Com’è posizionata male “Le sette opere della Misericordia”

La più importante opera che il genio barocco ha lasciato a Napoli – ospitata nella Cappella a Via dei Tribunali 253 –  non si vede bene

Com’è posizionata male “Le sette opere della Misericordia”

Metti una mattina al Pio Monte della Misericordia per vedere dal vivo le “Le sette opere della Misericordia” di Caravaggio. Con il biglietto della mostra caravaggesca di Capodimonte si ha diritto ad un ingresso a 5 euro e si risparmiano due euro dall’entrata ordinaria.

Ma la più importante opera che il genio barocco ha lasciato a Napoli – ospitata nella Cappella a Via dei Tribunali 253 –  non si vede bene. Innanzitutto c’è il crocefisso dell’altare – al di sopra è posta l’opera –  che già spezza il soggetto. Le luci poi sono pessime, al di là dell’angolazione basso-alto che non aiuta.

Non sarebbe il caso di  cambiare le luci o la visuale? Al di là di questi problemi che non favoriscono la contemplazione, l’opera dovrebbe essere proposta come simbolo di quell’umanità che sembra essere stata caducata come ‘merce scaduta’. Del resto la pia sodalitas continua anche in questo scorcio temporale a proporre progetti come “La casa di Matteo” (per orfani con gravi mutilazioni) ed il “Centro diurno per malati di Alzheimer” e per i loro familiari. La quadreria al primo piano di Palazzo Picchiatti è molto interessante con una collezione dal ‘500 al ‘800 tra cui spicca un “Sant’Antonio abate” del Ribera. Eppoi dipinti e bozzetti di Francesco De Mura (‘700 napetano), Giordano, Pitloo, Stanzione, Vaccaro, Fracanzano, Santafede e van Somer. Interessante anche la sezione di arte contemporanea che annovera anche un Biasucci ed un Clemente.

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