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La Serie A gestisce i focolai come in un gioco a premi: hai troppi positivi? Gioca il jolly!

L’hanno chiamato “bonus”: ogni squadra può chiedere il rinvio in deroga alla regola Uefa una sola volta a stagione. E alla seconda? Beh… muori a tavolino

La Serie A gestisce i focolai come in un gioco a premi: hai troppi positivi? Gioca il jolly!

C’è un motivo recondito se il Consiglio della Lega di Serie A si chiama “straordinario”. Semplicemente: lo è. Il calcio italiano ci ha messo due giorni e due riunioni per stabilire che la gestione di un focolaio di positivi al Covid funziona come un gioco a premi. Di cui illustriamo il regolamento: visto che non l’avevano fatto prima, s’è deciso che d’ora in avanti per i casi di squadre colpite da più casi di positività al coronavirus si applicherà la norma UEFA, ovvero si gioca se ci sono almeno disponibili 13 giocatori di cui un portiere.

Ma – attenzione – in Italia c’è il bonus. Ogni società con almeno 10 giocatori risultati positivi in una settimana può chiedere il rinvio, in deroga alla predetta regola Uefa. Una volta soltanto. E’ un jolly. Il Genoa – chiedendo ed ottenendo il rinvio della partita con il Torino, ha usato il suo.

La prossima volta – scusate il tecnicismo – s’attacca. Ti si ammala tutta la rosa, portieri Primavera e massaggiatori compresi? Amen: 0-3 e andiamo avanti. Muori al massimo, ma a tavolino.

Hanno ridotto il contagio e le sue ripercussioni al challenge del tennis. Dimostrando al contempo genialità e assoluta mancanza di senso del pudore. Si approva la regola e la sua deroga, fulminando il tempo e lo spazio, e persino la logica. Una perfetta rappresentazione dell’Italia luogocomunista. Dov’è Vespa quando c’è bisogno di un plastico fatto bene?

Il problema, come dicono gli avvocati, era cogente: come fare a districare il papocchio senza far arrabbiare Preziosi facendone un martire? La regola Uefa è criticabile finché si vuole, ma almeno mette un punto. Decidere di applicarla a magagna già in corso però sarebbe stato scortese, pare brutto. E allora ecco la soluzione circense: non si può fare ma si fa. Una sola volta però, che non si ripeta.

Ce l’immaginiamo queste due riunioni interminabili, nelle quali si cerca di colpire cerchi e botti: “Allora se vale per il Genoa deve valere per tutti!”. Ed ecco il bonus. L’una tantum. Il principio fondatore dell’industria calcio italiana. Straordinario.

 

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