Top & Flop: Dybala e Milik, gol decisivi per la corsa scudetto

Chi sale e chi scende in Serie A: promossi anche Sirigu e Saponara, tra i peggiori ci soo Koulibaly (che regala un gol al Chievo), Manolas e Perisic

Top & Flop: Dybala e Milik, gol decisivi per la corsa scudetto

Top

Dybala (Juventus) – Protagonista numero uno del successo bianconero a Benevento, si lascia parzialmente alle spalle la brutta prestazione contro il Real Madrid. Nel Sannio, un gol splendido e una freddezza assoluta dal dischetto.

Saponara (Fiorentina) – Talento recuperato al calcio italiano, vero ispiratore della manovra di Pioli. C’è il suo zampino nei due gol a Roma, oltre che nell’esaltante striscia di risultati costruita dalla Viola (sei vittorie di fila).

Milik (Napoli) – In Diabomilk we trust. Il centravanti di ruolo e di peso è l’uomo in più del Napoli. Dispensa fisicità e vivacità all’attacco di Sarri, realizzando il gol del momentaneo pareggio azzurro contro il Chievo.

Sirigu (Torino) – Portiere saracinesca. Bravo due volte su Candreva, strepitoso su Icardi nel primo tempo. Nel secondo stoppa Skriniar e Karamoh. Reattivo anche nelle uscite alte. Dopo questo campionato, meriterebbe il posto da titolare in nazionale.

Flop

Manolas (Roma) – Anello debole della difesa giallo-rossa, avrebbe dovuto limitare il giovane Simeone, ma quando il Cholito scatta in profondità, in occasione del raddoppio viola, si fa saltare come un birillo. Esce nella ripresa.

Koulibaly (Napoli) – Una sua inconcepibile leggerezza regala a Stepinski il goal del momentaneo vantaggio. Un errore, anzi un orrore gravissimo, che giunge in una gara di tranquillità difensiva quasi assoluta per i ragazzi di Sarri.

Perisic (Inter) – Giornata no per l’esterno neroazzurro. Impreciso, svogliato, negativo. Spreca ad inizio partita una palla gol colossale, poi scheggia la traversa di testa.

Depaoli (Chievo) – Pomeriggio da incubo per l’esterno del Chievo. Subito ammonito, balla nel confronto con Insigne e compagnia. Provoca il calcio di rigore sbagliato da Mertens, non viene espulso perché letteralmente miracolato dall’arbitro.

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