Il Marocco ha un enorme potere in Africa, e ora anche nella Fifa (Times)

La vittoria a tavolino della Coppa d'Africa è anche politica. Fa comodo avere una squadra così forte a livello internazionale, e una nazione pronta a sopperire alle mancanze delle altre

Brahim diaz Marocco

Morocco's forward #10 Brahim Diaz celebrates scoring his team's first goal during the Africa Cup of Nations (CAN) round of 16 football match between Morocco and Tanzania at Prince Moulay Abdallah Stadium in Rabat on January 4, 2026. (Photo by SEBASTIEN BOZON / AFP)

“La migliore Coppa d’Africa degli ultimi anni sarà per sempre ricordata come la Coppa d’Africa delle Indignazioni, un torneo rovinato prima dagli eventi accaduti negli ultimi minuti dei tempi regolamentari della finale e ora dalla decisione quasi senza precedenti, due mesi dopo che il Senegal aveva sollevato il trofeo a Rabat, di revocargli il titolo. La 35ª Coppa d’Africa è stata invece assegnata a tavolino al Marocco”. Il Senegal non l’ha presa benissimo. Il Times, nel riavvolgere il nastro degli eventi che hanno portato all’incredibile decisione della vittoria a tavolino del Marocco, però va oltre.

E’ (ovviamente) una questione politica, scrive il quotidiano inglese. “Con tutta questa dimostrazione di forza, cresce anche il potere del Marocco all’interno della Fifa, che gli ha concesso i diritti di co-organizzazione dei Mondiali del 2030, e all’interno della Caf, che nel breve arco di un decennio è passata dal considerare il Marocco un paese emarginato – perché, citando un’epidemia di Ebola in alcune zone dell’Africa occidentale, si era improvvisamente ritirato dall’impegno di ospitare la Coppa d’Africa del 2015 – ad accoglierlo come portabandiera dello sport più amato del continente, ma a volte gestito in modo inadeguato”.

Perché, continua, “il Marocco è un alleato prezioso nei casi in cui, ad esempio, conflitti militari o infrastrutture inadeguate possano influenzare gli incontri che si svolgono altrove e sia necessaria una sede neutrale e di qualità; inoltre, possiede una squadra abbastanza forte da alzare il livello delle grandi competizioni. Il raggiungimento delle semifinali ai Mondiali del 2022 da parte del Marocco ha rappresentato un risultato senza precedenti per qualsiasi paese africano”.

E infatti già prima era “diffusa la percezione che la nazione ospitante godesse di uno status privilegiato all’ultima Coppa d’Africa. Quando il Senegal, una squadra altrimenti nota per la sua compostezza, è arrivato a Rabat per la finale, aveva ormai ben presente la sensazione di essere sotto assedio. Thiaw ha affermato che la scarsa attenzione riservata alla folla aveva “messo in pericolo” i giocatori al loro arrivo nella capitale marocchina. In un comunicato, la Federazione calcistica senegalese ha citato carenze nella sistemazione alberghiera assegnata alla squadra e problemi relativi all’assegnazione dei biglietti, lamentandosi inoltre del fatto che ai giocatori del Senegal fosse stato chiesto di allenarsi nello stesso complesso sportivo utilizzato dal Marocco”.

E poi in finale è successo quel che è successo. Due mesi dopo, ancora di più.

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