Nel decreto prefettizio c’è un po’ di tutto: dall’amicizia con gli ultras del Liegi alla rissa con i romanisti a maggio

Annunciato domenica dal ministro dell’Interno Gérald Darmanin, il divieto di trasferta per i tifosi del Siviglia a Lens, per la partita di Champions League di domani sera è stato ufficializzato oggi con un decreto prefettizio. I tifosi di una società (che non se la passa benissimo nemmeno a dirigenziale) sono arrabbiati. Nelle motivazioni c’è un po’ di tutto.
“E’ vietato l’accesso allo stadio Bollaert-Delelis di Lens e dintorni a chiunque dichiari di essere tifoso del Siviglia o si comporti come tale” , c’è scritto nel decreto. Il contesto è quello della tolleranza zero nei confronti dei tifosi dopo la morte di un ultrà del Nantes il 9 dicembre. Secondo Rmc l’incontro tra Lens e Siviglia è classificato 2 su 5.
Tra le motivazioni il Prefetto ricorda vari precedenti dei tifosi del Siviglia, tra cui “i tentativi di contatto con i tifosi del Lensois” ma anche “la rissa scoppiata con quelli dell’Arsenal scoppiati dopo la partita del 25 ottobre”.
Poi ci sono scontri con i tifosi della Roma avvenuti a Budapest prima dell’inizio della finale di Europa League del 31 maggio, che hanno causato diversi feriti. Non bastasse il prefetto si dice “preoccupato anche per i legami di amicizia tra i tifosi del Siviglia e quelli del Liegi “che, vista la posta in gioco sportiva dell’incontro e la vicinanza geografica, potrebbero venire a supporto”.
Ma non basta. La partita con i tifosi spagnoli al seguito impegnerebbe troppe forze dell’ordine, che al momento sono impegnate nel contrasto “della minaccia terroristica”. E poi ci sono i migranti: “La fortissima pressione migratoria a Calais e i numerosi tentativi di traversata marittima da parte dei migranti sulla costa”.