Ora a Napoli Mazzarri può solo vincere. Sarà questo a spaventarlo?

La storia del futuro di Mazzarri a Napoli è una telenovela già diventata stucchevole: che faranno? Si lasceranno? Continueranno sulla loro strada? E se sì, il loro amore sarà finalmente benedetto dal tricolore? Appuntamento alla prossima puntata.
Il finale col botto dovrebbe avvenire fra una settimana, due al massimo: dopo il rompete le righe di fine stagione, il tecnico di San Vincenzo dovrà chiarire il suo futuro. Basta mandare Frustalupi a fare da parafulmine, basta nascondersi dietro un dito: è il momento di parlare, e di parlare chiaro. Roma, Inter o chicchessia sono alla finestra, e non aspetteranno per molto: c’è una stagione da progettare appena si chiuderà la nuova. Il che vuol dire programmare acquisti, cessioni, staff. Ed è una cosa che vale per tutte. Roma, Inter, Napoli o chicchessia.
Per ora, riempiamo le pagine del Napolista con i nostri pensieri: mazzarriani, antimazzarriani, deve rimanere, deve andare via, non è mica il migliore, stiamo sbagliando a gestire la cosa. Eppure, una cosa non è ancora saltata fuori: l’attaccamento di Mazzarri al proprio curriculum. Pensiamoci bene: personalmente, non ho mai visto nessuno vantarsi così spesso di non essere mai stato esonerato. Neppure Mourinho. E la scelta della strada da percorrere servirà a preservare questa verginità.
Allora, riflettiamo: davanti al mister si pongono, verosimilmente, le tre scelte che tutti conosciamo: Napoli, Roma o Inter. La capitale vorrebbe dire darsi in pasto alla lupa: credo sia la scelta meno saggia, visto come la dirigenza della Roma ha dato il benservito in meno di sei mesi agli ultimi due che hanno tentato di impostare un progetto. L’Inter potrebbe essere la piazza migliore: peggio di un nono posto non si può fare, e il non giocare le coppe è un punto a favore (sappiamo bene quanto Mazzarri odi non avere una settimana per preparare la successiva partita di campionato).
E il Napoli? Sicuramente, quella azzurra è l’ipotesi più intrigante. E più coraggiosa. Rimanere significherebbe essere condannati a vincere – che è l’altra faccia dell’avere carta bianca sul mercato. Mazzarri si ritroverebbe a dover gestire una pressione fortissima che s’aggiunge a quella già importante della piazza. Una pressione mai sentita in tutta la sua carriera. Che sia questo, il motivo che si nasconde dietro la “mancanza di stimoli”? Che il mister non voglia superare le colonne d’Ercole? Che abbia paura di vincere?
Sarebbe un esame importante. Forse troppo. Abbastanza da convincere Mazzarri a non sostenerlo, e ad andare via. Senza scudetto, ma con un curriculum immacolato.
Antonio Cristiano

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