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Sito coleroso e terremotato, o Vesuvio lavaci col fuoco

Sito coleroso e terremotato, o Vesuvio lavaci col fuoco

Il Napolista non può che complimentarsi col neo presidente della Figc Carlo Tavecchio e col presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, suo elettore. Il primo atto della Figc, dopo la nomina di Antonio Conte a ct della Nazionale, è stato l’eliminazione della discriminazione territoriale. I cori contro Napoli (“colerosi, terremotati“, “Vesuvio lavali col fuoco”) non comporteranno più la squalifica dei settori degli stadi.  

Il calcio italiano, quindi, ci è riuscito. Non essendo capace di risolvere il problema – il razzismo nei confronti di Napoli – ha eliminato la norma. Ancora una volta il nostro calcio ha chinato la testa. Evidentemente, per loro, lo scorso anno non è successo nulla. Ed evidentemente, per loro, non c’è alcun nesso tra la violenza verbale, l’odio oseremmo dire ideologico, e quel che è accaduto a Roma. Mossa peggiore non poteva esserci. Del resto, i presidenti – De Laurentiis compreso – ci avevano provato già lo scorso anno utilizzando la grancassa di Sky e della sua prima voce Fabio Caressa.

La sola cosa di cui ci si è preoccupati in questi mesi è stata la nomina del nuoco ct. Contava piú il gol di Godin che il colpo di pistola di Tor di Quinto. Del resto, per loro Tor di Quinto e l’uccisione di Ciro Esposito sono stati un accidente.  Nessuno, Tavecchio, in testa, si chiede se è un caso che ci sia stato un morto, di quella città, nell’anno dei cori? Forse lo sfotto è diventato odio? Lo ha concimato? Domande troppo profonde per i dirigenti del nostro amato pallone. 

Il calcio italiano – ma non solo il calcio – fa un altro passo indietro. Anche la politica, ovviamente, resterà in silenzio. Gli insulti ai napoletani sono stati liberalizzati. Gli incassi sono – secondo loro – al sicuro. The show must go on. Dai diamanti non nasce niente ma, a guardare il calcio italiano, neppure dal letame.
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