Ho il biglietto per San Siro, non vedo l’ora

Non vedo l’ora che ricominci il campionato. Tra poco conterò i giorni come il militare che sogna quell’alba. Due settimane senza Napoli, questo Napoli, sono uno stillicidio che non provavo da almeno tre lustri e fin quando non si inizia a sentire l’odore del campo,  i discorsi inevitabilmente si incentrano su argomenti più distaccati dal gioco, mentre qui siamo secondi in classifica, siamo forti e la ragione pian piano mi sta abbandonando.  I discorsi sul soggetto che vale trenta denari hanno scatenato la fantasia e l’inventiva di tutti fino ad attraversare i più svariati cunicoli dell’argomento alla ricerca di spiegazioni che alla fine abbiamo seguito affascinati,  però, ora, avrei il desiderio che ci si allontanasse dall’uomo qualunque e si passasse con molta più passione a ciò che tra poco(meno cinque)ci accingeremo a vivere. L’impegno a San Siro. Ho il biglietto, sono già pronto. In quello stadio, contro l’Inter, sono tre anni che la partita finisce già nel primo tempo ed alla fine, all’uscita, sono costretto ad ascoltare quella insentibile ed insostenibile canzoncina che fa da inno (“Amala, pazza Inter amala ecc ecc”). Solo a pensarci ho dei principi di vomito. La odio.
Per quanto si possa essere fiduciosi ed ottimisti, la partita contro l’Inter sarà uno degli ostacoli più difficili da superare. Spero che i ragazzi non si lascino influenzare dall’ambiente e dai discorsi della città, pensando che quella successiva sia la partita vitale (lo so che in quella contro la Giuve subentrano altri milioni di fattori e che vincerla non ha prezzo, ma non ci voglio pensare, almeno ci provo, con pessimi risultati). Invece bisogna concentrarsi sull’Inter, perché potrebbe essere il momento della verità. La Coppa del mondo, il nuovo allenatore, nuova linfa nello spogliatoio, il rischio di vedersi allontanare la vetta, l’orgoglio di chi ha vinto tutto sono un bel biglietto da visita e quel poco di razionalità che m’è rimasta in testa, fa riecheggiare  il motivetto insopportabile. Se penso però, che la nostra squadra, nel corso di questa stagione, abbia compiuto dei veri e propri miracoli, il mio cuore inizia a palpitare lasciando spazio allo straripamento dei sogni. E quelli si sa, una volta che son partiti, non li fermi più. Ecco, io ho fatto un altro tipo di sogno, e non per l’insonnia, l’ho fatto ad occhi aperti… ma non ve lo racconto, eh.
Chiedo scusa a tutti e nel rispetto degli interlocutori, ma oramai mancano quasi 4 giorni, da venerdì prometto un manifesto a caratteri cubitali sul traditore del lungomare, però ora concentriamoci come tutte le altre volte sul prossimo obiettivo. Sono passati più di 16 anni da quella punizione di Andrè Cruz e l’autogol di Jonk e ora che il nostro fluido inizi a girare. Passiamocelo.
Buon anno a tutti, buon Napoli a noi.
Forza Napoli Sempre
Gianluigi Trapani

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