Secondi in Italia e nei quarti in Europa, Ancelotti da record per il Napoli di De Laurentiis

Nelle migliori stagioni europee, si è arrivati al massimo terzi (due volte quinti). Con Ancelotti la squadra sta andando oltre. Una squadra sottostimata in estate

Secondi in Italia e nei quarti in Europa, Ancelotti da record per il Napoli di De Laurentiis
Hermann / KontroLab

Mai secondi nelle migliori stagioni europee

I fatti dicono che oggi, 17 marzo, dopo 28 giornate di campionato, il Napoli è serenamente secondo in classifica con 60 punti. Dopo il derby di Milano, vinto dall’Inter, ha sette punti sui nerazzurri e nove sul Milan. Tredici sulla Roma che è quinta. A meno di catastrofi inimmaginabili, è nella prossima Champions e molto probabilmente bisserà il secondo posto dello scorso anno. A memoria, soltanto nell’era Maradona – 1987-88 e 1988-89 – il Napoli ha centrato due secondi posti consecutivi.

Proprio come nella stagione 88-89, il Napoli è ancora in corsa in Europa League (allora Coppa Uefa che venne vinta). Nella gestione De Laurentiis, mai finora il Napoli era stato secondo in classifica e contemporaneamente nei quarti di una coppa europea. Negli anni in cui gli azzurri hanno disputato ottime Champions o Europa League, la squadra è sempre arrivata in campionato almeno terza (con Sarri) o addirittura quinta (con Mazzarri e con Benitez). Il Napoli di Ancelotti, per il momento, tiene insieme il secondo posto e l’Europa.

La sottostima di Ancelotti e del gruppo di calciatori

A Salisburgo il Napoli ha conquistato per la quinta volta nella propria storia – appena cinque volte – il diritto a giocarsi i quarti di finale in una coppa europea. L’ambiente, o comunque parte dell’ambiente, (certamente la più rumorosa), dimentica spesso la storia di questo club. Addirittura qualcuno snobba l’Europa. Il Napoli nella propria storia soltanto tre volte ha raggiunto le semifinali: in Coppa delle Coppe con Pesaola, in Coppa Uefa con Maradona e in Europa League con Benitez.

C’è qualcuno che incredibilmente storce il naso davanti alla stagione del Napoli di Ancelotti. Sono gli stessi che quest’estate erano accodati ai pronostici di tutti i quotidiani – sportivi e non – che incredibilmente prevedevano il Napoli fuori dalle prime quattro. In ossequio al falso che il Napoli fosse una squadra che era stata sopravvalutata dal gioco di Sarri. Come se quegli stessi calciatori con un altro allenatore – e parliamo di Ancelotti – non potessero ripetersi. È incredibile quanto sia stato sottostimato Ancelotti al suo arrivo a Napoli. E non da parte dell’ambiente napoletano. Ed è altrettanto incredibile quanto siano stati sottostimati i calciatori del Napoli.

Oggi, secondi in campionato e nei quarti di Europa League, c’ì chi ha il coraggio di lamentarsi e di non gradire. Stasera in conferenza stampa Ancelotti ha ricordato che partite come quella di stasera contro l’Udinese dobbiamo aspettarcele. Che l’Europa sottrae energie, e che è importante aver avuto la forza di portarla a casa. Giovedì sera il Napoli era a Salisburgo e dopo 72 ore è andata in campo contro l’Udinese. E non ha subito alcun calo dal punto di vista atletico. Anzi, nel secondo tempo la squadra è sembrata correre più del primo. I friulani sono calati e il Napoli no. Ha segnato due gol e avrebbe potuti segnare anche il quinto.

Pur avendo rinunciato a Hamsik e Rog, e con Diawara, Chiriches e Insigne infortunati, Ancelotti ha potuto schierare sei giocatori diversi rispetto a giovedì sera: Ospina, Malcuit, Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam, Younes. E c’era chi parlava di rosa corta. Senza battere ciglio, con l’amnesia di cui abbiamo scritto, ha battuto l’Udinese 4-2. E grazie alla sconfitta del Milan, ha addirittura allungato sui terzi in classifica che oggi sono gli interisti di Spalletti.

Ovviamente, lamentarsi è lecito. Ma la realtà è decisamente un’altra.

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