L’ossessione per lo scudetto ci ha fatto perdere la grande bellezza del Napoli

Posta Napolista / È stato il Napoli meno forte del triennio di Sarri. Si è ridotto tutto alla sfida con la Juve, abbiamo disperso un patrimonio che ha reso questa squadra nota nel mondo

L’ossessione per lo scudetto ci ha fatto perdere la grande bellezza del Napoli

Il Napoli meno forte delle tre stagioni

Che qualcosa non stesse girando per il verso giusto si era già intravisto da parecchie giornate. Il Napoli non ha brillato più dalla trasferta di Cagliari. Con la Juventus, vittoria fantastica, ha trovato risorse nervose ed emotive per lo squillo finale di stagione, ma quella del Napoli appariva da tempo una pedalata troppo faticosa per poter arrivare primi al traguardo.

Avversario troppo più forte? Scarso turn-over? Rosa troppo corta?

La mia opinione è completamente diversa. 

Io ritengo il Napoli di quest’anno il meno forte delle tre stagioni di Sarri. Sicuramente rispetto al passato è stata una squadra con maggiore consapevolezza dei propri mezzi; più coriacea e volitiva, magari più solida mentalmente ma, al netto di ciò, è certamente la squadra che mi ha convinto e divertito di meno nell’era Sarri.   

Un anno fa quasi la perfezione

Per intenderci, soltanto un anno fa, di questo periodo, il Napoli rasentava la perfezione. Era il periodo in cui non c’era stadio che non vedesse uno show degli azzurri. 0-5 a Torino;  0-3 a Roma con la Lazio;  magistrali lezioni di calcio alla Roma e all’Inter;  la stessa Juve andò in apnea per un’ora al San Paolo, come raramente si è visto. Ed il 2-4 all’ultima giornata contro la Sampdoria ve lo ricordate? Con la maglia azzurra c’erano gli Harlem Globe Trotters prestati al calcio.

La bellezza avrebbe attirato anche gli sponsor

Il mio rammarico non è il mancato scudetto. Anzi, a dirla tutta mi frega davvero poco, perché io spero che Napoli possa scalare ben altre classifiche. Il mio rammarico è che il Napoli società, molta stampa locale, e alcuni dei suoi stessi tifosi,  non abbiano capito l’interesse che questa magnifica realtà stava cominciando ad accendere: Napoli, l’equipe la plus sexy d’Europe”,  Napoli are playing the most exciting brand of football in Europe right now” o ancora “Their front three of Dries Mertens, Jose Callejon and Lorenzo Insigne is one of the most formidable trios in world football. 

Mi chiedo cosa mai avrebbe potuto essere più importante che essere riconosciuti universalmente come la squadra del calcio spettacolo. Una città d’arte dove il calcio è bellezza. Avremmo avuto milioni di simpatizzanti per essere i più belli pur senza disporre di Messi e Ronaldo, i più entusiasmanti pur senza essere i più ricchi. Come l’Arsenal di Henry, come il Borussia di Klopp. Si stavano cioè creando i presupposti per un gigantesco salto di prestigio, di quelli che ti fanno vestire le maglie Nike o Adidas e arrivare i milioni dalle tv asiatiche. Di quelli che nel lungo termine ti possono consacrare al ruolo di grande del calcio internazionale.

Abbiamo ridotto tutto alla sfida con la Juventus

Ma non lo si è capito. Purtroppo no. Si è ridotto tutto alla sfida con la Juve. Al patto scudetto, al  facciamo quest’anno che poi ce ne andiamo. Abbiamo sfinito la squadra ed il suo allenatore con questo tormento, commettendo il grave errore di considerare quest’annata il culmine del progetto tecnico.  In un contesto del genere, i giocatori hanno lavorato tra mille incertezze sul proprio futuro, e al Napoli e’ mancato quell’entusiasmo di squadra necessario per preparare il suo calcio arrembante; attanagliati da pesantissime aspettative e con l’idea di fondo che quest’annata segnasse la fine di un ciclo. Altro che volata scudetto, il Napoli ha terminato il campionato esausto, tra feste d’addio, contratti non risolti, un presidente che accusa il suo mister e con molti dei suoi protagonisti che sembrano non aspettar altro che poter scappar via.

Per me sarà un dispiacere immenso non vedere più Sarri con noi. Il suo Napoli è stato il più bello che ricordi. Avrei voluto che diventasse il nostro Alex Ferguson e il suo calcio un’etichetta per la nostra città.   

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  1. Antonio DeRiso 19 maggio 2018, 16:23

    Condivido con quanto scritto e le faccio i complimenti per l’articolo.
    Mi permetta una sorta di “incoraggiamento” ; non é detto che Sarri vada via (in questi giorni mi darà torto o ragione).
    Potrebbe addirittura trovare lo stimolo giusto e ripartire dal match di Torino, e chissà, la sua voglia di rifarsi prevalere su altre scelte…

  2. antonio consiglio 9 maggio 2018, 12:34

    articolo che condivido al 100%
    e anche la storia del patto dello scudetto a me non è mai piaciuta . si è creato un clima da ” ora o mai più” che bene non ha fatto alla squadra e all’ambiente

  3. daniele musella 9 maggio 2018, 12:33

    Pienamente d’accordo, però tutto finisce. Pensavo che non mi sarei mai divertito più tanto come quando c’era maradona e invece con sarri è stato meglio che con maradona. come diceva de Gregori Bisogna accorgersi che non ritorna mai più niente ma accettare il fatto come una vittoria. Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro ma quello che abbiamo vissuto con sarri è stato fantastico, mi ha riempito d’orgoglio per la mia squadra.
    Forza Napoli Sempre.

  4. Il punto di vista é quasi condivisibile. Meno per il rammarico. Quest’anno non si poteva fare altrimenti, il patto scudetto era inevitabile. Ma il suo discorso può essere il punto di partenza per chiedere il rinnovo di Sarri. Solo un appunto: il Napoli della grande bellezza era quello di Ghoulam. Dopo l’infortunio dell’algerino non l’abbiamo piu visto, trane forse a Cagliari dove Rui con una prestazione da 8 é riuscito, per 90º, a compensare il gap. Avere tre giocatori con un palleggio molto migliore della media sulla fascia sinistra ci rendeva quasi imbattibili per una squadra di mezza classifica….

  5. Luigi Ricciardi 9 maggio 2018, 9:19

    In realta’, per il tipo di calcio che pratica il Napoli di Sarri, bellezza ed efficacia vanno a braccetto.
    Il Napoli ha cominciato, contemporaneamente, ad essere sia meno spettacolare che meno performante, per, a mio avviso, gli infortuni e la panchina corta in attacco.
    Non credo assolutamente a una specie di scelta “pratica” basata su un calcio piu’ speculativo ma piu’ redditizio, perche’ , anzi, per caratteristiche tecniche e fisiche il Napoli si affatica di meno nell’attaccare che nel difendere.

  6. Luciana Calienno 8 maggio 2018, 21:08

    Prendo atto che per lei la rosa del Napoli non è corta , la Juve non è più forte e che lo scudetto lo abbiamo perso perchè si è cercato di vincerlo invece di dare spettacolo . Quindi non perchè in condizioni fisiche non ottimali (in particolare i tre unici attaccanti) e senza ricambi all’altezza è impossibile giocare bene ,come del resto è successo anche gli anni scorsi.

  7. Marco Rocchi 8 maggio 2018, 21:02

    Indubbiamente l’impressione è che si sia sacrificato il bel gioco sull’altare del risultato.
    Magari non consciamente: l’anno scorso Sarri e i giocatori dicevano che scendevano in campo e si divertivano, quest’anno si parlava solo di risultati e obiettivi, e quella spensieratezza, lo si è visto, se n’è andata.

    Poi c’è anche da considerare l’infortunio di Ghoulam, che ha coinciso con un cambiamento strutturale nella impostazione, e con un crollo della media realizzativa. Non è un fattore da trascurare.

    Comunque, se sia stato giusto o meno, è difficile dirlo a posteriori. Avessimo vinto, ovviamente la percezione sarebbe stata diversa. E’ andata male, e ci siamo trovati senza trofei e senza bel gioco.

  8. mario orabona 8 maggio 2018, 20:24

    la penso come te, e non credo sia questione di essere un sognatore, ma di guardare al di là del proprio naso…lo scudetto è un po’ come concentrarsi sul dito invece che sulla luna…

  9. “Per me sarà un dispiacere immenso non vedere più Sarri con noi. Il suo Napoli è stato il più bello che ricordi. Avrei voluto che diventasse il nostro Alex Ferguson e il suo calcio un’etichetta per la nostra città.” Quoto in toto. Applausi.

  10. punto di vista interessante e che da trovo veritiero riguardo al potenziale interessamento di grandi sponsor

  11. Pienamente d’accordo, per quanto fosse all’atto pratico impossibile resistere alla smania dello scudetto, una volta che lo senti alla portata. A quel punto diventiamo tutti più pragmatici. Un po’ della smania veniva anche dall’idea romantica di interrompere l’egemonia di un Golia tiranno. Magari in un campionato piu equilibrato ci saremmo tutti concentrati di più sulla bellezza del calcio. Ci siamo trovati in questo ruolo un po’ nuovo, quello degli unici in grado di ostacolare il cattivo ricco e potente, amati per questo da una parte, e odiati dall’altra da chi nei nostri successi avrebbe visto il proprio fallimento (Roma e Lazio per citarne alcune).

    Tutto si e ridotto ad uno scudetto che a me come tifoso renderebbe felice. Come napoletano mi entusiasterebbe partecipare ai festeggiamenti di una città. Ma per una soddisfazione fugace, la celebrazione di uno scudetto, forse abbiamo sacrificato quella di godere di una squadra emozionante.

    • Si, ma questa può essere una buona notizia. Se vogliamo che Sarri resti, dobbiamo insistere sul ritorno alla bellezza al di là del risultato.

  12. Pier Rosgelo 8 maggio 2018, 14:05

    Lei vive nel mondo dei sogni
    E si accontenta di sognare.

  13. Pasquale Maltempo 8 maggio 2018, 14:01

    Dai Dario, non è detto che vada.

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