Sarri ha capito: il suo Napoli non rinuncia alla bellezza, evita di essere ingenuo

Napoli-Bologna, la partita non guardata: il meraviglioso gol di Mertens, Sarri e un certo tipo di strategia comunicativa: rompere le palle.

Sarri ha capito: il suo Napoli non rinuncia alla bellezza, evita di essere ingenuo
Sarri a Roma contro la Lazio (Ciambelli)

Diverso, migliore

Il Napoli di Sarri è una squadra diversa, una squadra migliore. Ha imparato ad aspettare l’avversario, ha imparato a modificare l’approccio alle partite, ha imparato a difendere meglio e a dosare le energie. Ha imparato a vincere le partite che in passato non avrebbe vinto. In generale, è diventato più pragmatico e deciso. Scrivo queste cose sapendo di non dire niente di nuovo, chiunque abbia letto in progressione gli articoli di Massimiliano Gallo degli ultimi mesi, o le analisi tattiche di Alfonso Fasano queste cose le sa da tempo; le scrivo perciò per aggiungere qualcosa di personale al ragionamento complessivo.

Come sapete io sono un fissato del bel gioco, e sono ancora convinto che si possa vincere praticandolo; vedo chiaramente che il Napoli di quest’anno è meno bello di quello dell’anno scorso, ma non è mai brutto. Il Napoli non rinuncia mai ad applicare il suo gioco, a provare a vincere attraverso l’applicazione tattica (che non è mai avulsa dal talento dei singoli, vedi gol di Mertens di ieri), ma Sarri ha imparato e io con lui che (con le risorse a disposizione) non si può giocare sempre a quel ritmo indiavolato. Credo che Sarri abbia imparato che si possa vincere non rinunciando ad essere belli ma evitando di essere ingenui – o addirittura fessi, come diciamo a Napoli.

Una cosa che fa stare bene

In queste settimane di pausa del campionato ho fatto una vera pausa anche io, devo dire che saltare quasi totalmente il mercato di gennaio ti fa stare bene, addirittura ti fa diventare una persona migliore. Torno un attimo su Simone Verdi perché ieri sui social network tifosi di altre squadre hanno contestato il fatto che i napolisti fossero stati troppo ingenerosi con lui, come se un calciatore dovesse venire a Napoli per forza. Ovviamente non è così, il buon Simone può fare un po’ quello che gli pare, forse ha perso un’occasione forse no; ma qualche sfottò ci sta.

Nella faccenda, tra l’altro, gli sfottò se li è beccati la dirigenza del Napoli più che il calciatore. Il napoletano sa scherzare su tutto, abbiamo giocato anche ieri sull’infortunio a Verdi (augurandoci seriamente che non sia nulla di grave).

Scelte scientifiche

Sarri è un grande comunicatore, se ne stanno accorgendo in molti e me ne sto convincendo anche io. Non mi ha mai persuaso l’opinione diffusa del “Sarri lamentoso”. I lamenti di Sarri mi paiono scelte scientifiche e il fatto che non siano lamenti lo si capisce anche dalle reazioni degli altri. I tifosi avversari vanno fuori di testa a ogni sua dichiarazione, per non parlare di Massimiliano Allegri che arriva ad affermare che adora giocare male (che è una balla micidiale), dai giornali che (vedi Tuttosport e non solo) che reagiscono a ogni sua dichiarazione con toni sempre accesi e tentativi di sfottò – purtroppo per loro – mal riusciti. L’ironia o ce l’hai o lascia perdere. La Lega, addirittura, che risponde a un’osservazione dopo nemmeno dieci minuti. Tutto molto divertente; diciamoci la verita: Sarri scassa le palle e gli altri accusano il colpo; poi è pure divertente, anche ieri mi è piaciuto.

Il buon Gasperini ieri ha detto che dalla panchina non riesce a vedere i due o tre centimetri che avrebbero dovuto far annullare o meno uno dei gol dell’Atalanta. Improvvisamente torna nei panni della convenienza. Il buon Donadoni che contestò un fallo quando perse con 7 gol al passivo nemmeno lo consideriamo.

Consideriamo, invece, l’ennesima vittoria e il meraviglioso gol di Mertens, non ho mai parlato degli arbitri nel bene e nel male, non mi interessa, non comincerò oggi.

Note a margine

  • Altra parata decisiva di Reina, registriamo il dato.
  • Stamattina per la Gazzetta il servizio sul Napoli veniva dopo il Milan, dopo l’Inter e dopo la Roma. Con calma, siamo solo la capolista.
  • Del resto a Federer non hanno dedicato nemmeno la prima pagina. Uno che deve fare? Non bastano nemmeno 20 slam.
  • Mario Rui sempre meno Narcos, sempre più terzino.
  • #IoStoConSarri sempre e per sempre.
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