Le soluzioni del Napoli oltre Insigne e Mertens, la prima è Milik

Gli ultimi gol a inizio novembre, poi la carestia che si trascina fino ad oggi. In attesa del loro ritorno ad alti livelli, Ancelotti può costruire alternative per il futuro.

Le soluzioni del Napoli oltre Insigne e Mertens, la prima è Milik

Due attaccanti particolari

Parlare oggi di Mertens e Insigne vuol dire innanzitutto confrontarsi con i numeri. Con la lentezza del loro momento: ultimo gol segnato in campionato il 2 novembre, per entrambi. Era Napoli-Empoli 5-1, Insigne apre le marcature e Mertens ci mette dentro una tripletta. Per Lorenzo, si tratta anche dell’ultimo gol ufficiale. Dries, invece, ha segnato due volte contro la Stella Rossa in Champions League. Era il 28 novembre. Da allora, zero reti per la coppia offensiva.

Un periodo difficile capita a tutti, ci può stare. Poi è il destino dell’attaccante: pensate e pensiamo insieme a Mertens che, invece di colpire il palo, la mette dentro e fa 2-0 dopo il prolungato scambio stretto con Insigne. Carestia cancellata di colpo, gol di Dries e assist di Lorenzo, la coppia funziona. Arrivederci e grazie. Invece no, niente gol e niente assist. La Gazzetta di questa mattina parla dell’attacco del Napoli in crisi, la squadra di Ancelotti ha segnato otto gol nelle ultime quattro partite vinte consecutivamente in campionato, ma l’astinenza di Mertens e Insigne resta un fatto. Di cui ha scritto anche Alfonso Fasano nella sua analisi tattica, facendo risalire (anche) alla strategia difensiva della Spal la scarsa presenza e la nulla efficacia sotto porta dei due attaccanti azzurri.

Che restano profili particolari, cacciatori di gol atipici. In questo momento, tra le grandi d’Europa, solo il Chelsea di Sarri rinuncia ad un uomo di peso nello slot di attaccante. Il Napoli è un caso a sé, in realtà la vera notizia è che Ancelotti sta pensando di inserire Milik a Milano contro l’Inter, per uno scontro diretto importante, altrimenti non si spiegherebbe la scelta di rinunciare a lui pure contro la Spal. Qualcosa sta cambiando anche da queste parti, e a noi del Napolista sembra una cosa giusta. Una conseguenza inevitabile del cambiamento pensato ed attuato da Ancelotti.

Appannamento per inerzia

Il punto è che Insigne e Mertens influenzano troppo il gioco del Napoli. E quindi finisce che un periodo di appannamento si trasmetta per inerzia anche alla squadra. Se giocano loro in avanti e non riescono ad essere efficaci, il sistema di Ancelotti perde il suo riferimento finale. Non concretizza ciò che costruisce. Nella conferenza stampa postpartita di ieri, proprio l’allenatore emiliano ha spiegato che i suoi giocatori «devono imparare a finalizzare il possesso palla». Quando il possesso è un’arma necessaria per attivare letteralmente il gioco di Insigne e Mertens, gli stessi Insigne e Mertens devono avere anche la forza di trasformare un gioco fatto per loro in gol. Altrimenti, è un’occasione persa. Per il Napoli, ma anche per altri calciatori.

A inizio anno abbiamo (giustamente) celebrato le prestazioni di Insigne spostato nel ruolo di attaccante, poi è toccato a Mertens esplodere (di nuovo). Ora entrambi vivono una fase di down che si è palesata nel periodo a cavallo della partita di Liverpool e ha trovato “rifugio” nel ritorno ad alti livelli di Milik. Ancelotti ha avuto (avrà?) il coraggio di cambiare, mostrando come ora il Napoli sia in grado di sottendere anche ad attaccanti – quindi a modi di attaccare – diversi. Lorenzo e Dries supereranno la crisi, ma proprio il loro momento di difficoltà potrebbe stimolare lo staff tecnico del Napoli a insistere su un lavoro differente, su connessioni più varie tra i giocatori creativi e gli attaccanti.

Cambiare ancora

Con Milik in campo, tanto per fare un esempio, Ghoulam che sale a sinistra potrebbe trovare giovamento nel cross. Quantomeno, avrebbe un’altra soluzione rispetto allo scarico arretrato o al pallone tagliato sul primo palo. Stessa cosa per Callejon a destra, nell’atipico 3-2-4-1 che il Napoli sta imparando ad utilizzare in fase di possesso. Se Ancelotti ha avviato il cambiamento, questa mini-crisi di Insigne e Mertens può essere l’occasione per imporre un discorso tattico diverso. Questo non vuol dire cancellare Lorenzo e Dries che torneranno in forma e saranno di nuovo un’arma a disposizione del tecnico emiliano. Vuol dire ampliare le soluzioni conosciute, aggiungere delle portate al menu offensivo, esplorare nuove possibilità per tutti i calciatori.

Certo, in questo modo Insigne e Mertens potrebbero perdere un po’ di centralità – almeno per un certo periodo. Questo non deve spaventare nessuno, deve essere anzi un pungolo perché due giocatori di altissimo livello, apprezzati in tutto il mondo per la loro qualità e la loro crescita, tornino quanto prima ad un livello accettabile. Dopotutto, entrambi hanno dimostrato di poter essere attaccanti, di saper fare gol anche nel nuovo contesto disegnato da Ancelotti. Devono solo tornare al loro livello, e riprendersi ciò che per il momento hanno lasciato. Nel frattempo, però, il Napoli può (anzi, deve) pensare a costruirsi un’alternativa. Per oggi, per domani. Che passi da Milik, ma anche per un’idea diversa del modo di giocare. Non è vietato, non è peccato.

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