Il rapporto Censis sugli stadi: «Una gestione professionale porterebbe 200 milioni di euro in più»

Repubblica e il problema della percentuale di riempimento degli impianti di Serie A: siamo gli ultimi in Europa, serve eliminare la violenza.

Il rapporto Censis sugli stadi: «Una gestione professionale porterebbe 200 milioni di euro in più»

L’inchiesta di Repubblica

Non è solo una questione di stadi nuovi. Lo scrivemmo già una volta, si parlava della Dacia Arena di Udine. Una cosa è avere uno stadio nuovo, un’altra è riempirlo. È quello che spiega Repubblica attraverso un rapporto Censis sullo stato del campionato italiano in riferimento al pubblico sugli spalti.

Leggiamo: «I nostri stadi sono sempre più vuoti: 920mila spettatori in meno nella stagione 2015-2016 rispetto al picco del 2008-2009; quasi 6,6 milioni di biglietti invenduti, con una capacità di riempire gli stadi pari ad appena il 55% della capienza totale». Fuori dall’Italia, Inghilterra e Germania superano una quota del 90%. La Ligue 1 supera il 65%. Insomma, noi siamo indietro. Come impianti, certo, ma anche come spettatori

Vedere lo stadio

Il problema, secondo il Censis, sta nella percezione dello stadio. Nella considerazione rispetto alla visione della partita. «Il problema
è il modo in cui si vedono gli stadi, da un lato luoghi dove divertirsi
esprimendo passione, calore, senso di appartenenza, condivisione
con gli altri, e insieme «teatri di scontri violenti e di
uno sgradevole clima di aggressività».

Massimiliano Valerii, del Censis, si esprime così: «Viviamo da anni stagioni di crisi in cui si è cercato di coniugare la repressione della violenza con la possibilità di far esprimere la passione delle tifoserie. La violenza scoraggia la partecipazione, i tifosi che vanno allo stadio per divertirsi si sentono respinti dai tanti controlli. Bisogna allora ripensare la gestione complessiva».

Come cambiano le cose

Sempre secondo il Censis, una gestione migliore del rapporto triangolare calcio/tifosi/sicurezza porterebbe benefici economici incredibili: «Depurare gli stadi dalla violenza e incanalare il senso di appartenenza e la passione porterebbe ad aumentare il fatturato dei club. Ipotizzando di far andare allo stadio per 6 partite a
stagione le 900mila persone in più che adorano il calcio, l’introito
aggiuntivo per le casse delle squadre italiane di serie A sarebbe
di 200 milioni di euro in un anno»,

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