De La Fuente a 65 anni è diventato cool, conteso dalle agenzie di pubblicità

El Mundo: "Il ct della Spagna vince, si è affidato all'agenzia giusta, ed ecco che l'anziano e oscuro signore nominato al posto di Luis Enrique è diventato un testimonial ricercato dai grandi marchi"

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Enschede (Olanda) 15/06/2023 - Nations League / Spagna-Italia / foto Image Sport nella foto: Luis De La Fuente

Le nuove generazioni lo chiamano “redemption arc”, cioè letteralmente “arco di redenzione”. In senso figurato, può comodamente rappresentare ciò che è successo a Luis de la Fuente: da signor nessuno a leader di una delle nazionali più forti degli ultimi anni, come sottolinea El Mundo.

Luis De La Fuente, from zero to hero

Riporta El Mundo:

Il 12 dicembre 2022, Luis de la Fuente aveva 61 anni. Oggi si avvicina ai 65 (21 giugno) e, in questi tre anni e mezzo, la sua figura è cambiata così radicalmente che, secondo esperti del settore, assistiamo “a una delle trasformazioni più grandi di una figura pubblica spagnola negli ultimi decenni.”

Perché il giorno in cui fu presentato come ct, gli sguardi erano di diffidenza, se non di disprezzo. Un uomo anziano, con l’unica esperienza nelle categorie giovanili e completamente opposto a Luis Enrique, un tipo apparentemente privo di carisma, di vibrazioni, di aura. Oggi, invece, lo stesso ct è campione d’Europa, della Nations League e guida, senza obiezioni, un gruppo di ragazzi che costituiscono il nucleo della grande favorita per vincere il Mondiale: la Spagna è la migliore squadra del mondo, attenendosi all’unica classifica possibile in questo contesto, quella del ranking Fifa.

Piace al mondo della pubblicità

Questo cambiamento, ovviamente, non è passato inosservato alle aziende e ai marchi che ora fanno a gara per avere Luis come relatore ai loro eventi aziendali o come testimonial per le loro campagne pubblicitarie. Al centro di questa esplosione c’è, naturalmente, la sua carriera sportiva, ma anche la sua decisione di firmare con You First, un’agenzia di talenti con cui ha rinnovato il contratto nel 2025, portando il suo stipendio lordo a 3,5 milioni di euro. L’azienda, tra l’altro, è stata recentemente acquisita da Gersh, un colosso americano delle agenzie di talenti, quindi si può dire che De la Fuente (e Alexia Putellas , ad esempio) condividono la stessa agenzia con nomi come Meg Ryan, Sofia Coppola e Jean-Claude Van Damme . Comunque, questo non è poi così rilevante.

Il fatto è che il coach della Rioja è, oggi, una delle figure più ricercate da aziende e marchi, che, se vogliono ingaggiarlo, devono essere pronti a pagare, nel caso di un evento con dirigenti, una cifra superiore ai 5.000 euro.

Il carattere di Luis

“Luis trasmette un’immagine di normalità, un tipo normale che è arrivato al massimo livello. Potrebbe essere il tuo vicino di casa ed è uno dei migliori allenatori al mondo”, spiegano dalla sua agenzia, che riceve circa 40 richieste mensili perché Luis partecipi a qualche «attività», come si dice in quel settore. Entrando più nel dettaglio, il suo modo di essere lo rende appetibile per ambiti molto diversi.

“È un leader senza alzare la voce. Le grandi aziende lo vogliono perché può spiegare come gestire i giovani, dato che ha fatto sì che giocatori come Lamine o Nico lo seguano. Questa capacità di gestire i giovani è molto apprezzata. E lo fa tramite il convincimento, non tramite imposizione. Trasmettere come fare ciò è molto prezioso”, insiste uno dei suoi collaboratori.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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