Gazzetta: Inter-Juve, per i vertici arbitrali è stato giusto usare il Var per espellere Vecino

Orsato promosso su quell’episodio, bocciato sulla gestione complessiva della partita. La svista su Pjanic «non è giustificabile», ma in quel caso il Var non poteva intervenire.

Gazzetta: Inter-Juve, per i vertici arbitrali è stato giusto usare il Var per espellere Vecino

L’articolo della Gazzetta

La Gazzetta dello Sport ricostruisce le reazioni dei vertici arbitrali dopo la tempesta di Inter-Juventus. E sono tutti nella frase iniziale: «Corretto l’intervento del Var sull’entrata di Vecino e ok il successivo cambio di cartellino (da giallo a rosso) deciso da Daniele Orsato». Si parla di responso unanime e di corretta applicazione del protocollo Ifab (a differenza di quanto scritto dalla stessa Gazzetta e da Luca Marelli sul suo blog).

Su questo punto, la rosea chiarisce e racconta: «Orsato in diretta aveva visto l’entrata dura subita da Mandzukic, fischiando il fallo e soprattutto ammonendo l’interista. Era da considerare
un “chiaro errore” aprendo la via alla revisione oppure no? Sabato sera a partita ancora in corso c’è stato un giro di telefonate che avevano come terminale Roberto Rosetti, responsabile del progetto Var per l’Italia e anche per la Fifa in vista del Mondiale in Russia. E gli eventuali dubbi sono stati spazzati via».

La spiegazione

Quest’ultimo punto viene approfondito dalla Gazzetta: «Preservare l’integrità fisica del calciatore è un imperativo categorico per gli arbitri. Non sono ammesse entrate con malizia che potenzialmente possono causare un grave danno all’avversario. Una discriminate importante è la posizione del pallone: più è distante (e quindi non c’è la possibilità di prenderlo), più il fallo diventa pericoloso e quindi da rosso. In più a livello di Fifa e Uefa c’è un’aggravante: la presenza del sangue e di una ferita».

La ricostruzione in riferimento al caso Vecino-Mandzukic: «Dopo il giallo, Orsato ha un doppio binario per andare a rivedere l’episodio: chiama lui la Var perché ha un dubbio se il fallo sia da espulsione diretta, sospetto che può aumentare una volta che si accorge delle conseguenze riportate da Mandzukic; oppure c’è un confronto con il Var (Valeri nell’occasione) che gli spiega come il pallone non sia giocabile da Vecino e quindi l’entrata meritasse la review. Non sappiamo con certezza quale binario abbia imboccato Orsato, ma farlo è stato corretto». Sconfessate le teorie di ieri e l’altro ieri, decisione giusta e applicazione corretta del protocollo Ifab. Almeno secondo i vertici arbitrali.

Pjanic

Come scritto anche da noi, però, il fatto più grave della partita è la mancata espulsione di Pjanic. Anche la Gazzetta spiega che secondo i vertici arbitrali quello è una svista «non giustificabile». Infatti, la serata di Orsato è considerata «sotto la sufficienza».

Il Var, in ogni caso, non poteva intervenire. La rosea spiega perché: «Intanto perché il protocollo Ifab su questo punto non lascia margini d’interpretazione: uso vietato sulle mancate ammonizioni,
anche se portano a un’espulsione. Ma quella di Pjanic era da considerare come un’entrata tale da mettere a repentaglio l’incolumità dell’avversario? No: è un gesto scomposto, imprudente (da giallo automatico), ma commesso in una contesa del pallone. E pure il tackle di Barzagli su Icardi (punito con l’ammonizione) per quanto sia più grave rispetto al gesto di Pjanic, resta (di poco)
nel confine del fallo imprudente». Tutto spiegato, tutto chiaro. Ma i dubbi non svaniscono.

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