Chi c’era con Rocchi alla riunione a Milano per apparecchiare arbitri graditi all’Inter?

Il Fatto quotidiano titola: "Torna Calciopoli e tocca all'Inter". Di sicuro a quella riunione al Meazza c'erano altre persone, ancora non si sa chi siano

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Db Milano 11/01/2023 - presentazione introduzione fuorigioco semiautomatico S.A.O.T / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi

I capi di imputazione della nuova Calciopoli per ora sono tre e due riguardano l’Inter. La scelta – da parte del designatore Rocchi e di altri – di arbitri graditi al club di Marotta. Sia per le semifinali di Coppa Italia dello scorso anno (da evitare lo sgradito Doveri) sia per Bologna-Inter dove fu destinato il gradito Colombo. Che poi Inzaghi protestò per una rimessa laterale spostata dieci metri più avanti, è del tutto irrilevante.

Il fatto in prima pagina titola: “Torna Calciopoli e tocca all’Inter”.

Il nodo – come scrive bene il Fatto quotidiano – è la domanda iniziale: chi c’era con Rocchi alla riunione del 2 aprile allo stadio Meazza per apparecchiare gli arbitri all’Inter? Questo è dirimente.

Il Fatto quotidiano scrive chiaro e tondo che

La sensazione è quella di trovarsi di fronte a qualcosa di simile a Calciopoli.

Aggiunge che:

Va da sé che, pur al momento ignoti, risultino iscritti altri soggetti. Da capire se vi siano dirigenti di club. I primi due capi d’imputazione connessi tra loro fanno riferimento alla non indagata squadra nerazzurra.

Il punto cardine è:

Dirimente è capire con chi Rocchi abbia pianificato questa strategia, contestata dai pm, e come gli inquirenti siano arrivati a individuare la riunione allo stadio con tale chirurgica precisione. Allo stato né l’inter né i suoi dirigenti sono indagati.  

 

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