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Malagò: «I presidenti di Serie A? Delinquenti veri»

Su Repubblica le intercettazioni della Finanza per le indagini sui diritti tv: «La Serie A è un’organizzazione privata, sennò li arrestavano tutti»

Malagò: «I presidenti di Serie A? Delinquenti veri»
Roma 11/04/2019 - presentazione Internazionali di Tennis BNL / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Giovanni Malago'

Malagò e le intercettazioni che potrebbero creare qualche imbarazzo nei rapporti tra il Coni e il calcio italiano. Le riporta Repubblica.

I presidenti di serie A? «Dei delinquenti veri». La Lega Calcio? «Come ha detto Greco (ndr, Francesco, ex procuratore capo di Milano), è un’organizzazione di diritto privato… perché altrimenti li arrestavano tutti perché li avevano trovati colpevoli di corruzione sei anni fa con noi…». Preziosi, ex presidente del Genoa? «Un vero pregiudicato». Il presidente della Lazio, Claudio Lotito? Il capo. «E i nostri amici, Juventus e Roma, sono colpevoli quanto lui. Perché alla fine o per un motivo o per un altro, hanno rinunciato a lottare o lo hanno assecondato e sono diventati complici delle sue avventure…».

Negli atti depositati dalla procura di Milano con la richiesta di archiviazione presentata al gip nel marzo scorso e non ancora accolta – dell’inchiesta sulla presunta tangente pagata per l’assegnazione dei diritti televisivi, c’è un faldone di intercettazioni telefoniche che rischia di creare grande imbarazzo all’interno dello sport italiano. Il telefono intercettato è quello del presidente
del Coni, Giovanni Malagò. Le telefonate trascritte dalla Guardia di Finanza sono quelle utili al procedimento  dunque, quelle con Massimo Bochicchio, il broker che ha truffato mezza Italia dello sport, morto in un incidente stradale alla vigilia del suo processo quest’estate. E quelle con i dirigenti televisivi e sportivi con i quali Malagò parlava, appunto, dell’assegnazione dei diritti.

Riporta Repubblica:

E, all’epoca, non era previsto il reato di corruzione tra privati. Malagò e Zappia (l’ex manager Sky con cui è stato intercettato al telefono)  sono convinti che Infront abbia fatto girare denaro. «Se non fosse un’organizzazione di diritto privato li arrestavano tutti perché li avevano trovati colpevoli di corruzione sei anni fa […]. E invece con i soldi ci fanno il cazzo che vogliono: se li vogliono regalare tra di loro, portarli in Svizzera». 

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