Lavezzi ha presentato il sito, l’informazione deve ripensarsi

Twitter, siti ufficiali, Facebook e una frase che Lavezzi ha pronunciato nel corso della presentazione del suo sito internet. “A me non piace molto parlare con la stampa e allora ho pensato a queste forme di comunicazione”. Beh, non l’ha detto proprio così, l’ha detto in lavezzese, ma il pensiero era quello.Ed allora una riflessione. Ma a che serve la stampa? Se i campioni bypassano quello che doveva essere un megafono delle loro gesta, giornali, televisioni, e anche siti internet di informazione. Qual è il loro ruolo quando tra il campione ed il tifoso il rapporto è diretto ed inequivocabile. Che senso ha se poi i tifosi si mettono anche contro l’organo cartaceo dando più fede al giocatore o all’idolo di turno. E’ pure vero che è un rapporto unilaterale. Cioè il campione parla, il tifoso ascolta. Perché se il tifoso parla, il campione è libero di non rispondere o di trincerarsi dietro il muro virtuale. E allora, se applaudiamo alle iniziative ipertecnologiche, non rischiamo di depauperare un patrimonio? Ed è giusto che i giornali corrano dietro all’ultimo tweet o ripensino profondamente il loro modo di essere? Oppure stanno perdendo di attendibilità come anche su questo sito si è talvolta discusso? Ed è giusto, qualora questo fosse vero, fare di tutta un’erba un fascio senza identificare chi fa disinformazione e chi è invece corretto nel suo lavoro?
Gianluca Agata

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