Nel film dei Vanzina, De Laurentiis vuole ricomprare Higuain dalla Juventus

“Caccia al tesoro”, con Salemme, Buccirosso e Serena Rossi. Un film sull’asse Napoli-Torino, tra San Gennaro e un improbabile ritorno

Nel film dei Vanzina, De Laurentiis vuole ricomprare Higuain dalla Juventus

Spoiler

Per chi non potesse assistere alla prima di questa sera al Metropolitan. facciamo un po’ di spoiler su “Caccia al tesoro” dei fratelli Vanzina. Il film che da domani sarà in trecento sale. La trama ce la raccontano gli stessi registi che definiscono il film un omaggio alla grande tradizione della comicità napoletana.

“Siamo partiti da un bambino di nove anni che ha bisogno di una costosa operazione al cuore: sua madre Rosetta (Serena Rossi) e suo zio Domenico (Vincenzo Salemme), sfortunato attore di teatro, vanno a chiedere a chiedere a San Gennaro di poter prelevare una gemma dal suo prezioso tesoro e il Santo risponde “Sì, lo potete fare…”. Nel cast anche Carlo Buccirosso, Max Giusti e Christiane Filangieri).

Risi e Monicelli

Non è un film impegnato per carità, ma pieno di citazioni e richiami celebri. ”Caccia al tesoro” non è un remake, ma ha due palesi fonti di ispirazione principali: “Operazione San Gennaro” di Risi (bellissima la scena sulla stessa terrazza utilizzata nel fil da Nino Manfredi), e “I soliti ignoti” di Monicelli.

Ma sono soprattutto novanta minuti che scorrono via veloci, con ottimi spunti di risate per tutti i gusti. C’è una Napoli vivace e colorata, ma non folkloristica, nonostante le riprese del golfo da cartolina e la scelta di Napul’è come colonna sonora. «Una Napoli migliorata – ha detto Carlo Vanzina – sotto vari punti di vista, ho dovuto doppiare alcune scene girate a via Foria perché l’esuberanza dei fan superava il sonoro delle voci». Tutto ruota intorno al tesoro di San Gennaro, al culto sacro per i napoletani, ma senza sfociare nell’eccessiva caratterizzazione dei devoti. Un appello quasi profano quello di Salemme e Serena Rossi che confondono la voce di un posteggiatore con quella del Santo. C’è anche una città multietnica che parla napoletano, e nei vicoli del centro storico troviamo la portiera del palazzo cinese che parla l’inglese.

Gomorra

Non poteva mancare il riferimento, quasi romantico, a Gomorra, dove il boss detto il Mastino (Francesco Di Leva) fa il miracolo al posto di San Gennaro e procura i soldi per l’operazione dicendo “Siamo gente di malaffare, ma di cuore”. «Abbiamo fatto una scelta coraggiosa – ha detto Carlo Vanzina – perché Napoli non è solo quello che ci fanno vedere ultimamente in televisione o al cinema, ma c’è ben altro ed è poi quello che ha fatto grande Napoli». “Uno dei due miracoli del film” lo definisce invece Enrico Vanzina. Il primo è il Torino che batte la Juventus in Coppa Italia grazie a un rigore sbagliato al 90esimo dal Pipita.

Il secondo è quello che lo stesso Enrico Vanzina ha definito il momento più comico del film in cui i tre apprendisti ladri si fingono avvocati incaricati dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis intenzionato a ricomprare Higuain dalla Juventus. Si fondono la finzione della truffa e la realtà del tifoso tradito che non vorrebbe mai il ritorno del traditore, men che mai per 160 milioni di euro (uanema r’o priatorio).

Un asse Napoli-Torino, su cui i principianti ladri arriveranno sulle tracce del tesoro, insolito, ma ben connotato dal punto di vista linguistico-calcistico. Due città che nel film appaiono simili, solari e colorate, ma Torino resta “una città strana”, come l’ha definita Gennaro Guazzo (figlio di Ferdinando in “Caccia al Ladro”) nella conferenza stampa di presentazione del film di questa mattina.

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