Maksimovic certifica la fine dell’Ancien Regime del Napoli

Fino a poche settimane fa era il mistero irrisolto del Napoli. Ignorato da Sarri, è stato rimesso da Ancelotti al centro della scena. Protagonista contro il Liverpool

Maksimovic certifica la fine dell’Ancien Regime del Napoli

Il turn over e la tattica

Carlo Ancelotti ha cancellato l’Ancien Regime del Napoli. Ormai è una certezza, abbiamo ben più dei canonici tre indizi che fanno una prova, è stato ed è un processo graduale eppure radicale. Probabilmente, la figura più rappresentativa di questo cambiamento ha il nome e le fattezze di Nikola Maksimovic. Difensore centrale, oppure centrodestra di una difesa a tre. All’occorrenza, anche terzino di contenimento. Nel Napoli, Maksimovic ha (già) ricoperto tutti questi ruoli, e siamo appena al 5 ottobre.

Ancelotti ha lavorato su due binari paralleli: rotazione degli uomini – rotazione degli schemi. Ha cominciato dal primo, Maksimovic per esempio è stato inserito per la prima volta in occasione di Napoli-Fiorentina. Era il primo match del 4-4-2, il serbo ha giocato di fianco a Koulibaly e il Napoli non ha subito gol. Seconda partita da titolare per Maksimovic: Napoli-Parma 3-0 – e ancora un clean sheet. Infine, terzo match dal primo minuto: Napoli-Liverpool 1-0, Maksimovic gioca nel ruolo di mezzo terzino destro, ovvero laterale bloccato in fase difensiva e terzo centrale in fase di costruzione. Ne abbiamo parlato qui, raccontando tatticamente il match contro i Reds. Qui, invece, abbiamo parlato dell’allargamento orizzontale della rosa da parte di Ancelotti: tanti giocatori che possono ricoprire più ruoli all’interno di un sistema dinamico.

In pratica, il tecnico del Napoli ha provveduto a reinserire Maksimovic nelle rotazioni e poi gli ha affidato un ruolo nuovo, fondamentale nel Napoli liquido che aveva in mente per sfidare il Liverpool. Anzi, per battere il Liverpool attraverso un piano partita innovativa. Ha avuto ragione lui.

Il mistero

Fino a poche settimane fa Nikola Maksimovic era il mistero irrisolto nella storia del Napoli sul calciomercato. Il club partenopeo fece fuoco e fiamme per acquistarlo, fino a litigare con Cairo e far litigare tutto l’ambiente Torino con il buon Nikola. Anzi, fu addirittura Sarri a chiedere un difensore in conferenza stampa, mentre si parlava della trattativa in corso. Era il postpartita di Napoli-Milan 4-2, e il tecnico toscano venne accontentato. Dietro pagamento di una cifra importante, 5 milioni per il prestito e 20 per il riscatto nell’estate successiva. Un salasso vero e proprio. Eppure.

Eppure Maksimovic ha giocato 14 partite da titolare con il Napoli, 14 in due stagioni. Tanto che nel gennaio 2018 ha preferito un prestito in Russia piuttosto che l’ostracismo di Sarri. Il termine è forse eccessivo, ma nella forma e non nella sostanza: da agosto 2017 al momento della sua partenza per la Lokomotiv Mosca, Maksimovic ha messo insieme due partite da titolare. Una in campionato, una in Champions League. Evidentemente, Sarri aveva l’aveva relegato nella quarta posizione delle gerarchie difensive. Una posizione scomoda se le rotazioni sono ridotte al minimo indispensabile, proprio per una questione di approccio al lavoro.

Oggi e domani

Ora le cose sono cambiate. Nella gestione del gruppo e sulla lavagna tattica a Castel Volturno c’è un posto per Maksimovic, anzi da due giorni ce ne sono due. Sì, perché la difesa a tre e mezzo può essere riproposta, anzi è una soluzione che sarà sicuramente riutilizzata. Magari proprio a Liverpool per il return match contro Salah-Firmino-Mané, oppure a Parigi contro un altro trio niente male (Neymar-Cavani-Mbappé). E allora Maksimovic potrebbe ripetere la prestazione ordinata disegnata mercoledì sera, sia in fase difensiva che d’appoggio. Per Nikola parlano i numeri: 85 palloni giocati con una percentuale di precisione di poco inferiore al 90%, poi 6 eventi difensivi riusciti. E Mané completamente annullato, depotenziato anche grazie al preziosissimo sostegno di Callejon e Allan, gli uomini della catena di destra.

Probabilmente questa è l’unica nota da segnare in rosso nel report su Maksimovic: le sue lunghe leve necessitano di un supporto difensivo, di un raddoppio dal suo lato. Il difensore serbo, nei segmenti da terzino, non ha (ancora?) la gamba per poter tenere il passo contro avversari veloci sul lungo. Il resto racconta di un’aderenza perfetta al ruolo, perché Maksimovic ha il tempo dell’anticipo e il fisico per la marcatura, e non gli manca la personalità per uscire palla al piede e per azzardare appoggi difficili su linee difficili da coprire per il pressing avversario. Insomma, le doti che sembravano aver stregato anche Sarri, ma che alla fine – evidentemente – non sono bastate.

Si tratta di un vero e proprio ritorno costruito strategicamente da Ancelotti. E che restituisce al Napoli un difensore di livello, in attesa del ritorno di Chiriches. Sì, perché ad oggi Maksimovic è il terzo centrale delle gerarchie azzurre, oltre che una soluzione per alcune partite sulla fascia destra. Una condizione duplice, che racconta il nuovo corso del Napoli. Maksimovic è una sorta di simbolo della rivoluzione di Ancelotti. Che farà felice anche De Laurentiis.

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