Caso Rocchi, cinque indagati (per ora). Tensione in Procura
L'Ansa scrive che alla Procura di Milano si respira un clima di tensione che sembra legato alla gestione dell'indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell'ufficio. Nessuna comunicazione ufficiale

Db Milano 09/04/2015 - sparatoria al Palazzo di Giustizia. 4 morti / foto Daniele Buffa/Image nella foto: tribunale
L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano per ora ha cinque indagati. Lo ricorda l’Ansa che aggiunge: presto potrebbe aggiungersene altri. Il passaggio più delicato è quello sul clima che si respira alla Procura di Milano. L’agenzia giornalistica scrive di clima di tensione. A coordinare l’inchiesta (che è in corso da più di un anno) c’è il pm Maurizio Ascione che ha fatto da solo, coordinando il Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza.
Gli indagati sono: il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi accusati di ipotesi di concorso in frode sportiva e ambedue autosospesi. Gli altri tre sono gli addetti al Var Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, oltre a Daniele Paterna indagato per false informazioni al pm.
La polemica perché il procuratore capo è interista sfegatato
Il punto è che le persone iscritte nel registro degli indagati sarebbero di più, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con “più persone”.
L’Ansa scrive che “in Procura si respira un clima di tensione, che sembra legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio. Nessuna comunicazione formale è stata rilasciata a riguardo. In realtà, dal 25 aprile, giorno dell’arrivo delle notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, non c’è stata alcuna nota ufficiale”.
Ieri La Verità è arrivata a scrivere che alcuni club vorrebbero il trasferimento dell’inchiesta da Milano e Roma perché il procuratore capo di Milano Marcello Viola è uno sfegatato tifoso interista.