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L’ex medico del Milan Fusi processato per tamponi Covid irregolari: tra le vittime (del Monza) Frattesi

Il Corsera. Avrebbe organizzato un incontro tra un manager e una prostituta in modo da favorire l’acquisizione del materiale anti-Covid (mascherine, test)

L’ex medico del Milan Fusi processato per tamponi Covid irregolari: tra le vittime (del Monza) Frattesi
As Roma 22/10/2023 - campionato di calcio serie A / Roma-Monza / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: palloni

L’ex medico del Milan Fusi processato per tamponi Covid irregolari: tra le vittime anche Frattesi

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, si sta svolgendo un processo dai contorni inquietanti che coinvolge il mondo dello sport (in particolare alcuni calciatori del Monza) e il settore sanitario. Al centro delle accuse troviamo Cristiano Fusi, ex medico delle giovanili del Milan, e Gianluca Borelli. Entrambi sono accusati di esercizio abusivo della professione medica e di favoreggiamento della prostituzione, reati emersi durante un’inchiesta della Procura di Milano.

L’inchiesta è partita dopo che, accidentalmente, si sono scoperti presunti test anti-Covid eseguiti in modo irregolare su alcuni giocatori della squadra brianzola. Come riporta il Corriere, le parti offese includono quattro calciatori di spicco tra cui Davide Frattesi e Andrea Colpani, ora rispettivamente all’Inter e alla Fiorentina, oltre a Davide Bettella, difensore del Frosinone, e Lorenzo Pirola, capitano dell’Under 21 italiana. Borelli, che secondo le accuse effettuava i test senza alcuna abilitazione, avrebbe agito con la complicità di Fusi e di un addetto alla reception della clinica Madonnina, consentendo a Borelli di presentarsi come “collaboratore e collega”.

Non solo Covid, c’entrano persino incontri a luci rosse

Sempre secondo il Corriere della Sera, Fusi e Borelli avrebbero organizzato un incontro a luci rosse per garantirsi favori da parte di un manager del Gruppo San Donato, con l’obiettivo di ottenere forniture di materiale anti-Covid. Il manager, secondo le intercettazioni della Guardia di Finanza, avrebbe accettato un incontro con una escort in un albergo di lusso a Milano, e i due indagati avrebbero pianificato di scattare foto compromettenti per assicurarsi il buon esito dell’accordo. «Lui è il principino, ma da oggi pomeriggio è sotto scacco» avrebbero affermato i due, pianificando di esercitare pressione sul manager per ottenere i contratti desiderati. Con i procedimenti giudiziari in corso, questo caso potrebbe avere ripercussioni su più livelli, dalle istituzioni sanitarie alla reputazione dello sport professionistico.

Si legge così sul noto quotidiano già citato:

“Fusi, primario alla clinica Zucchi di Monza (struttura del Gruppo San Donato) avrebbe permesso a Borelli, presentandolo come suo «collaboratore e collega» di eseguire i test presso la casa di cura milanese, mettendo a disposizione il supporto logistico e i suoi contatti professionali, che si estendevano anche al Monza calcio di Adriano Galliani. «Ti faccio dare lo studio, falli entrare uno alla volta e inizia tu», diceva il medico intercettato dalla Guardia di finanza al coimputato.

E sono sempre Fusi e Borelli a parlare prima dell’incontro a luci rosse organizzato tra un manager del Gruppo San Donato e una prostituta in un hotel di Milano, un cinque stelle in zona Stazione Centrale, per garantirsi l’affare delle forniture di materiale anti-Covid (mascherine e camici monouso) alla Zucchi. «Lui è il principino ma da oggi pomeriggio è sotto scacco, eh? — si dicevano i due —. Ne esce con le ossa rotte»”.

 

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