La rivoluzione copernicana di Ancelotti allenatore che rifugge gli alibi

«Non siamo in emergenza». Lo dice senza Insigne, Zielinski, Diawara, Albiol, con Fabian reduce dall’influenza e dopo le Nazionali. Nell’ambiente del falso storico della rosa corta

La rivoluzione copernicana di Ancelotti allenatore che rifugge gli alibi

«Non siamo in emergenza»

Lorenzo Insigne ha solo una contrattura ma comunque contro la Roma non ci sarà. E probabilmente nemmeno contro l’Empoli.

Piotr Zielinski è squalificato. Amadou Diawara è infortunato e lo sarà almeno per una ventina di giorni. Si teme anche di più.

Albiol è ancora in via di guarigione. Fabian Ruiz è reduce da un’influenza piuttosto acuta che ha reso necessario il recupero in ospedale.

Senza dimenticare i tanti impegni dei calciatori con le Nazionali in giro per il mondo. Koulibaly è tornato soltanto ieri, ad esempio.

«Non siamo in emergenza».

Eppure Carlo Ancelotti non ha fatto una piega. Nel corso della conferenza stampa non ha mai accennato alle Nazionali e non ha mai pronunciato una frase che sia pur lontanamente potesse far pensare a qualche tipo di alibi.

Anzi. Ci ha tenuto a precisare che il Napoli non è in emergenza. Senza Insigne, Zielinski, Diawara, Albiol. Qualcuno, tra i tifosi, ci metterebbe anche Hamsik e Rog. Riesce anche a spiazzare con la frase su Callejon: «Se proprio cercate un nuovo centrocampista centrale che non lo ha mai fatto, potrebbe essere Callejon».

Mai rancoroso, mai lamentoso

Ancelotti è proprio un allenatore di un altro pianeta. Ha una differente visione del mondo. Mai rancorosa. Mai lamentosa. Non scarica mai le responsabilità sugli altri. È così che si cresce. Solo e soltanto così è possibile crescere. 

È la mentalità che trasferisce, con il suo staff, quotidianamente ai giocatori. Educandoli a non darsi alibi, giustificazioni. A cercare dentro di sé i motivi delle proprie eventuali insufficienze.

Una rivoluzione copernicana per l’ambiente Napoli che viene da anni di bugie sulla rosa corta (e non solo) e che improvvisamente si ritrova uno degli allenatori più titolati al mondo che in tutta semplicità ogni giorno, senza intento polemico ma solo seguendo il proprio modo di vedere le cose, demolisce la realtà virtuale che permea Napoli.

Come quell’altra frase: «Il Napoli non ha l’esigenza di vendere».

Il marziano Ancelotti. Proprio come il marziano di Flaiano a Roma. Ma non farà la stessa fine.

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