Il Napoli torni a pensare in grande, a fare shopping al Real Madrid

Il caso Verdi deve aprire una riflessione. Il calcio a Napoli non finirà a maggio, sia in caso di scudetto sia di secondo posto. Il club riprenda a programmare

Il Napoli torni a pensare in grande, a fare shopping al Real Madrid
L'arrivo di Higuain, ormai cinque anni fa

L’ultima spiaggia

Una settimana (forse anche meno) per chiudere la trattativa Gonzalo Higuain dal Real Madrid al Napoli, e venti giorni per farsi trovare col mazzo di rose in mano sotto la pioggia e farsi rispondere picche da Simone Verdi. In questa istantanea c’è il declino del Napoli in sede di calciomercato. Un declino di cui abbiamo già parlato altre volte e su cui l’ambiente farebbe bene a soffermarsi.

Ne scriviamo oggi, consapevoli che tra qualche giorno tutto sarà dimenticato. Per fortuna, per certi versi, vorrà dire che saremo nuovamente immersi nel calcio giocato dove primeggiamo. Vanno però fatte alcune osservazioni. Napoli sta vivendo questa stagione come se il calcio finisse in ogni caso a maggio. Sia in caso di scudetto sia in caso di secondo posto. Come se non ci fosse un orizzonte. Succede sempre, quest’anno in particolare. Il Napoli viene incredibilmente percepito come una provinciale baciata dalla buona sorte nell’anno giusto. Una bugia colossale. Un falso superiore a quelli di Modigliani.

Non siamo la Sambenedettese

Sapete cosa pensiamo del Napoli, del Calcio Napoli. Il Napolista è spesso insultato per questo motivo. Il corpaccione del tifo napoletano non riesce a spiegarsi questa posizione se non con un asservimento a De Laurentiis. Del resto, ciascuno ragiona secondo i propri codici di comportamento. È l’abc dell’etologia. E a noi ha francamente fatto tenerezza, e ovviamente tristezza, l’immagine di De Laurentiis e Chiavelli perduti nella pioggia aspettando da due ore il loro amore ballerina. Oggi subiamo insulti in direzione contraria per aver scritto quest’articolo in cui parliamo di figuraccia talmente enorme da far sorgere dubbi.

Perché per noi il Napoli è una società adulta. È in testa al campionato. È tra le prime venti squadre d’Europa. Gioca le Coppe non sappiamo nemmeno più da quanti anni consecutivi. E invece a Napoli viene spesso considerata – talvolta anche dai tesserati, ahinoi – come se fosse una Sambenedettese qualsiasi.

Le difficoltà sul mercato italiano

Il no di Verdi è uno schiaffo per una società che pochi anni fa ha fatto shopping al Real Madrid, che ha portato a casa a prezzi irrisori calciatori che oggi sono contesi dai principali club d’Europa. Tiempe belle ‘e na vota. Il Napoli sta pericolosamente tornando nel solco della tradizione, soprattutto in Italia dove da sempre ha incontrato strane difficoltà in sede di calciomercato (Lapadula docet, ma i casi sono tanti). Vivremo questi mesi che abbiamo davanti come una sorta di ultima spiaggia. Lo scudetto – l’eventuale scudetto – non è vissuto come una tappa di un percorso partito da lontano, ma come il tana libera tutti. Nulla di più sbagliato.

Ritorni la programmazione

Il Napoli deve tornare a programmare il proprio futuro e ad essere una società appetibile in Italia e in Europa. Deve tornare a vendere quando se ne presenta l’occasione, e a investire per costruire. Come accadde nel dopo Cavani. Abbiamo visto De Laurentiis sborsare 18 milioni per Leonardo Pavoletti e vedersi sbattere la porta in faccia da Simone Verdi. Mortificante.

Possiamo rassegnarci ai tifosi, alla loro idea di stagione da dentro o fuori. Ma un club non deve mai ragionare come i tifosi. Il Napoli deve progettare e costruire il proprio futuro. Scudetto o non scudetto. E deve lavorare sulla propria mancanza di appeal nonostante gli importanti risultati e il gioco espresso. Bisogna tornare a scovare i Koulibaly, i Ghoulam, fare acquisti impopolari. Del resto i migliori acquisti della storia del Napoli, tranne Higuain, sono stati tutti impopolari. Il domani è oggi. E se da primi in classifica rimediamo una simile figura per Verdi, chissà cosa potrebbe accadere domani. La figuraccia Verdi dev’essere un’occasione per capire qual è oggi la percezione del Napoli al di fuori della tangenziale.

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  1. Sono sconcertato da molti commenti che trovo sotto questa ottima (come spesso accade al “Il napolista”) analisi delle ultime vicende del Calcio Napoli.
    Si parla di contraddizioni e di incoerenza, ma ahimè, come è noto, non è la prima caratteristica del tifoso medio quella di avere una grande capacità di interpretazione e comprensione di un testo di più di 50 caratteri…
    Provo ad aiutarvi: Gallo dice semplicemente che, a partire da una vicenda (dicesi anche “fatto”) che oggettivamente non è stata una vicenda positiva per il Napoli, una società seria, come è la nostra attuale, deve prenderne atto e tornare sul percorso già intrapreso negli anni passati. Cioè, “rischiare” con dei giocatori da far crescere, per poi rendersi più appetibile sui grandi giocatori che giocano con grandi squadre. Il tutto senza pensare, come fa il tifoso medio di cui sopra, che il mondo finisca a maggio 2018. Tutto qui, è semplice, e io personalmente lo condivido. Sperando di essere stato utile vi saluto “indistintamente”, come diceva il grande Totò 😉

  2. Luciana Calienno 17 gennaio 2018, 11:10

    Peccato però che non esista alcuna struttura societaria che consenta programmazione e approccio continuo ai profili indicati nell’articolo.Da una parte hanno esigenze di bilancio da un’altra non sanno comprare spendendo poco.Ghoulam koulibaly Jorginho Albiol Reina Callejon Mertens,praticamente il fondamento della squadra (come individualità) sono dovuti a Benitez,ma non tanto dal punto di vista del carisma attraente,quanto per la scelta tecnica,quell’acume nel considerare l’ottimo rapporto prezzo -qualità potenzialità disponibilità.E prima, la buona sorte di essersi imbattuti nell’esplosione di un imprevisto fuoriclasse ,Cavani, che ha portato gol ,introiti champions e plusvalenza.Attualmente la maggior risorsa è il gioco,ma è effimera come l’allenatore (altro colpo di fortuna imprevisto)

  3. Se un articolo fa molti commenti ovviamente si continua sulla stessa strada, indipendentemente se l’articolo ha un senso o meno, basta che porta click

  4. Ernesto Cirillo 17 gennaio 2018, 9:20

    Meglio meno articoli ma sensati!
    Il Napoli ha dato il segnale di voler vincere lo scudetto investendo a gennaio somme importanti. Trovare un giocatore bravo ed adatto da subito al gioco di Sarri è una rarità. Questo era Verdi. Trovo giusto fare ogni tentativo perché la davanti ci serve segnare di più. Peggio per Verdi (come per Bianchi, Lapadula & C.) peccato per noi. Ma non si può criticare quando non si compra e pure quando lo si cerca di fare!

  5. il calciomercato fa male, malissimo, soprattutto a chi ne deve scrivere.
    se i calciatori vanno a dubai, magari, qualche giornalista potrebbe andare ad ascea, a policastro, in abruzzo..a passare qualche settimana di relax nella speranza di ricaricare le batterie.
    chi ha detto che il napoli non stia programmando?
    chi dice che il no di verdi sia un fallimento per il napoli?
    fare la spesa al real? e con quali soldi?
    dobbiamo comprare gli sconosciuti o le figurine del real?
    tornare a vendere? ma non eravate stati voi, lo scorso giugno, a magnificare l’operato di de laurentiis che, anzi, per garantire un gruppo solido aveva rinunciato ad un bel pacco di milioni?
    “la percezione del napoli fuori la tangenziale”: questa le batte tutte. se venisse uno stamattina da fuori la tangenziale, e leggesse questo articolo, si chiederebbe dove acquisti il vino l’autore dello scritto.
    il napoli di quest’anno NON E’ un miracolo…è frutto di un lavoro iniziato 3 anni fa, sulle macerie procurate dalla fuga di uno spagnolo imbolsito che sta fallendo ovunque poggi il massiccio posteriore.

    ps: PER ME, ASSOLUTAMENTE PER ME, la vicenda verdi al di là dell’aspetto umano per il quale un ragazzo di 25 anni può legittimamente scegliere di restare dov’è (hamsik, vi stupirà, ha detto esattamente le stesse parole di verdi a proposito della crescita e del momento in cui LUI, a 25 anni poteva andare al milan) perchè non se la sente di andare altrove, apre un unico, vero interrogativo:
    per il nostro allenatore esiste l’idea di considerare “pronti” calciatori che non abbia allenato ad empoli? con tutto il rispetto per sarri, un maestro di calcio benvoluto da tutti, che però stiamo trasfigurando in divinità sotto i colpi di qualche annoiato figlio di papà e di qualche pagina facebook di troppo. “deulofeu non è pronto tatticamente”: se deve fare la fine di rog, è meglio che non venga

  6. Stefano Valanzuolo 17 gennaio 2018, 8:20

    Trovo condivisibile l’articolo. Quanto alla brutta figura, diventa tale nel momento in cui ci si arrenda al gran rifiuto e ci si rassegni a non comprare nessuno, per mancanza di tempo o di strategia. Perché Verdi non è l’unico calciatore al mondo, perché alla favola del ragazzo pulito che ama Bologna non ci credo affatto (lo capiremo a luglio), perché è vero che la storia del grande Napoli non finisce a maggio ma, da qui a maggio, potremmo renderla ancora più grande e più bella. Il che ha un peso non trascurabile.

  7. Quindi sotto sotto, la “figuraccia” di ADL e’ colpa di Sarri.
    E’ lui che si e’ reso colpevole di volere gg. adatti al suo modo di fare calcio, ovvio, no?
    Invece le societa’ di calcio serie devono prendere giocatori in base alle LORO scelte, chissenefrega se poi il tecnico per stare in vetta alla classifica e giocare il miglior calcio in Italia, tra i primi in Europa poi deve arrabattarsi sempre con gli stessi, tanto lui a maggio potrebbe andare via…
    Ti pareva, come se non si sapesse dove va a parare il Napolista…
    Mi domando: e’ possibile fare coesistere l’ammirazione e il rispetto sia per de Laurentiis che per Sarri?
    Io ci riesco benissimo e il collante per me e’ l’amore per il mio Napoli, TUTTO il Napoli, non solo una parte.

    • dino ricciardi 17 gennaio 2018, 9:17

      Bravo Fabio

    • Vincenzo Barretta 17 gennaio 2018, 15:32

      Ti faccio un lungo e doveroso applauso… bravo! La penso esattamente come te. Qua si fa la lotta ai pro sarri, se sei dalla parte di adl e viceversa. Nulla di più provinciale. Prima di prendervela coi tifosi (il prossimo step sarà quello), cambiate prima voi. Provinciali.

  8. Cari tutti, speriamo di sbagliare, ma … ha ragione Verdi. Venire al Napoli non gli conviene. Il giocatore è in una fase positiva della sua carriera. Probabilmente si tratta dell’ultimo contratto quinquennale della sua vita. Se continua a giocare come sta facendo, a giugno lo prenderà una società di livello più alto, che gli lascerebbe i diritti di immagine, lo pagherebbe di più e probabilmente lo farebbe giocare, con tutto ciò che questo significa in termini economici (visibilità vuol dire contratti sportivi e pubblicitari) e di soddisfazione professionale. Se viene al Napoli ora, prende un buon ingaggio, ma non gioca per almeno 6 mesi, se non di tanto in tanto, e rischia di rimanere qui per sempre. Può andargli anche bene, ma è una prospettiva che ha il fiato corto per un 25 enne in rampa di lancio. Purtroppo il Napoli si trova in una reale empasse: ha dei titolari abbastanza forti in quasi tutti i reparti e quindi non può permettersi di ingaggiare giocatori superiori ai titolari perché fuori dal budget. Insomma per prendere un calciatore al quale garantire il posto, deve pagargli almeno 4 milioni di ingaggio, oltre al cartellino, La squadra è arrivata ad un livello per il quale il miglioramento della rosa titolare è troppo oneroso per questa società. Detto in un altro modo, alla crescita sportiva non ha fatto seguito una crescita imprenditoriale omogenea. Peraltro, per scelte tecniche, al Napoli non conviene venire neppure ad una giovane promessa, perché sa di non poter mettersi in mostra. Dunque il target è molto ridotto ed ecco spiegato il blocco del mercato, che ha comportato la mancanza totale di acquisti che giocano titolari negli ultimi anni. A questi, che per me sono dati di fatto, aggiungo una personale convinzione: il management del Napoli non è all’altezza del mercato internazionale. In questo settore, la storia personale ed i rapporti fanno credibilità ed affidabilità e Giuntoli non è paragonabile a Benitez, al quale risalgono gli ultimi acquisti di valore del Napoli. Inoltre Giuntoli ed i suoi collaboratori non conoscono il mercato di un certo livello, avendo maturato la loro professionalità in serie molto inferiori.
    Dunque, o si cresce da un punto di vista societario, o si sceglie la strada del rinnovamento, accontentandosi di essere stabilmente una squadra di promesse. Quel che è certo è che una posizione intermedia, come quella attuale, mi sembra poco chiara, ossia priva di un’idea programmatica e di sviluppo che possa condurre il Napoli tra le squadre di un livello immediatamente inferiore alle Fab Four (anzi eight).

  9. Fulvio Jòvino 17 gennaio 2018, 0:07

    Grande pezzo, perfettamente d’accordo

  10. Vincenzo Barretta 16 gennaio 2018, 23:32

    Sembra che ormai che su questo sito si sventoli la bandiera a seconda della notizia di giornata. Io non ho ben capito ancora, sempre a seconda della notizia di giornata, se il Napoli é mal visto/non cresce/ il real madrid/ ma i goulham sconosciuti, se sia colpa di adl, dei soldi, di sarri, di giuntoli, del tifo, delle tv, delle radio ecc ecc… boooh. Mettetevi d’accordo per favore… bello il passaggio ove scrive “si torni a comprare dal real Madrid” a “si torni a fare scelte impopolari tipo goulham e jorginho “…. nulla di più paradossale. Complimenti.

    • Eppure c’era un presidente del Real Madrdi proprio, mi pare si chiamasse Florentino Perez che diceva “Zidanes y Pavones”… Campioni e giovani da valorizzare… Ovviamente cerchiamo di parametrare questa scelta al Napoli…

      • Frédéric Moreau 17 gennaio 2018, 14:33

        Mi sembra che il Napoli stia provando ad attuare una strategia nuova, in linea con quella che da sempre ha contraddistinto la Juve. Ossia comprare soprattutto in Italia, e mandare molti giocatori in prestito, in modo da creare una rete di squadre “amiche”. Parliamo soprattutto di giovani promesse, perché il Napoli i suoi Zidanes ha scelto, a torto o a ragione, di tenerseli e non acquistarli. Per capirci, sono i Koulibaly, gli Insigne e i Mertens. Si tratta di una scelta criticabile, a patto di trovare alternative già pronte, paragonabili a queste, con stipendi in linea. Non facile. Tenuto anche conto che in questo periodo, forse, è fondamentale per il Napoli creare una tradizione e un’identità forti, che solo una certa continuità può dare.

      • Vincenzo Barretta 17 gennaio 2018, 15:28

        Appunto. Parametriamo questo napoli! Abbiamo avuto benitez e trattato come agostinelli, abbiamo sarri e chi crede in lui è anti adl, un presidente a cui bisogna ringraziare ma che non ha mai fatto il passo decisivo, un ds alla ricerca del talento perduto e un tifo che per alcuni è provinciale per altri internazionale. Semprr alla ricerca di questa colpa che non esiste. Il napoli, per qurllo chr sta facendo, sta compiendo un miracolo. E il merito è di tutti, soprattutto di quello in panchina. O credi che donadoni sarebbe primo?

        • Guarda incredibile a dirsi, ma fino a “sopratutto di quello in panchina”…. sottoscrivevo tutto…

          • Vincenzo Barretta 18 gennaio 2018, 17:35

            Anche io a volte mi trovo con te… solo che fai il bello e cattivo tempo… Quando si parla male di adl, non commenti. Guarda che si può essere d’accordo sia con adl sia con sarri… come lo sono io. Poi l’allenatore è il valore aggiunto in campo. Senza dubbio

  11. Diego della Vega 16 gennaio 2018, 23:21

    Et voilà! Triplo carpiato rovesciato all’indietro! ???. E comunque sono d’accordo con il Gallo neo-papponista. Non su Verdi però. Dietro questo semi fallito calciatore bolognese c’è sicuramente un’altra squadra che gli ha promesso la luna a giugno. Paradossalmente avete deciso di attaccare AdL proprio nell’occasione in cui davvero non è colpa sua.

  12. Gallo la juve ha fatto na tiritera incredibile per prendersi un giocatore dell’Atalanta, da sempre le grandi fanno spesa dalle piccole. La Roma comprò Cassano dal Bari e ci vinse il campionato, la Juventus prese Torricelli in serie C il milan prese jankulowski da noi anni fa. Non è nessuna figuraccia è l’attestazione del fatto che come città e piazza non siamo rispettati all’interno dei confini italiani per via degli ultimi 30 e passa anni di leghismo. Bisogna comprare fuori dall’Italia semplicemente perché a quanto pare ci rispettano di più in Spagna o Inghilterra che dalle nostre parti, nient’altro. Insistere con sta storia della figuraccia è da cronache di napoli del grande genio Liberato Ferrara o da programma di Pallummella il giovedì. Lasci perdere per carità.

    • Concordo su tutta la linea, ma Cassano andò a Roma dopo che avevano già vinto il campionato!

    • bisogna comprare all’estero perchè il mercarto qui è truccato..compri solo quello che ti fanno comprare..capisci a me!

  13. Per ottenere il consenso di certi giocatori un certo “pancione” alzava la cornetta del telefono e questi venivano di corsa. AdL ha rovinato Rafa il secondo anno facendo un mercato di bilancio +24 milioni rovinando una stagione a partire dai preliminari.Sarri e’ un grande allenatore ma non ha quell’appeal del madrileno.

    • A Sarri vogliamo un mondo di bene ma la realtà è che non ha mai vinto un razzo.

      • Frédéric Moreau 17 gennaio 2018, 14:26

        Come non essere d’accordo. Però da quando Benitez vinceva la Champions, e Sarri si barcamenava tra Sorrento e Arezzo, il calcio è stato rivoluzionato. Oggi è un altro sport. Se Sarri dovesse vincere uno scudetto, gli unici a cui potrebbe essere paragonato sarebbero Simeone e Klopp.

    • Frédéric Moreau 17 gennaio 2018, 14:22

      C’è anche da dire che le cose cambiano in fretta, e non so al momento quanti calciatori siano felici di ricevere una telefonata da Benitez. Va anche detto che facciamo riferimento ad una svendita inconsulta del Real Madrid, e che abbiamo sempre negli occhi l’Higuain di Sarri.

    • Diciamo che non l’aveva.
      Ora Sarri per il suo modo di giocare è sulla bocca di tutti e l’appeal di Benitez al momento è pure superato
      L’appeal prima di averlo te lo devi costruire e Sarri nostro è sulla strada giusta

  14. Domenico Lellis 16 gennaio 2018, 21:45

    Possono essere considerazioni giuste o meno
    Ma, se cosi’ fosse, allora Sarri non e’ l’allenatore giusto del Napoli (ed anche x Giuntoli c’e’ qualche perplessita’)
    Credo sia chiaro che Sarri voglia giocatori con conoscenza della serie A, e difficilmente va alla ricerca di giovani dall’estero da valorizzare
    In questo, Benitez (che non amavo affatto) va riconosciuto era un maestro

  15. assolutamente d’accordo con l’articolo.

  16. È un paradosso, ma non troppo. Finché ci sarà Sarri il Napoli non potrà progettare. È un allenatore che cristallizza presente e futuro per l’applicazione delle proprie idee. A lui non interessa del futuro della società.

    • Luigi Ricciardi 17 gennaio 2018, 7:04

      E dai, è stati scritto un articolo del menga, non buttare sempre la croce su Sarri. La sscn fattura stabilmente da quinta della serie a, se una delle quattro più su offre un contratto superiore a un giocatore quello accetta. Il resto è fuffa.

      • Due meuro per un giocatore che ha ZERO presenze in europa sono un buon ingaggio. Poi se vogliamo sempre dare alla società che comunque ha oltre 100 milioni d’ingacci. Io dico che non è venuto per questioni legate alla città e per il periodo in bacino di carenaggio che il sor Maurizio riserva ai nuovi arrivati, che non arrivano per essere titolari. La società ha provato a convincerlo, mettendoci la faccia (perchè Chiavelli ed ADL la faccia ce l’hanno messa) e Verdi non si è convinto. Sarà sempre cosi per il Napoli. Il bel popolo che molti credono di essere sarà sempre un boomerang quando si tratterà di acquistare calciatori.

        • Luigi Ricciardi 17 gennaio 2018, 13:57

          Lui ha detto che non è venuto perché non era sicuro che Sarri restasse a giugno, per cui l’alibi dell’allenatore crolla miserevolmente.
          A me sa di balla comunque, e propendo per contratto più lauto di strisciata di turno.
          Il passaggio era cosa fatta tra le società, ma la suddetta strisciata ci avrà messo lo zampino all’ultimo momento.
          Potrebbero anche esserci altre ragioni personali, e allora tutti i ragionamenti saltano.

  17. Ho visto Castellejo in Real vs Villarreal, Mica male veramente, Da provarci.

  18. Direttore a questo giro mi sei piaciuto!

  19. Come già stato detto, e senza manco stare a fare i conti dal punto di vista economico: non basta avere i soldi in tasca per andare a fare acquisti dal Real Madrid.
    Il vilipeso Benitez, con tutti i suoi difetti, aveva una caratura internazionale tale che poteva alzare la cornetta e convincere i vari Higuain, Reina, Albiol, Callejon e via dicendo…
    Oggi ci troviamo un allenatore mostruoso dal punto di vista della tattica, molto meno per quanto concerne la gestione del gruppo: Verdi ha rifiutato perchè i calciatori parlano tra loro, ed anche se non lo facessero, la gestione dei vari Giaccherini (preso dopo un Europeo in cui era stato tra i migliori della Nazionale italiana, mai messo nelle condizioni di poter dare un effettivo contributo), Pavoletti, Maksimovic (il più grande capitale sprecato), Strinic, Rog (a Napoli ancora oggetto misterioso, in nazionale uno che non sfigura accanto a Modric, Perisic e Rakitic) e via dicendo…

    La solfa delle seconde linee non all’altezza lascia ormai il tempo che trova, la verità è che in passato perfino un David Lopez ha avuto maggiori possibilità di vedere il campo rispetto ad ottimi giocatori che attualmente giocano veramente molto poco. Verdi non ha rifiutato Napoli, a 26 anni ha semplicemente rifiutato… di andare in pensione anticipata.

    Ricordiamo che approdare in una “big” è del tutto inutile se poi vai a giocare in un posto dove il campo rischi di non vederlo mai: Alessio Cerci, dopo il suo anno migliore, lasciò il Torino per l’Atletico Madrid, non vide mai il campo… ed oggi è un giocatore che perfino nel Verona non è un fattore. Probabilmente, Verdi avrà valutato che nell’Atletico Sarri, rischiava di fare la stessa fine… il resto sono chiacchiere.

    • Diego della Vega 17 gennaio 2018, 0:08

      Esatto. Chiacchiere. Le tue. Al suo arrivo Millk dopo un mese aveva già sfilato il posto a Gabbiadini. Ed é stato titolare fino all’infortunio al crociato. Quando gli dai calciatori davvero forti Sarri li fa giocare. Ounas o Giaccherini sarebbero panchinari in tutte delle prime 8 squadre di A. E allora di che parli? Dai a Sarri Icardi, Douglas Costa Alex Sandro e Milinkovic Savic e vedi se non giocano. Se gli dai Rui, Pavoletti e Ounas stanno in panchina tutta la vita. E mi sembra pure giusto.

      • Quando gli dai un giocatore forte fa giocare quello e solo quello anche se è solo un pelo più forte di qualcuno che prima era titolare. Con Mertens centravanti milik a sua volta rischiava di non giocare quasi mai. Inutile usare sta cosa contro il club, sarri è fatto così, ora speriamo ci faccia vincere. In quel caso per me può giocare pure calaiò dal parma.

        • Milik non giocava perché dopo l’infortunio Sarri aveva cambiato metodo di gioco per mettere Mertens prima punta e per ritornare al gioco con una prima punta più classica ci voleva del tempo. Lo stesso Sarri ha anche dichiarto che avrebbe voluto sperimentare i 3 nani più Milik insieme, ma non aveva tempi di fare esperiementi per le troppe partite consecutive.

    • Mario Fabrizio Guerci 17 gennaio 2018, 11:34

      ??????
      È incredibile il massacro mediatico su Giaccherini.L’anno scorso,tre ingressi tre goals di cui uno invalidato.Agli europei è stato praticamente il migliore.L’unico giocatore di esperienza tenuto ad ammuffire e “tu”, non gli ricavi uno spazio?Addirittura va via…!
      Inglese no,Verdi no,Delufreu scordatevelo,il miglior panchinaro ceduto:
      che puzza di Grassi e Regini…!

    • infatti benitez è un ottimo direttore sportivo ed un pessimo allenatore!

      • Con tutto quello che ha vinto con squadre modeste è un pessimo allenatore? Rafa non ha successo quando va in squadre con tante prime donne vedi Inter e Real, ma squadre della levatura come il Napoli può fare la differenza. Sarri lo ha ribadito enne volte le basi erano la bisogna aggiustare qualche cosa e questo significava rimettere un vero portiere in porta, comprare un esterno di ruolo e un centrocampista d’incontro a quel punto servono meccanismi e il risultato lo ottieni. Tutti ingredienti che messi a lavorare per anni ti portano al Napoli di oggi, che valuto spettacolare per la nostra Serie A dove ti permettono di giocare ma appena vai in Europa cominci ad avere qualche piccolo problema ad importi.

  20. mi sembra che la società lo sta facendo. non ve ne siete accorti ?
    e lo dico da non tifoso di adl.

  21. Ettore Varriale 16 gennaio 2018, 20:23

    Il pensiero del direttore è senz’altro condivisibile, è concreto il rischio che l’esaltante ciclo del Napoli che stiamo vivendo in questi anni possa gradualmente esaurirsi se la rosa non verrà integrata da acquisti di alto livello cosa che purtroppo non accade dall’estate 2016. Ed è anche vero che il mancato arrivo di Verdi possa essere più grave per l’immagine della società che per l’aspetto squisitamente tecnico.Piuttosto però sarebbe giusto sottolineare e nessuno sin’ora lo ha fatto che il calciatore ha fatto questa scelta perché qualche altra squadra gli ha sicuramente promesso un ingaggio più alto dalla prossima estate.Questo è legittimo perché i calciatori sono professionisti ma andrebbe detto a chiare lettere e sia il club che sta dietro le quinte che il calciatore stesso dovrebbero assumersene la responsabilità ,senza tirare in ballo progetti voglia di crescita riconoscenza al club che ha creduto in lui e tante altre sciocchezze che abbiamo ascoltato oggi

  22. direttò shopping al real?
    sto pappon adda caccià e sorde

  23. Vorrei sapere come si è potuta sviluppare la trattativa fino a scomodare DELA e Chiavelli senza che gli stessi non avessero là disponibilità del ragazzo
    Per questo dico c’è sotto qualcosa
    Altrimenti perché andare a Milano con la penna e il contratto pronto?

    • giancarlo percuoco 17 gennaio 2018, 6:51

      anche perché i contratti di Chiavelli pesano, e portarseli appresso è una faticata.

  24. Luigi Ricciardi 16 gennaio 2018, 19:21

    Direttore, mi sembra di sentire il fratello di Higuain! 🙂
    Più seriamente: gli acquisti di Higuain, Albiol e Callejon arrivarono in un momento particolare, grazie a Benitez e Quillon e alla necessità del Real di liberarsi di quei giocatori, e furono fondamentalmente una tantum.
    Malignamente, potrei anche dire che Benitez ed Higuain (in tempi e modi diversi) andarono via proprio perchè quell’anno, che loro pensavano essere l’inizio di una nuova politica societaria e, di conseguenza, di approccio al mercato, si rivelò invece un’eccezione non replicabile.
    Poi tante cose sono successe dall’epoca: il Napoli, con i rinnovi di Insigne, Ghoulam, Mertens e qualche altro che dimentico ha raggiunto un monte ingaggi che non gli permette altri acquisti di quel livello, e la concorrenza nazionale ed internazionale è aumentata parecchio, soprattutto in Inghilterra, per cui anche il Verdi della situazione si “permette” di rifiutare la capolista perchè una qualunque strisciata potrebbe offrirgli di più, anche senza giocare in Europa o stare al vertice, in quanto, tra l’altro, non tutti i calciatori pensano solo ai risultati sportivi.
    La dimensione del Napoli è sempre un gradino sotto a 3-5 squadre in Italia, almeno economicamente, e le prime posizioni costanti degli ultimi anni sono viste da diverse parti come un’eccezione dovuta si alla mancanza delle milanesi, ma anche al lavoro eccellente svolto da squadra, tecnico e società nel forgiare questo gruppo. Ma che possa durare, non so.

    • Antonio Chiacchio 16 gennaio 2018, 22:10

      io credo che oramai questa sia la dimensione del napoli. vedi i sino-milanisti e i sino-interisti che brutta deriva.

  25. Lo sfogo è pienamente condivisibile e la sollecitazione anche, ma occorrerebbe pur sempre disporre delle competenze giuste e condividere le scelte con l’allenatore. Il quale, sul mercato, preferisce invece celarsi.

  26. Andrebbe fatta anche una considerazione a livello di federazione. E’ ormai evidente quanto il mercato dei calciatori italiani sia bloccato da supervalutazioni, dispetti, veti incrociati e bulimia di alcuni club. Inevitabile fare shopping all’estero a prezzi più accessibili e meno patemi. Come si concilia tutto questo con le rose bloccate con max 17 calciatori non da vivaio nazionale?

  27. giancarlo percuoco 16 gennaio 2018, 18:56

    é una parola.

  28. Io dico un@ cosa; ma Machach nessuno lo prende in considerazione…..????
    Il franco/ algerino è una tipologia di giocatore che manca nella nostra rosa.
    Forte fisicamente, velocissimo e tecnico.
    A me sembra fortissimo.

    • giancarlo percuoco 16 gennaio 2018, 19:06

      se non sbaglio nella rosa c’è un posto libero che si può occupare. se non ci sono altri acquisti potrebbe perciò rimanere. ma mi sembra che giochi in un ruolo, il centrocampo, dove siamo ampiamente coperti.

    • Luigi Ricciardi 16 gennaio 2018, 19:47

      Eduardo, ha giocato meno di Ounas questo tutto il campionato scorso in Francia…

    • E’ un testa caldo cacciato dal Tolosa poco gioco e molta panchina

    • Diego della Vega 16 gennaio 2018, 22:52

      Lascia stare. Meglio farlo giocare e vedere come matura. Il centrocampo è l’unica zona del campo supercoperta.

    • Machach dovrà fare almeno 7-8 mesi di apprendistato… Ma ancora non avete capito i metodi del tecnico???

  29. A me piacerebbe che lei spiegasse come concilia un commento del genere con il pezzo del 12 dicembre, senza firma, quindi da attribuire alla Redazione nel complesso, quindi immagino da lei condiviso, in cui, fin dal titolo, Verdi veniva individuato come la scelta migliore per il presente e il futuro. A un mese, a fronte del rifiuto del calciatore, è diventata una pessima scelta e attacca la società, anzi diciamola tutta, Giuntoli, pur senza nominarlo, per averla perseguita. Non mi pare il massimo della coerenza logica.

  30. Ci siamo scansati un’altra meza cazetta, ahimè non una figura di niente.
    Ma va bene così. Come è necessario sì cominciare a programmare 1 o 2 grandi calciatori all’anno… ormai abbiamo una ossatura tosta, almeno per i prossimi 2-3 anni, senza contare Calleti, Hamsik, Mertens e Insigne pienamente sbocciati, con Jorginho e Ghoulam dato per partente, ci sono i vari Diawara, Rog, Zielinski, Milik che possono solo crescere
    Ma ci vogliono altre chiocce, jucatore o vero che facciano fare il salto di qualità. Non è che ti va sempre bene con i giovani…

    • Sante parole

    • purtroppo questa strada è assolutamente impossibile, un giocatore di buon livello viene pagato da 70 milioni in su, completamente fuori budget del Napoli, ci sono oltre 25 squadre economicamente + forti del Napoli in Europa, per cui questa strada è impossibile, solo è possibile investire su giovani ed avere le capacità di saper scovare un talento ed avere pazienza, oltre ovviamente il vivaio forte da cui attingere, il Napoli ha solo queste due possibilità, pretendere un campione è impossibile, non viene Verdi figurati un dembelè che senza essere tra i top 20 è costato 105 milioni + 40 di bonus.

  31. Il Napoli ha nemici potenti e privi di scrupoli, gente che in Italia la comanda. Calciatori o napoletani o esteri, basta con gli italiani. Quagliarella uno di noi.

    • Antonio Chiacchio 16 gennaio 2018, 22:16

      mamma mia quanto sono d’accordo con te. non voglio vedere un italiano in squadra mai più. noi siamo duosiciliani non italiani pertanto preferisco altri stranieri.

    • Quello che è andato alla juve?

  32. Ottimo articolo. L’aria da fine del mondo a maggio e’ uno dei trend più fastidiosi che ho subito da quando tifo il Napoli

    • Antonio Chiacchio 16 gennaio 2018, 22:17

      l’aria da fine del mondo è cosa ciclica, ricordo ancore le manfrine per il rifiuto di quel rifiuto di lapadula.

  33. Pensavo che non sarei vissuto tanto da vedere Gallo consegnarsi al papponismo + becero (e considerando che ho meno di 40 anni ho preso proprio un bel granchio).
    “Il Napoli torni a pensare in grande, a fare shopping al Real Madrid” ma quando mai è successo? al massimo abbiamo raccolto qualche briciola ammuffita caduta dal tavolo da pranzo di Florentino Perez. Gallo consegnarsi così al nemico senza neanche combattere. Il Napoli che va Madrid a fare shopping? forse lei si riferiva al Getafe o al Leganes?

  34. Francesco Sisto 16 gennaio 2018, 18:07

    Diretto’, ma che scrivi??
    Ancora sta storia della figuraccia?
    “Il mazzo di rose rosse, la ballerina” poi prima dici che il Napoli deve volare alto e fare la spesa al RM, e subito dopo che deve scovare i Ghoulam e fare acquisti impopolari…
    Verdi, con tutta probabilita, con questo no si é bruciato la carriera, e lo sa pure lui, il Napoli non ha niente da farsi perdonare, la sua parte l’ha fatta, con serietà e professionalita, cose che non si sono riscontrate nella controparte

    • A carn a sott e i maccarun a copp

    • Sono d’accordo con te
      L’unico appunto che posso muovere alla società è quella di aver dato tutto sto tempo a Verdi per decidere
      La prossima volta non si sottovaluti la indecisione del giocatore di turno

  35. La figura fondamentale in una società non è il Presidente o l’Allenatore. E’ il Direttore Sportivo che pianifica il futuro con mesi di anticipo . Le migliori Società hanno DS abili (Juventus, Roma, Lazio, Atalanta); le scarse non hanno DS (Milan, Inter) Il Napoli dove si piazza fra queste? Ditemelo un pò voi

  36. Raffaele Sannino 16 gennaio 2018, 17:58

    Secondo me,l’ostracismo di mercato esiste ed è evidente.Non possiamo replicare la strategia juventina di mettere sotto contratto un centinaio di giocatori,che poi mandano in prestito per tutta la penisola ed anche oltre.La strada maestra è una sola:costruire in casa i calciatori per la prima squadra (tipo Bilbao).Non bastano gli attuali Sepe ed Insigne,il prossimo anno arriverà il fratello Roberto e forse Luperto,ma i prodotti del vivaio devono aumentare.Si può fare.Lo si deve fare ,se vogliamo crescere ancora.

    • Roberto Insigne ha 23 anni e tipo 0 presenze in serie A.
      Per intenderci… sono quattro anni più di Mbappè.
      Io sarei pure d’accordo con l’utopia del costruirci i campioni in casa, ma a quel punto si comincia ad integrarli in rosa (non dico di metterli titolare, ma almeno fargli respirare l’aria della prima squadra) a 19 anni… se non lo fai, vuol dire che o persegui una politica diversa oppure… che effettivamente, non sono poi stì fenomeni.

      • Raffaele Sannino 17 gennaio 2018, 1:23

        Non siamo i galatticos,non abbiamo mai avuto in squadra undici fenomeni e poi Sarri non ama rischiare con i giovani.Detto questo,uno a livello di un Verdi (che ci snobba) lo possiamo pure coltivare in casa senza prenderci porte in faccia.P.S. Insigne(Lorenzo) è arrivato in prima squadra a 22 anni dopo aver fatto gavetta in C e in B ed è maturato definitivamente a 25 .Ci andrei cauto con i giudizi,poi se il nostro metro di paragone è il PSG che compra Mbappè a 180 milioni,mi sa che non ci siamo…

    • Se non si fa prima la cittadella… speriamo in Miano…

  37. è “mortificante” scrivere che la società napoli non abbia una programmazione!

  38. In verità abbiamo sempre lavorato con il complesso della Sambenedettese, chi ci ha sprovincializzati è stato Benitez…e stiamo ancora beneficiando delle sue entrature (tramite Quillon) e del suo talento di scount per i pezzi da 90 che abbiamo in squadra (o che grazie ai quali abbiamo fatto grandi plusvalenze).

    io credo che il problema principale sia di brand Napoli, che in Italia è erroneamente sottovalutato, ma che ADL non fa nulla per portarlo in alto con le strutture e una consulenza di marketing importante. Ad esempio si preferisce come sponsor tecnico Robe di Kappa per avere un paio di milioni in più e non Nike o Adidas che ti danno valore a livello di immagine. Si preferisce vivacchiare a CastelVolturno anzichè avere un centro di proprietà brandizzato…potrei fare altri 100 esempi…

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