alla Commissione arbitri nazionale di Serie C. In quattro anni accumula 52 presenze in C1, inclusa la finale playoff Avellino-Foggia del 2007. Approda in Can A-B all’inizio della stagione 2007-2008 e debutta in Serie A il 15 marzo 2008 con Udinese-Lazio 2-2. Dal 2010 viene inserito tra gli arbitri designabili per la Serie B, dirigendo playoff importanti come Sassuolo-Sampdoria e la finale Livorno-Empoli.
La promozione definitiva in Can A arriva alla fine della stagione 2012-2013. Ma il percorso si ferma presto: 54 partite in Serie A in tutto, l’ultima il 18 maggio 2015 con Fiorentina-Parma 3-0. Il primo luglio 2015 viene dismesso dalla Can A “per motivate valutazioni tecniche”. Un’uscita non volontaria, insomma.
Dopo la dismissione Tommasi reinventa la carriera nella dirigenza arbitrale: presidente del Comitato Regionale Veneto dal 2016 al 2020, poi responsabile della Cai dal luglio 2020, e infine vice di Rocchi dal 2021. Da marzo 2024 era anche tra i volti di Open Var su Dazn — la trasmissione che, come ha scritto Sportmediaset nel pezzo sui retroscena dell’inchiesta, è stata vissuta da molti arbitri come un “pubblico ludibrio” e ha alimentato malumori nel mondo arbitrale.
Il comunicato dell’Aia: “Inviammo subito l’esposto di Rocca”
Insieme alla nomina di Tommasi, l’Aia ha diffuso un comunicato in cui ribadisce la propria posizione. Come avevamo già riportato stamattina, l’associazione arbitri punta tutto sulla correttezza procedurale: il presidente Antonio Zappi, “ricevuto l’esposto presentato da Domenico Rocca, dispose immediatamente l’invio della documentazione pervenuta alla Procura Federale della Figc”. E poi: “L’Associazione ha preso atto dell’avvenuta archiviazione del procedimento in ambito sportivo”.
Il comunicato esprime “rammarico per quanto appreso dagli organi di stampa” sulla vicenda che coinvolge Rocchi e Gervasoni. L’Aia annuncia che il Comitato Nazionale “provvederà alle determinazioni conseguenti e ad assicurare la continuità della funzione tecnica” della Commissione.
Resta il fatto che l’esposto di Rocca fu sì inviato alla Procura Federale, ma Chinè lo archiviò. Ed è proprio quell’archiviazione che il ministro Abodi ha definito “l’aspetto più grave” dell’intera vicenda. L’Aia trasmise, Chinè archiviò, la Procura di Milano no.
Il nuovo regolamento sul supervisore Var
Nel comunicato l’Aia cita anche il nuovo regolamento tecnico in vigore dal primo luglio 2025, che disciplina la figura del supervisore Var — il ruolo che Rocchi ricopriva quando bussò al vetro della sala Var durante Udinese-Parma e che Gervasoni ricopriva durante Salernitana-Modena. Secondo il nuovo regolamento, il responsabile della Can “può designare, secondo le proprie valutazioni, un supervisore tra i componenti della Commissione, incaricato di svolgere un debriefing tecnico post-gara e di redigere una relazione”. Una formalizzazione che sembra voler mettere ordine in una pratica che, secondo l’accusa, era diventata strumento di condizionamento.
Ora tocca a Tommasi. Eredita una Can decapitata — il designatore indagato per frode sportiva, uno dei suoi vice indagato nella stessa inchiesta, almeno 30 arbitri già passati dagli uffici del pm Ascione — e un campionato da portare a termine.