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Il Fatto: col silenzio su Hysaj, l’immagine di Sarri Comandante comunista rischia di frantumarsi

d’Esposito: “Berlusconi non lo volle al Milan perché comunista. A Napoli è diventato un santino tipo il Che. Ha costruito la sua immagine sulla sua fede politica”

Il Fatto: col silenzio su Hysaj, l’immagine di Sarri Comandante comunista rischia di frantumarsi

Su Il Fatto Quotidiano, Fabrizio d’Esposito commenta la brutta faccenda che ha visto come protagonista Hysaj, per essersi presentato ai compagni cantando Bella ciao. La definisce una storia

“fantozziana ma anche tragicamente amara”.

E si sofferma sul silenzio assordante del Comandante Sarri. Una cosa che rischia di mandare in pezzi l’immagine che l’ex tecnico del Napoli si è costruito, tutta improntata sulla sua fede politica comunista.

“In evidente imbarazzo, la società alla fine l’ha difeso, ma senza entrare nel merito della polemica politica (non sia mai, peraltro Lotito si è pure avvicinato a Giorgia Meloni). In tutto questo c’è però un silenzio che rimbomba sordamente: quello di Sarri, l’allenatore che B. non volle al Milan ché “comunista” e che a Napoli è diventato un santino tipo il Che, invocato come il Comandante all’assalto del Palazzo d’Inverno (lo scudetto, per capirci). Quando Sarri chiama qualcuno “democristiano” lo fa per insultarlo con ignominia massima, figuriamoci i fascisti. Sulla sua fede di sinistra il Comandante ha costruito un’immagine quasi leggendaria che adesso rischia di frantumarsi. A meno che, come ha scritto il quotidiano online Il Napolista, il sarrismo non sia diventato “fascio e martello” alla Bombacci”.

 

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