Che cosa manca al Napoli di Ancelotti

Una sola vera impellenza: lo slot del portiere. Per il resto l’organico è numericamente al completo, il Napoli può approcciare il mercato senza ansie.

Che cosa manca al Napoli di Ancelotti

Una rosa quasi al completo

Prima di tutto, un discorso puramente numerico. Il Napoli 2018/2019, a quindici giorni esatti dal suo raduno in Trentino, ha nove slot su undici occupati da due o più calciatori. Dando per fatto il doppio affare incrociato Fabian Ruiz-Jorginho, e considerando Hamsik ancora arruolato per l’azzurro, il Napoli ha un terzino destro (Hysaj), cinque centrali difensivi “da prima squadra” (Albiol, Koulibaly, Chiriches, Tonelli, Maksimovic), due terzini sinistri (Ghoulam e Mario Rui), sei centrocampisti (Hamsik, Diawara, Allan, Zielinski, Rog e Fabian Ruiz), cinque esterni offensivi e mezzo (Insigne, Callejon, Verdi, Younes, Ounas e mezzo Mertens), due centravanti e mezzo (Milik, Inglese e mezzo Mertens). Ovviamente, il numero 14 belga va “adattato” al nuovo calcio di Ancelotti, per questo siamo incerti sulla sua collocazione. Accanto a questi nomi, c’è la “terza squadra” di cui abbiamo parlato ieri, una sorta di riserva di mercato cui attingere.

Restano solo due slot da coprire: il terzino destro di riserva e quello del portiere. Per dirla in breve: il Napoli ha bisogno di due-tre acquisti per completare il suo organico. Concluse queste due operazioni, potrebbe addirittura iniziare il campionato. A meno di altri colpi in entrata che potremmo definire imprevedibili. Siamo al 23 giugno, lo ripetiamo: a quindici giorni dal raduno. Ovvero, c’è tutto il tempo per risolvere queste piccole grandi grane di mercato, per poi sedersi e aspettare il corso degli eventi. Intendiamo dire che Higuain fu acquistato dalla Juventus ben oltre la metà di luglio, eppure il Napoli riuscì a completare numericamente l’organico. Non vogliamo pensare ad un altro breaking event di quella portata, ma di certo ci sarebbe il tempo per pensare di fare qualcos’altro. In entrata, in uscita o in combinata.

Nomi e idee

Quindi, portiere e terzino destro. Per quanto riguarda le strategie per il post-Reina, pochi giorni fa abbiamo scritto un articolo completo qui. Non è cambiato molto rispetto ad allora, Areola è sembrato avvicinarsi poi allontanarsi di nuovo. È ricomparsa l’ipotesi-Meret affiancato da un tutor italiano, un’idea per noi stuzzicante ma pericolosa. Di certo, il Napoli acquisterà uno se non due estremi difensori. Come dire: al di là del giudizio soggettivo che ognuno potrà dare sull’estremo difensore che arriverà, è impensabile che il Napoli non concluda affari in quel reparto. Anche De Laurentiis, ieri, è parso tranquillo da questo punto di vista.

Idem per quanto riguarda lo slot che è stato di Maggio per tre stagioni, e che ora dovrebbe essere riempito da un altro calciatore. La pista-Lainer sembra essersi un po’ affievolita negli ultimi giorni, non fosse altro che per una mancanza oggettiva di fretta. Il discorso di cui sopra, integrato dalla questione economica: il Napoli ha un organico coperto nei ruoli fondamentali, può scegliere con calma, e differentemente dall’Inter o dalla Roma non ha necessità di chiudere subito molte operazioni. Quindi Lainer è già opzionato o magari è davvero in stand-by, forse anche per capire se e come il Chelsea (di Sarri?) irromperà sul mercato e su Elseid Hysaj. A quel punto si aprirebbe un’altra falla, magari il Napoli sta cercando di capire proprio questo, ma senza ansie. In questo senso, le sostanziose clausole rescissorie inserite nei contratti sono più di una garanzia.

Maksimovic, Hamsik, varie ed eventuali

Il resto sarà in qualche modo legato agli sviluppi del mercato, che ha sempre strade imprevedibili. Nelle ultime ore, abbiamo registrato le voci su una possibile permanenza di Hamsik, una scelta che non ci aspettavamo (e della quale non siamo convintissimi, a lungo termine) e che finisce per rendere completo il centrocampo. Con Fabian Ruiz al posto di Jorginho, il Napoli non ha bisogno di intervenire nel reparto di mezzo. Che già l’anno scorso era il migliore per quantità e qualità delle alternative, ora è già più vicino al calcio di Ancelotti – Fabian Ruiz –> Jorginho è un cambio che fa la differenza, in questo senso. Certo, l’eventuale (ri)cambio di prospettive su Hamsik muterebbe di nuovo lo scenario, riporterebbe il Napoli sul mercato e a quel punto sarebbe intelligente pescare un giocatore sempre eclettico ma anche più vicino all’idea del centromediano (Lobotka? Badelj?).

Stesso discorso per la difesa, con Albiol incerto sul suo futuro e la pedina Maksimovic da piazzare sulla scacchiera, quantomeno per una valutazione in relazione al nuovo sistema di gioco. Anche Callejon potrebbe rientrare in questo tipo di processo: il Napoli ha già integrato il subreparto degli esterni offensivi con Verdi, lo spagnolo è segnalato come un obiettivo del Milan, con il suo addio il Napoli potrebbe pensare a un nuovo innesto più vicino al gioco del nuovo allenatore. Quindi, un calciatore ancora più associativo, più portato al dialogo con i compagni, alla costruzione del gioco. Viene in mente subito Suso, in un’idea di scambio alla pari, ma il mercato è ancora lungo.

Infine, il ruolo di prima punta: difficile pensare a un addio di Milik, da verificare le posizioni di Mertens e Inglese. Anche qui, però, c’è da capire se i grandi attaccanti cambieranno club e muoveranno qualcosa sul mercato. Il Napoli è coperto, può aspettare che si muovano le cose e magari decidere di piazzare il colpo nel finale.

Conclusioni

Il Napoli ha una sola e vera impellenza immediata: il portiere. Deve fare una scelta strategica e tecnica, ha diverse possibilità e una buona liquidità per presentarsi a Dimaro senza nessun tipo di ansie. C’è anche il tempo, per riuscire in questa piccola impresa di mercato. Il resto è un’incognita, ma non dipende solo e direttamente dal club di De Laurentiis. La rosa ha una struttura chiara e definita, è ampia quasi fino al sovrannumero in alcuni reparti. Sfoltimento e integrazione, nel nome delle occasioni, delle possibilità, del mercato degli altri. Senza ansie, che non ce n’è proprio bisogno.

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