Neymar lascia l’allenamento del Barça, la Liga non ci sta: «Non accetteremo il pagamento del Psg»

Il brasiliano avrebbe già salutato i suoi compagni; Tebas, presidente della Liga, attacca il Psg: «I loro soldi arrivano da un finanziamento statale».

Neymar lascia l’allenamento del Barça, la Liga non ci sta: «Non accetteremo il pagamento del Psg»

Tra news live e reazioni istituzionali

Neymar è davvero a un passo dal Psg. Durante la mattinata, il fuoriclasse brasiliano ha lasciato anzitempo la seduta di allenamento del Barcellona. Su Twitter, il club catalano ha confermato che il termine anticipato del lavoro è stato concordato con il tecnico Valverde. Ovviamente si tratta di un commento di facciata, perché la situazione è chiara a tutti. Secondo il Mundo Deportivo, il calciatore ha già salutato i compagni annunciando l’imminente trasferimento in Francia. Insomma, il colpo del secolo è praticamente fatto. O quasi.

Perché c’è ancora qualcuno che oppone resistenza, o che almeno ci sta provando. Javier Tebas, presidente della Liga, ha rilasciato un’intervista di fuoco ad As. Ovviamente, contro il Psg: «La denuncia contro il PSG è pronta e sarà presentato alla UEFA, all’Unione europea e al Tribunale Federale svizzero, che sono i tribunali competenti. In sostanza, quello che denunceremo è la concorrenza sleale di competere contro i club/Stato, cioè le squadre che ricevono iniezioni finanziarie da parte di paesi che regalano i giocatori ai loro tifosi a spese della loro rimozione dagli altri Per quanto riguarda il PSG, è un chiaro esempio di doping finanziario da parte di club/stato. I conti del PSG mostrano che ha entrate commerciale più alte di Real Madrid o Manchester United, cioè il suo valore del marchio è superiore a questi due club. Beh, questa è una cosa impossibile».

Problema Fair Play

Insomma, a Tebas questo scippo non va proprio giù. È un trasferimento storico, è la prima volta che il calcio globalizzato e dominato dalla forza economica dei club spagnoli viene “rapinato” da una squadra di seconda fascia. Capita, caro Tebas. Nonostante le tue rimostranze non siano del tutto ingiustificate, ci mancherebbe. Il dirigente spagnolo ne fa infatti una questione di fair play finanziario: «Se l’UEFA non reagrà, presenteremo subito la domanda. Se non lo abbiamo fatto è perché abbiamo pensato che l’UEFA avrebbe preso misure per garantire che il fair play finanziario venga rispettato e per evitare il doping economico. Mi sorprende che il responsabile del fair play finanziario, Andrea Traverso, parli solo di verificare che le perdite Psg non superino trenta milioni di euro in tre anni. Traverso sa che il problema non è verificare questa informazione, il problema è verificare se il Psg ha gonfiato i redditi e verificare la provenienza e il volume economico delle sue sponsorizzazione. Se arrivate dal Qatar e sono difficili da spiegare, questo è un chiaro caso di doping finanziario».

La soluzione

Secondo Tebas, la Liga potrebbe non accettare il trasferimento. Una versione almeno improbabile: «Il Psg pagherebbe la clausola per Neymar? Non accetteremo quei soldi da un club come il Psg che, senza appartenere alla Liga, vuole vuole esercitare un diritto della nostra organizzazione, e ancora di più quando questo club sta infrangendo le regole e le leggi – l’attacco di Tebas -. Le regole UEFA e il ‘fair play finanziario’ e le leggi dell’Unione Europea e della concorrenza in Svizzera. Accettare il pagamento sarebbe una contraddizione: se il Psg si presenta con i soldi clausola per Neymar, noi non li accetteremo».

Ancora: «La sponsorizzazione da parte della Qatar Tourism Authority (QTA) è chiaramente e senza alcun dubbio un caso di doping finanziario, siamo di fronte ad un finanziamento statale. La domanda è: c’è un limite a tutto questo? Per porre un limite servirebbe che l’Uefa accettasse le norme di controllo economico che funziona nell’Europa. Vi immaginate uno stato che acquista Carrefour per regalare i polli? Perché di questo stiamo parlando, di squadre che regalano i giocatori ai tifosi con il denaro che ricevono dagli stati». Tebas è decisamente arrabbiato, non ha tutti i torti ma il club francese sta agendo mostrando semplicemente i propri muscoli. I propri soldi. Proprio come fanno Real e Barcellona. Delle volte a te, meno volte a me. Ma può capitare.

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