Sul CorSera. Da troppo tempo la Juve abusava del proprio gioco, che è sempre stato un limite, non una conquista
“Era nell’aria una notte così. Da troppo tempo la Juve abusava del proprio gioco, che è sempre stato un limite, non una conquista. Né un gioco voluto da Allegri, che sarà pure italianista, ma non ama farsi male da solo. La difesa serrata, il catenaccio moderno, saranno state anche cose intelligenti, ma erano pezze, non soluzioni”.
Lo scrive Mario Sconcerti sul Corriere della Sera, commentando la sonora sconfitta della Juve ad opera del Chelsea, ieri in Champions. Tuchel, privo di Lukaku, ha rovesciato la squadra portandola alla vittoria.
“Senza un punto che desse logica, la Juve ha solo inseguito, anche in area di rigore dove quasi sempre è stata costretta a giocare. Le marcature non esistevano, saltavano continuamente, Bonucci faceva il libero, De Ligt aveva fisico ma non il mestiere per capire la partita. Cuadrado e Alex Sandro sono stati saltati sempre dai raddoppi”.
Tuchel batte Allegri.
“Credo anche che Tuchel abbia idee più verdi di Allegri e sia da un paio di anni il più promettente tecnico al mondo. Di sicuro ha raccontato una realtà sulla Juve che troppe volte abbiamo cercato di dimenticare. Non è comunque ancora la fine del mondo, solo una presa forte di coscienza”.