Il Conte pensiero svelato nel 2024 al Telegraph: «Ci sono club che divertono e club che vincono. Se non vinci, hai fallito»
Antonio Conte nell'intervista al Telegraph prima che arrivasse a Napoli, il subbuteo protagonista: «un giorno mi piacerebbe alzare la Champions da allenatore»

Napoli's Italian coach Antonio Conte looks on before the Italian Serie A football match between Juventus and Napoli at the Allianz Stadium in Turin on January 25, 2026. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP)
Il Telegraph è di casa a Torino. Anche quest’anno l’inviato del quotidiano britannico ha incontrato Antonio Conte a casa sua, tra l’espresso della moglie Elisabetta, il perfetto inglese della figlia Vittoria ed il rito delle scarpe che in Italia non si tolgono rispetto a quanto avviene in Inghilterra semplicemente perché non si usa la moquette. Nel 2024 l’inviato del Telegraph incontrò Conte, prima di diventare allenatore del Napoli e, protagonista della giornata fu il subbuteo.
Difesa a tre od a quattro non importa, vale come costruisci la squadra complessivamente
“Conte mi ha mostrato un nuovo assetto tattico che vorrebbe testare quando tornerà ad allenare, con una difesa a quattro, ma ha insistito sul fatto che la difesa a tre usata in Inghilterra con Chelsea e Spurs non fosse negativa. «La gente pensa che sia un sistema difensivo, non è vero. Lo ripeto, non è vero», ha detto Conte. «Basta vedere quanti gol segnano le mie squadre in ogni stagione. «Non dipende dal giocare a tre o a quattro dietro, dipende da come costruisci la squadra e l’attacco. Allo stesso tempo non è bene essere troppo offensivi, né troppo difensivi. Devi rispettare le caratteristiche dei giocatori e adattarti a loro. La mia esperienza mi dice che se vuoi vincere il campionato o alzare un trofeo devi avere una squadra stabile. La scorsa stagione il Manchester City è stato il miglior esempio di squadra equilibrata, difensivamente e offensivamente»”.
Ci sono club che divertono ed altri che vincono
Conte crede che esistano club il cui obiettivo principale è intrattenere e altri in cui la responsabilità è vincere trofei, come ha fatto lui alla Juventus, al Chelsea e all’Inter. «Se l’obiettivo finale è vincere il campionato e alzare trofei, è importante offrire spettacolo al pubblico», ha detto Conte. «Ma essere solo una squadra divertente non basta se vuoi vincere. Lo so perché ho allenato le grandi squadre e mi hanno sempre chiesto di vincere. «Per me ora è impossibile lavorare per una squadra che punta solo all’intrattenimento, perché l’aspettativa è sempre che tu debba vincere. Amo il mio passato, ma allo stesso tempo l’aspettativa che ti porti dietro è sempre molto alta e se non vinci hai fallito. L’opzione migliore è intrattenere e vincere».
«La mia storia dice che sono sempre arrivato nei club in situazioni difficili, con problemi. Io costruisco sempre. Dopo la mia prima stagione al Chelsea, quando abbiamo vinto il titolo, avremmo potuto diventare dominanti in Inghilterra. Abbiamo parlato con Romelu Lukaku e Virgil van Dijk e con quei due giocatori importanti avremmo potuto cambiare la situazione». «Per me festeggiare il quarto posto e la Champions League è stato davvero strano», ha detto Conte. «Alla fine dell’ultima partita contro il Norwich ho chiamato il mio staff e ho detto: “Attenzione, non abituatevi a festeggiare un posto in Champions League”. Sono stato molto chiaro. Ho detto che avevamo fatto il massimo. Dal nono al quarto posto, con tutti i problemi affrontati, è stato un miracolo. Ma non abbiamo festeggiato come se fosse un miracolo perché io sono abituato a vincere».
Cosa resta da conquistare a Conte? «Onestamente, un giorno mi piacerebbe alzare la Champions League da allenatore», ha risposto. «Ma so che è molto difficile. La gente pensa che sia semplice, ma devi essere nel club giusto, un club che rispecchi la tua ambizione, pronto a fare l’ultimo passo per vincere la Champions League. Guardate il Manchester City: sette anni, no?











