Tony Bloom l’ex pokerista oggi uomo nuovo del calcio. Ha creato l’Unione Saint-Gilloise, ora vuole conquistare la Scozia
Il Domani. Ha acquistato il 29% degli Hearts of Midlothian e si è messo in testa di rompere il duopolio di Celtic e Rangers. È proprietario anche di Brighton, oltre che del Saint-Gilloise

Brighton's chairman Tony Bloom takes his seat for the English Premier League football match between Brighton and Hove Albion and Aston Villa at the American Express Community Stadium in Brighton, southern England on May 5, 2024. (Photo by Glyn KIRK / AFP)
Tony Bloom l’ex pokerista ora uomo nuovo del calcio. Ha creato l’Unione Saint-Gilloise, vuole conquistare la Scozia
Scozia, Edimburgo: storia, castelli e tradizioni, ma quando si parla di divertimento e calcio, spesso perde il confronto con Glasgow. Per decenni, il campionato scozzese è stato dominato dalle due grandi di Glasgow, Celtic e Rangers, lasciando poche speranze alle squadre della capitale. Ma quest’anno qualcosa sembra finalmente cambiare. Gli Hearts sono guidati dal nuovo proprietario Tony Bloom l’uomo nuovo del calcio mondiale, che già controlla i belgi dell’Union Saint-Gilloise e Brighton. Vuole sfidare lo storico duopolio. Una stagione che promette di riscrivere la storia del calcio scozzese. Ne scrive su Il Domani Fabio Simonelli.
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In Scozia a Edimburgo c’è la storia, a Glasgow il divertimento
“Da quarant’anni a questa parte vincono il campionato solo le due grandi squadre locali, Celtic e Rangers. Questi ultimi hanno persino fatto in tempo a fallire e ripartire dai dilettanti nel 2012, senza che nessun altro club scozzese riuscisse a invertire la tendenza. L’ultimo a spezzare il duopolio fu l’Aberdeen, guidato da Alex Ferguson, nel 1985. Curiosamente, l’anno successivo gli Hearts — la squadra principale di Edimburgo insieme all’Hibernian — stavano per ripetere l’impresa. Arrivati all’ultima giornata con due punti di vantaggio sul Celtic, bastava un pareggio a Dundee, ma una doppietta nel finale di Albert Kidd consegnò il titolo ai biancoverdi. Una ferita ancora viva nel cuore dei tifosi degli Hearts, che negli anni ha spinto a gesti sgradevoli, come infilare sacchetti di feci nella posta del povero Kidd.
Delle 129 stagioni totali di prima divisione, solo 19 volte hanno vinto club che non fossero Celtic o Rangers. (…). Eppure, nel quarantennale di quel sanguinoso ko di Dundee, le cose per gli Hearts potrebbero cambiare”.
Tony Bloom possiede anche Brighton e Union Saint-Gilloise,
“Merito del nuovo proprietario, Tony Bloom, personaggio davvero particolare. Ha sborsato 9,86 milioni di sterline per acquistare il 29% del club, senza diritto di voto. Il resto è in mano a un azionariato di tifosi. Non ha investito ulteriori somme dopo che la Uefa gli ha comunicato che poteva possedere solo un terzo della società, dato che già controlla Brighton e Union Saint-Gilloise, pena l’esclusione di uno dei tre club dalle competizioni europee. Si è presentato toccando piano, ma con dichiarazioni ambiziose: «Vinceremo il campionato, magari non quest’anno, ma non passerà molto. E ci qualificheremo anche per la Champions League»”.
Gestisce Agenzie di scommesse ed è un ex pokerista
“Per costruire la squadra si è affidato alla sua società di statistiche avanzate, Jamestown Analytics. Del resto, uno che per anni ha fatto il pokerista e ora gestisce un consorzio di agenzie di scommesse ha una certa propensione al rischio. Innovazioni e tradizione hanno generato 29 punti in 11 partite. Gli Hearts sono ancora imbattuti, cosa che non capitava da oltre dieci anni, vantano il primo e il secondo della classifica marcatori, Shankland e Braga, e soprattutto ci credono. «Possiamo conquistare il titolo», ha dichiarato entusiasta il direttore generale Andrew McKinlay dopo il 4-0 rifilato al Dundee FC. Una convinzione maturata settimana dopo settimana, anche osservando le difficoltà di Rangers e Celtic.
A Edimburgo ci sperano davvero, ma vogliono evitare di fare la fine dell’Aberdeen dello scorso anno, partito forte e poi crollato fino al quinto posto finale.










