ilNapolista

Prandelli: «A Firenze fittavano le palazzine intorno al campo per filmare gli allenamenti»

Al Corsport sul caso spionaggio del Torino: «È sempre accaduto. Quando abbiamo cominciato a chiudere i centri sportivi era soprattutto per il problema legato allo “spionaggio”»

Prandelli: «A Firenze fittavano le palazzine intorno al campo per filmare gli allenamenti»
Db Volta Redonda (Brasile) 08/06/2014 - amichevole / Fluminense-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cesare Prandelli-Gabriele Pin-Maurizio Viscidi

Quanto piacciono al mondo del calcio le storie che nulla hanno a che fare con il pallone. L’ultima è sicuramente quella relativa all spia del Torino  Michele Orecchio, fermato dalle forze dell’ordine mentre era nascosto tra gli alberi attorno al centro sportivo della Roma per raccogliere informazioni sugli uomini di De Rossi prima della partita con il Torino.

L’argomento è stato oggetto anche di una domanda in conferenza stampa al tecnico del Toro ieri dopo la sconfitta contro la Roma. La questione però è stata sollevata lontano dalle telecamere e la domanda inizialmente ha spiazzato il tecnico dei granata. La sua reazione è stata tanto lucida quanto glaciale: “Prima devo vedere cosa sia successo, non ho niente da rispondere”. Una sfinge.

Prandelli: «C’è sempre stato lo spionaggio nel calcio»

A riguardo oggi il Corriere dello Sport ha intervistato Cesare Prandelli: «È una vicenda curiosa per chi vive il calcio da spettatore, ma nel calcio è sempre accaduto. Quando abbiamo cominciato a chiudere i centri sportivi era soprattutto per il problema legato allo “spionaggio”. Quando ero alla Fiorentina aprivo gli allenamenti al pubblico soltanto di giovedì, e in quel caso non provavo situazioni tattiche perché sapevamo che venivano “osservatori” di altre squadre a giro a visionare il nostro lavoro»

Le è mai capitato di avere uno 007 a osservare di nascosto il suo allenamento?
«Assolutamente sì. Mi è capitato specialmente quando allenavo il Genoa, mi ricordo che avevo provato situazioni di calcio da fermo e poi la domenica dopo, mi sembra proprio nel derby con la Sampdoria, al primo calcio d’angolo a nostro favore gli avversari sapevano tutto e abbiamo anche preso gol su contropiede. Tutto perché qualcuno era andato a vedere il nostro allenamento a Pegli, dove ci sono palazzine da cui poter sbirciare il lavoro in campo»

Le sono capitate altre situazioni del genere?
«A Firenze ci hanno detto che qualcuno prima delle partite di Champions League affittava degli appartamenti per uscire sul terrazzo e filmava gli allenamenti da far vedere poi agli avversari. Alcune poi sono leggende metropolitane, altre invece no. Del fatto accaduto a Genova me lo hanno confermato. Mi sembra ancora strano che ci sia qualcuno che manda gente a cercare di spiare un allenamento. Evidentemente ci provano ancora. Come si sente? Senza mezzi termini: ti girano le palle. È come se qualcuno venisse a spiarla in casa, come si sentirebbe? Non è accettabile. Io sinceramente non ho mai mandato nessuno in un altro centro sportivo a osservare le palle inattive, le prove tattiche o le formazioni. Se una squadra giocava un’amichevole aperta al pubblico, allora chiaramente si mandava un osservatore. Ma tutto alla luce del sole»

ilnapolista © riproduzione riservata