Lang: “Napoli un’esperienza formativa, Conte è un grande allenatore ma a volte capita che non scatti la scintilla”
"Credeva davvero in me, ma alla fine giocavamo senza esterni offensivi. Ho imparato che esistono tante culture diverse nel calcio. Con il dito fratturato faccio fatica a giocare alla PlayStation e ad andare in bagno".

Galatasaray's Dutch forward #77 Noa Lang celebrates scoring his team's second goal during the UEFA Champions League, knockout round play-off 1st leg, football match between Galatasaray SK and Juventus FC at the Rams Park in Istanbul on February 17, 2026. OZAN KOSE / AFP
Dopo l’infortunio (e il successivo intervento chirurgico) subito al pollice da Noa Lang durante il match di Champions contro il Liverpool, il giocatore ex Napoli ora al Galatasaray è stato intervistato sulle sue condizioni di salute.
Le parole di Lang
Lang ha dichiarato a Ziggo Sport mentre è in ritiro con la Nazionale olandese:
“Ho cercato di aggrapparmi al cartellone pubblicitario e dietro era piuttosto tagliente. Il mio dito si è tagliato di netto, un pezzo. La punta si è staccata. È stata ricucita e ce l’ho ancora tutta intera. Non ricordo davvero cosa sia successo, ma ce l’ho ancora. Ho il pollice intero e il medico pensa che me la caverò, quindi va tutto bene. Faccio fatica a giocare alla PlayStation e anche ad andare in bagno. Sono destro, quindi è più complicato“.
A Voetbal International ha invece parlato del Napoli:
“Conte è un grande allenatore e se ti vuole a tutti i costi non hai dubbi, anche perché il Napoli è davvero un grande club. Ho imparato che esistono tante culture diverse nel calcio. Durante la preparazione ero abituato ad allenarmi divertendomi, fare partitelle, tirare in porta. A Napoli siamo andati in ritiro e per una settimana non ho visto un pallone. Però sentivo che stavo diventando più forte. Anche quando stavo in panchina, avevo sempre la sensazione di essere pronto quando serviva. Era grazie alla mia condizione fisica. A volte succede che non scatti la scintilla, ma non mi pento di nulla. È stata un’esperienza formativa. Conte è e resta l’allenatore che mi ha voluto a tutti i costi. Credeva davvero in me, ma alla fine giocavamo senza esterni offensivi. Certo che era frustrante, anche se ho sempre dato tutto in allenamento e cercato di divertirmi. Però c’è un Mondiale in arrivo. A Napoli non avevo la garanzia di giocare. Quando si è fatto avanti il Galatasaray, ho chiamato il commissario tecnico. Koeman pensava fosse una buona idea. Io stesso ero già convinto“.











