A 14 anni, io abruzzese, mi innamorai di Patrizia e quindi del Napoli

Un giorno all’improvviso fu una doppia folgorazione. Per una ragazza di Pomigliano d’Arco e per la cultura napoletana. Con un finale tutt’altro che lieto

A 14 anni, io abruzzese, mi innamorai di Patrizia e quindi del Napoli
Musella

Avevo vissuto in Svizzera

Mi chiamo Roberto e sono di Roseto degli Abruzzi in provincia di Teramo. Correva l’estate del 1980 e non c’era ancora una definizione calcistica nel mio tifo. Ero reduce dall’emigrazione in Svizzera, ero tornato nel 1973. Lì seguivamo le partite di Coppa Campioni, ricordo l’Inter con le immagini della Tv svizzera e la diretta radiofonica in italiano! Avevo tifato per il Pescara, retrocesso l’anno prima da ultimo in classifica. I miei 14 anni (sono del 1966) in quella estate incontrarono i 12 anni di Patrizia, napoletana di Pomigliano d’Arco che tornava in vacanza vicino casa mia dallo zio, fratello delle madre. Fu un amore fulminante, come solo a quell’età si può avere.

Imparai a conoscere Troisi, Pino Daniele, Krol

L’estate condivisa fatta di chiacchiere innocenti culminò nelle lettere scritte, attese a distanza. Fu logica conseguenza interessarsi a tutto ciò che fosse Napoli, la squadra in primis e, subito dopo, Pino Daniele e Massimo Troisi. Tutta la cultura napoletana. Era il Napoli di Krol, di Musella e Castellini. Quello della beffa col Perugia e del terzo posto inaspettato. Era il 4 A.C. poi arrivò Lui. Gli scudetti, la Gloria, la caduta. L’amore infinito. Con Patrizia è stata amicizia vera e profonda, prima che la malattia della Terra dei Fuochi la portasse via nel 2010. Con quella maglia penso a lei, sempre.
ilnapolista © riproduzione riservata