Duecento giorni dopo, la squalifica ai giocatori Juventus Under 15 per i cori razzisti

A giugno il canto “Napoli usa il sapone” negli spogliatoi, oggi un turno di stop per 25 giovani bianconeri. A cosa serve questa sentenza?

Duecento giorni dopo, la squalifica ai giocatori Juventus Under 15 per i cori razzisti

Sei mesi dopo

Ricorderete, o forse no – e non sarebbe colpa vostra, dato che si parla di giugno 2018 -, la Juventus Under 15 che rivolge un canto non proprio carino ai pari età del Napoli dopo una partita vinta. Abbiamo scritto “un canto non proprio carino” per decenza, in realtà si trattò di un coro razzista, il solito vecchio adagio secondo cui Napoli debba usare il sapone. Ne abbiamo parlato qui, a suo tempo, con una presa di posizione dura nei confronti del sistema, non dei ragazzini vestiti di bianconero. Perché il problema è del sistema, dei loro educatori, se questi aspiranti calciatori hanno sviluppato questa cultura in tenera età. Sotto, il video di quel momento:

Invece, è andata proprio come scrivemmo sei mesi fa: punizione esemplare per i ragazzini della Juventus Under 15, addirittura 25 componenti della squadra sono stati fermati per un turno. Squalifica per tutti, una mannaia sulla squadra bianconera.

Non è cambiato niente

Cosa aggiungere su questo piccolo caso? C’è poco da dire, in effetti: intanto, sottolineiamo la brillante velocità della giustizia sportiva italiana che in soli 199 giorni ha esaminato il caso e scelto la sanzione migliore da applicare. Ci chiediamo a cosa possa servire, ora, questa squalifica. Quale esempio possa dare, senza la piccola o grande onda emotiva riferita a un caso di questo tipo. E poi, il discorso che abbiamo fatto sei mesi fa, e che riproponiamo ancora: il calcio italiano è ammalato di razzismo, anzi di un morbo ancora peggiore, derubrica il razzismo a qualcosa che va accettato più o meno passivamente. Uno scherzetto, o giù di lì. Qualcosa di innocuo.

Questi ragazzini della Juventus hanno continuato per sei mesi a giocare come se non fosse successo niente, e ora salteranno una partita. Nel frattempo non è che sia cambiato molto. La Juventus si è vista comminare un’altra squalifica della curva per cori razzisti e ha di nuovo riempito il settore con dei bambini. Più piccoli o coetanei dei componenti dell’Under 15.

Ieri, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha detto in un’intervista che l’arrivo di Ancelotti al Napoli e le sue dichiarazioni sul razzismo e la maleducazione negli stadi hanno «smosso coscienze sopite sull’argomento». In effetti, Atalanta-Napoli a Bergamo è stata una partita di calcio normale, in un ambiente normalmente ostile ad una squadra avversaria. Oggi, con una sentenza inutile e clamorosamente in ritardo, il calcio italiano ha perso un’occasione per confermare un minimo progresso. È rimasto fermo, anzi è tornato indietro. Nulla di nuovo, nulla di diverso. Purtroppo.

 

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