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Gli stadi nuovi e il falso mito del «bello e pieno»

Gli stadi nuovi e il falso mito del «bello e pieno»

L’Udinese è a quota quattro partite nel suo nuovo stadio di proprietà. O meglio, nel suo vecchio stadio Friuli, che ora si chiama Dacia Arena ed è stato rimesso a nuovo in prima persona dal club della famiglia Pozzo. Eppure, nonostante questa sia indubbiamente una buona notizia per il vetusto sistema-calcio italiano, c’è ancora qualcosa che non va. Un’analisi del sito Calcioefinanza, infatti, sottolinea come, in queste quattro partite, solo quella contro la Juventus abbia fatto registrare un sold out, un tutto esaurito: le altre tre, contro Bologna, Lazio e Verona, hanno fatto registrare, rispettivamente, 13.611, 14.975 e 14.776 spettatori. Un rapporto di circa tre quinti dell’affluenza possibile.

Come smentire, in pratica, intere decennali discussioni sulla necessità di ristrutturare gli stadi per attirare nuovamente i tifosi. In realtà, non funziona neanche questo a quanto pare. La Juventus e il suo Stadium, evidentemente, sono un caso a parte. Il nuovo Friuli si è riempito solo in occasione del big match contro la Juventus (prima sfida con l’intero stadio riaperto, con i biglietti completamente esauriti) e nelle altre due sfide di cartello contro Milan e Inter. Nei match contro le milanesi, con lo stadio ancora chiuso per i lavori in alcuni settori, vennero superate le cifre registrate nelle ultime tre gare casalinghe.

Nell’analisi di Calciofinanza, comunque indicativa, manca però un importante riferimento alla popolazione di Udine, che non supera i 100mila abitanti. Esaurire l’intera capacità dello stadio Friuli, pari a 25mila spettatori e spicci, significherebbe quindi prendere un intero quarto della città e spostarla in massa allo stadio. Sempre, ogni due domeniche. Se i risultati sono quindi in qualche modo deludenti, non è solo colpa di un tifoso disamorato, non interessato a seguire la sua squadra o a conoscere il nuovo impianto, comodo e bello; ma anche di un rapporto eccessivo tra tifosi effettivi del club, uno stadio forse sovradimensionato e un blasone che non riesce a richiamare pubblico. O almeno, non riesce a richiamare un cittadino su quattro. Almeno per il momento.

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