Il Sud del calcio oltre Napoli: Bari Matera e Palermo, tre fallimenti in un anno

Napoli dovrebbe elogiare la gestione societaria di De Laurentiis che consente alla squadra di primeggiare in un contesto sempre più desolante

Il Sud del calcio oltre Napoli: Bari Matera e Palermo, tre fallimenti in un anno

L’Eco di Bergamo vende più del Mattino

L’altro giorno imbattendomi in un articolo dedicato alla crisi della carta stampata ed al calo delle vendite dei quotidiani cartacei in edicola, leggevo dei dati sorprendenti: L’Eco di Bergamo (quotidiano locale) vende più copie giornaliere de Il Mattino di Napoli.

Dato clamoroso se consideriamo i bacini di riferimento (Bergamo e provincia contro Napoli e provincia), e che però rientra perfettamente nella rappresentazione di una realtà che molto spesso fatichiamo a comprendere: nel mercato contano i “danee” per dirla alla lombarda, “e sord” per dirla alla napoletana.

Se il quotidiano di una ricca ma pur sempre piccola città di provincia lombarda vende più copie del principale quotidiano della Capitale del mezzogiorno vuol dire che la situazione è bella seria: la gente qua in Terronia ha pochi soldi, e quei pochi li spende (giustamente) per beni che ritiene necessari, risparmiando di conseguenza sulle  altre spese “superflue”.

E tra le spese non indispensabili, oltre all’acquisto dei quotidiani, rientrano sicuramente quelle per attività ludiche, tra cui ovviamente i biglietti per le partite di calcio.

Le pretese dei tifosi

Venendo, pertanto, a ciò che ci interessa da vicino se il Napoli, questo splendido Napoli secondo in classifica, nelle ultime tre uscite casalinghe non riesce a raggiungere nemmeno le ventimila presenze al San Paolo per evento, probabilmente tra le varie motivazioni non può essere trascurato il dato economico.

Ma allora a maggior ragione si fa fatica a comprendere del perché, in un Sud sempre più marginalizzato e impoverito, siano sempre più numerose in città le pretese di chi immagina (non si sa bene in base a quali parametri) un Napoli calcio che dovrebbe dominare lo scenario nazionale e perché no, internazionale.

Magari gettare un occhio su quello che accade in realtà geograficamente vicine alle nostre potrebbe aiutare a capire: dopo il fallimento nella scorsa estate della squadra della terza città del Sud (il Bari calcio), è degli ultimi giorni la notizia del probabilissimo fallimento anche della squadra della seconda città del Sud italia (il Palermo calcio).

E se la capitale europea della cultura 2019 è finalmente una città del Mezzogiorno, la stupenda Matera, dove sono piovuti investimenti pubblici e privati a pioggia, nella corrente stagione il Matera calcio è (ma guarda un po’…) miseramente fallito, subendo addirittura l’onta della cancellazione a stagione in corsa dalla Lega Pro.

Bari. Palermo. Matera. Tre esempi vivi, lampanti di quale sia lo stato della realtà calcistica al Mezzogiorno, e soprattutto di quali tipi di faccendieri si accostino al pallone alle nostre latitudini.

‘O pappone

E allora “’o Pappone”? Il romano che tiene costantemente da dieci anni il Napoli sul podio della serie A? Il cattivo che addirittura tiene i bilanci in ordine senza nemmeno far ricorso alle fantasiose plusvalenze che gonfiano i bilanci delle solite note (Sturaro, Mandragora, i primavera Inter…do you remember)?

Nel dibattito calcistico che troppo spesso alberga nell’ambiente Napoli attorno alla figura di De Laurentiis c’è un che di surreale che lascia davvero sbalorditi: siamo passati dal “senza sorde nun se cantan messe” al “ nun tenimme na lira ma vulimme vencere ‘o stess’”.

Il paradosso dell’era De Laurentiis probabilmente sta tutto in un semplice ossimoro: la gestione societaria più “teutonica” nella realtà più “disordinata” d’Italia: non capirsi è praticamente d’obbligo.

E invece una volta tanto proprio a Napoli mi sento di dire: evviva i bravi amministratori. Quelli seriosi, pignoli, precisini. Quelli che spendono ciò che incassano senza far debiti ed anzi magari anche mettendo qualcosina da parte per tempi peggiori.

I fanfaroni, i chiacchieroni o peggio ancora i cialtroni lasciamoli fuori, almeno dal Calcio Napoli.

Non vorrei mai ritrovarmi tra dieci anni oltre all’Eco di Bergamo davanti a Il Mattino pure con l’Atalanta davanti al Napoli.

Quello no. Sarebbe troppo.

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